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News » Non ricordi chi guida? La multa non si paga!

Data di pubblicazione: 02-11-2017

Capita più spesso di quanto si creda. Non appena una multa viene recapitata e subito si inizia a pensare come sia successo: chissà dove, chissà come, chissà quando. Lo sappiamo bene, le contravvenzioni sono vengono sempre recapitate con eccessiva tempestività, dunque la domanda su chi abbia effettivamente commesso l'infrazione è legittima, soprattutto quando un veicolo viene utilizzato da più persone.
 

E' il tema centrale di una storia che parte dalla fine, con una sentenza del Giudice di Pace di Campobasso, che ha applicato l’art. 126 bis, comma 2 del CdS ad un ricorso di un imprenditore contro una contravvenzione recapitata per un'infrazione commessa con una vettura a lui intestata. Il veicolo in questione è parte della flotta aziendale dell'attività riconducibile al ricorrente; veicoli che effettivamente sono nella disponibilità di tutti i dipendenti ed è quindi difficile determinare
effettivamente chi fosse alla guida del veicolo al momento dell'infrazione. In questo caso il ricorso, ben strutturato ed argomentato è stato accolto. In particolare, tutta la difesa dell'imprenditore è stata strutturata intorno a due punti principali:

 

- si tratta di una multa a una macchina facente parte di un parco veicolare aziendale;

- la notifica della multa è giunta dopo un lasso di tempo importante (ma entro i 90 giorni).
 

In questo caso il giudice ha deliberato a favore del multato, sostenendo che: "nulla può rimproverarsi a colui che in buona fede, a distanza di tempo dall’accertamento, non sia in grado di ricordare a chi aveva consentito l’uso della propria autovettura, circostanza di per sé idonea a costituire valida esimente, attesa l’assenza di colpa come requisito dell’illecito amministrativo”.
 

Attenzione però: in seguito alla decisione del giudice è stata annullata solamente la sanzione supplementare prevista nel caso in cui si ometta di indicare chi si trovasse alla guida del veicolo nel momento della violazione del Codice della Strada (una sanzione da 286 a 1142 €) e non la contravvenzione stessa, che va comunque pagata.

Naturalmente il caso in questione fa riferimento ad un veicolo aziendale, a disposizione quindi di molte persone più volte al giorno; niente a che vedere con una normale autovettura per uso domestico e familiare. In questo caso nessuna speranza di ricorrere al precedente in questione, per non aprire le porte ad un far west normativo. La sentenza in esame rimarrà un caso che farà giurisprudenza ma limitata appunto ad una fetta limitata di veicoli e circostanze.
 

Per non vedersi recapitare multe prese quando si è prestata la macchina a qualcun'altro, la soluzione esiste. E' un po' drastica, ma è sufficiente non prestare mai il proprio veicolo ad altri. In particolare le compagnie di assicurazione offrono la possibilità di sottoscrivere la clausola della "guida esclusiva", con la quale si può ottenere una buona riduzione del premio sulla polizza, specie se si è sicuri di essere gli unici a guidare il veicolo. In questo caso però non si potrà prestare l'auto a nessuno, né familiari né amici, pena la mancanza di copertura assicurativa in caso di incidente.