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News » Cambio automatico e stili di guida

Data di pubblicazione: 08-06-2017
Sempre più persone scelgono il cambio automatico per la propria autovettua


 

Nella voce optional all'interno dei cataloghi delle autovetture, spazio sempre maggiore è destinato ai moderni cambi automatici. Ormai ne esistono numerosi modelli con varie caratteristiche che si adattano a diversi utilizzi. Come districarsi dunque nella scelta? La decisione naturalmente è tra le due tipologie classiche, manuale o automatico. Due 'religioni' opposte; il primo che rappresenta la tradizione e quella sensazione di controllo totale sul mezzo, l'altro che garantisce comodità ma anche costi più elevati sebbene con prestazioni al top, almeno nei modelli più recenti. Tecnologia ed elettronica infatti offrono ormai un'ampia gamma di soluzioni e pongono l'automobilista di fronte ad una scelta in cui ci si confronta con sigle incomprensibili per i meno esperti. Proviamo a fare chiarezza su questo tema per orientarci all'acquisto. 

 

La meccanica del cambio 

Rispolveriamo le memorie della scuola guida con qualche nozione. Il cambio trasferisce alle ruote la coppia motrice erogata dal motore. E' un elemento fondamentale perché senza di esso la potenza del propulsore arriverebbe in maniera brusca e incontrollata rendendo impossibile la guida. I rapporti del cambio sono costituiti da ingranaggi che convertono e regolano la quantità di coppia motrice trasferita. Tra il motore e il cambio si colloca la frizione, un disco che permette di interrompere il flusso di coppia per rendere possibile la cambiata. Dal cambio manuale a quello automatico una delle principali differenze è proprio la struttura della frizione. In particolare possiamo individuare quattro tipologie principali di cambio automatico, vediamole brevemente per capire quella che più si adatta alle vostre esigenze. 

 

Cambio automatico a variazione continua 

E' chiamato in gergo CVT (continuous viariable transmission) perché non usa ingranaggi ma pulegge mobili sopra cui si muove la cinghia. Muovendosi lungo la puleggia (costituita da rulli o coni) il diametro della cinghia stessa varia continuamente in base ai giri del motore (da qui il nome), ed è proprio lo scorrimento di quest'ultima che determina in ogni momento il rapporto utilizzato, di fatto infiniti. Proprio per questo motivo permette al motore di funzionare sempre vicino al regime di coppia massima, garantendo quindi un'alta efficienza. Questo si traduce in uno dei vantaggi maggiori: buoni consumi (se rapportati al peso maggiore degli ingranaggi e di tutto il sistema) e il comfort di guida migliore su piazza. 

 

Il cambio automatico a convertitore di coppia

In questo tipo di cambio la coppia è trasferita grazie ad un convertitore idraulico posto fra il motore ed il cambio. Invece di usare degli ingranaggi, questo convertitore sostituisce di fatto la frizione. Il meccanismo, piuttosto complesso, lavora grazie alla differenza di pressione che si viene a creare nell'apposito olio ed è proprio questo delta di potenziale viene usato per cambiare marcia. In origine molto costoso e complicato, oggi l'elettronica ne ha ridotto di molto i costi, il peso e soprattutto il rendimento. 

 

Cambio automatico robotizzato

Il cambio automatico robotizzato è in realtà un semiautomatico. I rapporti sono meccanici, costituiti da ingranaggi come in un classico cambio manuale, ma è robotizzata la selezione e l'innesto delle marce, gestito interamente dall'elettronica, che avviene tramite la leva con il classico +/- oppure con le palette al volante, un obbligo ormai sulle vetture sportive, ma che trovano sempre più spazio anche sulle utilitarie. L'impulso della cambiata, inviato alla centralina del cambio, viene tradotto in un impulso elettronico che automaticamente provvede a ingranare la marcia. E' la scelta per le vetture da competizione perché la cambiata è precisa e rapidissima, ma viene sempre più spesso impiegato anche per le berline e le vetture d'alta gamma con configurazioni stradali più dolci e gentili.  

 

Cambio automatico a doppia frizione

Detto anche DSG (Direct Shift Gearbox) o DCT (Dual Clutch Transmission) a seconda dei costruttori, è di fatto una evoluzione del cambio robotizzato. In questo caso le frizioni sono due: una dedicata alle marce pari ed una alle marce dispari; entrambe collegate ad un proprio albero di trasmissione. Gli alberi sono collegati e ruotano all'unisono, perciò i rapporti sono sempre pronti e ingranati a due per volta. Solo la marcia selezionata però riceve la coppia dal motore, perciò l'innesto della frizione è  gestito completamente dall'elettronica. Anche con questo sistema la velocità di cambiata è velocissima, talmente rapido da superare abbondantemente la velocità un battito di ciglia umano.

 

Quale cambio scegliere dunque?

Difficile, forse impossibile dare una risposta univoca, ma qualche considerazione finale così, per tirare le somme, possiamo provare a farla. 

Il cambio manuale è certo la scelta più classica nonché più economica. In mano ad un pilota esperto esprime e raccogliere tutta la potenza della vettura garantendo la massima libertà di guida. Come molti di noi sanno bene però, non è certo comodo in città o nel traffico quando siamo chiamati ad operare continuamente sul pedale della frizione. 

L'automatico a convertitore di coppia garantisce invece grandissimo comfort e un'esperienza di guida rilassante. Il peso è un limite, ridotto però ultimamente grazie alla tecnologia. Anche il consumo di carburante è contenuto, ma scordatevi una guida sportiva e brillante. 

Velocità e prestazioni invece si sposano benissimo con i cambi robotizzati e a doppia frizione; talmente rapidi che è impossibili per qualunque pilota fare meglio. La possibilità di scegliere la marcia e il momento in cui cambiare è un grosso vantaggio anche in termini di comfort, ed i costi ormai sono scesi enormemente rendendoli assai più accessibili. 

 

A voi la scelta dunque, comfort e risparmio o velocità e prestazioni?