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News » La guida sotto effetto di stupefacenti

Data di pubblicazione: 15-09-2017

Uno studio condotto dalla Commissione Europea sull’incidentalità stradale in Europa ha evidenziato come l’andamento dei sinistri stradali stia effettivamente diminuendo, ma non ancora abbastanza per raggiungere gli obiettivi prefissati dall’Unione Europea con il suo programma volto a dimezzare i sinistri entro l’anno 2020: il “Road Safety Programme 2011-2020”.

Interessante è il fatto che i dati abbiano evidenziato picchi di mortalità durante i weekend e tali episodi sembrerebbero aumentare considerevolmente nel periodo estivo. Maggiormente interessante è il fatto che i suddetti periodi sembrerebbero caratterizzati anche da un incremento di uso di alcool e di sostante stupefacenti. Esisterebbe, dunque, una forte correlazione tra l’aumento delle assunzioni di alcool e droga e l’aumento di sinistri stradali durante i weekend.

 

Al fine di correggere i comportamenti degli automobilisti e rendere maggiormente sicura la viabilità su strada, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, appartenente al Ministero dell’Interno, ha emanato il 21 luglio 2017 una direttiva (Prot. n. 300/A/5620/17/144/5/20/3) volta a garantire un’azione immediata e coordinata delle Forze di Polizia per la prevenzione ed il contrasto di guida in stato di ebrezza e sotto l’effetto di stupefacenti, di eccessi di velocità, di obbligo dell’uso delle cinture di sicurezza e del casco protettivo per i motociclisti e di qualsiasi motivo di distrazione per il conducente (uso dello smartphone, ad esempio). Se negli anni passati l’eccesso di velocità e la guida in stato di ebrezza siano state combattute rispettivamente dall’autovelox e l’etilometro, dal giugno 2014 è in corso la sperimentazione di un dispositivo capace di rilevare l’effettivo uso di sostanze stupefacenti da parte degli automobilisti.
 

DI COSA SI TRATTA?

Il drogometro, o Alere DDS2 (termine tecnico-scientifico), è un nuovissimo dispositivo dato in dotazione alle Forze dell’Ordine al fine di contrastare la guida sotto effetto di sostanze stupefacenti. L’apparecchio, in modo analogo all’ormai conosciuto etilometro, permette di rivelare in tempo reale se il conducente di un’autovettura abbia, o meno, assunto una o più sostanze stupefacenti, quali cocaina, anfetamina e derivati, metadone, cannabinoidi, oppiacei ed eroina.
 

IL FUNZIONAMENTO

Il drogometro richiede l’analisi del campione di saliva per rilevare l’effettivo stato alterato delle condizioni psico-fisiche del conducente. Al fine di effettuare il test, c’è bisogno della presenza congiunta della tradizionale pattuglia e del furgone delle Forze di polizia con a bordo un medico e le relative attrezzature sanitarie. Al conducente verrà chiesto di sedersi e di effettuare, tramite il tampone sanitario, il prelievo della propria saliva. Tale tampone verrà immediatamente inserito in un lettore, il drogometro appunto, in grado, mediante una reazione antigene-anticorpo, non solo di segnalare se sia stata assunta una o più sostanze stupefacenti, ma anche di indicarne il tipo. Il drogometro analizza il campione di saliva e fornisce l’esito “positivo” o “negativo” in solo otto minuti.
 

SANZIONI

Qualora l’esito del test risulti positivo, all’automobilista verrà ritirata immediatamente la patente di guida, a scopo preventivo. Il conducente dovrà effettuare altri due prelievi della propria saliva, i quali campioni saranno spediti dalle Forze dell’ordine al Centro di Ricerche di Laboratorio e di Tossicologia Forense di Roma della Polizia di Stato. Nel caso in cui il Laboratorio confermi la positività dell’uso di sostanze, verranno applicati, a scapito del conducente, tutti i provvedimenti previsti dall’art.187 del Codice della strada, il quale legifera che:

Chiunque guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l'ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l'arresto da sei mesi ad un anno.”
 

Ai provvedimenti del reato penale di cui sopra, bisogna ricordare anche la sanzione amministrativa accessoria concernente il ritiro e la sospensione della patente di guida.

È opportuno sapere che al conducente del mezzo verrà data una spiegazione delle modalità e dello scopo del test antidroga da parte delle Forze di polizia, le quali chiederanno al soggetto di firmare il consenso informato. Il conducente ha la facoltà di rifiutare di eseguire il test, tuttavia, la Polizia verbalizzerà il rifiuto e disporrà il massimo della pena (arresto da sei mesi a un anno di carcere, sanzione economica di euro 6000 e sospensione di minimo un anno della patente di guida). La polizia, inoltre, potrà ordinare lo stesso una visita medica specializzata ad accertare le condizioni psico-fisiche alterate del conducente.
 

La sperimentazione del drogometro è iniziata, su scala nazionale, nel 2014 e la sua efficacia è stata testata, e confermata, dalle prime sezioni che lo avevano in dotazione (Bergamo, Brescia, Verona, Padova, Tieste, Bologna, Roma, Napoli, Salerno, Bari, Lecce, Messina).

Ovviamente, a differenza dell’etilometro, risulta più difficile quantificare l’uso di droga che è stato assunto dal conducente, e la legislazione non è stata ancora del tutto chiara sulla quantità massima tollerabile. Sebbene l’apparecchio sia ancora in fase sperimentale, è stato confermato che esso garantisca una precisione del risultato del 95%. È proprio su tale percentuale che il Ministero dell’Interno ha dato il via al sempre più frequente utilizzo. Tale decisione è stata presa dalle importanti conseguenze risultate dall’applicazione di questo dispositivo; esso, infatti, rimane ad oggi uno dei migliori strumenti deterrenti per coloro che, sconsideratamente, decidono di guidare sotto effetto di droghe. Negli ultimi anni, infatti, le strade sono state rese più sicure e i controlli da parte dell’Arma e la Polizia di Stato sono divenuti molto più severi, incrementando in questo modo la sicurezza stradale.