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News » Patologie visive e idoneità alla guida

Data di pubblicazione: 06-12-2018


Guidare, considerando il traffico, le diverse condizioni meteoreologiche, le condizioni delle strade italiane presuppone delle capacità psicofisiche di ottimo livello al fine di evitare incidenti o complicazioni secondarie.

Per capacità psicofisiche si intendono: un alto livello di attenzione, riflessi pronti, ottima
funzionalità degli arti superiori e inferiori, un’ottima integrità dell’apparato uditivo e visivo,  
una perfetta integrazione delle capacità cognitive e delle funzioni sensoriali.
In particolare queste ultime sono fondamentali per poter ottenere l’idoneità alla guida
da parte dei medici preposti al rilascio o al rinnovo della patente di guida.
La capacità visiva in tutte le età è influenzata da diversi fattori, quali i difetti visivi, la miopia,
l’astigmatismo, l’ipermetropia, la capacità di discriminare i colori, la capacità di adattamento al
buio e all’abbagliamento, la sensibilità al contrasto (percepire la minima differenza tra chiaro e
scuro) e un buon campo visivo (inteso come l’ampiezza visiva massima che l’occhio è in grado di percepire guardando verso l’infinito).

Infatti un soggetto può vedere bene senza necessità di occhiali, ma avere un deficit del senso
luminoso o un difetto campimetrico; un soggetto può portare gli occhiali per correggere un difetto
visivo e avere una ridotta capacità accomodativa per vicino; un soggetto può essere affetto da una o più patologie della vista, o aver subito interventi a carico dell’occhio e avere un deficit visivo magari di cui non ha una esatta percezione.

Il problema principale che si viene costantemente a creare è che in generale la persona non ha un’esatta percezione della sua visione ed una discriminazione della qualità di come vede nella realtà: ad esempio il fatto di indossare un occhiale non rappresenta di per sé un “passaporto” per poter guidare perché magari l’occhiale che indossa non corregge bene il difetto visivo; o magari il paziente presenta una patologia visiva anche solo iniziale, che interferisce in qualche modo sulla qualità della visione globale: diventa pertanto importante approfondire la reale obiettività della vista del soggetto e l’assenza di eventuali patologie.

E’ consigliabile effettuare una visita oculistica ogni due anni fino all’età di 50 anni e una visita ogni anno sopra i 50 anni, al fine di valutare e certificare la quantità e la qualità della visione. La visita oculistica è d’obbligo nei pazienti monocoli funzionali (cioè che vedono con un solo occhio), nei pazienti operati (ad esempio alla retina), nei pazienti affetti da patologie sistemiche (il diabete, disturbi vascolari, pazienti che hanno problemi neurologici, o che assumono particolari medicinali per patologie autoimmuni ) e per i pazienti over 70.

L’aspettativa di vita in Italia è molto aumentata e diventa una necessità quasi primaria poter
guidare anche a 80 anni, viste le ottime performance che si possono ancora avere a questa età, dove la guida è un requisito fondamentale per sentirsi giovani, liberi e indipendenti.
La gestione di patologie oftalmologiche e lo sviluppo delle tecnologie chirurgiche consentono oggi di mantenere un’ottima visione addirittura senza occhiali anche in età avanzata. Pur tuttavia sono aumentate in modo statisticamente significativo le patologie legate all’età (70-90 anni), quali la maculopatia, il glaucoma e la cataratta.

La cataratta colpisce quasi tutti i soggetti over 60 anni, con un’incidenza di complicanze
chirurgiche minimali e con la possibilità di eliminare la correzione di un difetto visivo mediante
l’utilizzo di lentine intraoculari multifocali (il paziente vede bene da lontano, da vicino e a media distanza, che nella guida si traduce poter vedere bene il contachilometri, il cruscotto e i segnali stradali a distanza).

Il glaucoma è una malattia più complicata e insidiosa, di difficile diagnosi, a meno di sottoporsi ad approfondita visita oculistica anche con esami strumentali: tale patologia infatti influenza in modo significativo la percezione dei colori, la sensibilità al contrasto, la capacità di adattamento al buio e all’abbagliamento ed il campo visivo: il soggetto può avere una buona visione per lontano ma un campo visivo alterato.

La maculopatia è la patologia più grave che colpisce un’alta percentuale della popolazione per una manifestazione degenerativa e/o circolatoria della retina: il paziente ne ha percezione, vede distorto e deformato, vede meno, non si sente più sicuro e presenta uno stato di confusione visiva con una ridotta capacità del senso di profondità. Le terapie sono molto avanzata, pur tuttavia una diagnosi precoce con esami specialistici elettrofisiologici mirati, consente una stadiazione ed inquadramento della patologia, un’esatta indicazione al trattamento medico e/o chirurgico con delle aspettative visive specifiche molto buone.

Alcuni esempi pratici:

- Per il rilascio o rinnovo della patente B è necessario possedere 10/10 complessivi con non
meno di 2/10 per l’occhio che vede meno, con o senza correzione;
- Per il rinnovo della patente C,D,E è necessario possedere 14/10 complessivi con non meno
di 5/10 per l’occhio che vede meno, con o senza correzione;
- In caso di soggetti monocoli funzionali, cioè che vedono con un occhio solo, il soggetto
deve possedere almeno 8/10 nell’occhio superstite con la necessità, in caso di rinnovo
patente, di eseguire degli accertamenti elettrofisiologici quali il campo visivo, la sensibilità
al contrasto, la visione crepuscolare e la capacità di adattamento all’abbagliamento.
Naturalmente tutti questi parametri devono essere normali per poter avere l’idoneità alla
guida.
- In caso di pazienti affetti da diplopia (visione doppia) è necessario un ulteriore
approfondimento, la valutazione ortottica, per valutare con lo specialista oculista la
necessità di adoperare soluzioni per eliminare e contenere la diplopia durante la guida,
come un occlusore o lenti prismatiche.
- I pazienti affetti da patologie come la retinopatia diabetica, il glaucoma, traumi cranici
pregressi, disturbi vascolari cerebrali che provocano un restringimento del campo visivo
devono rispettare determinate condizioni al fine di poter guidare (ad esempio non possono
mettersi alla guida dopo il crepuscolo, non possono guidare in autostrada ecc) ed
effettuare la visita di idoneità presso la Commissione Medica Patenti dell’ASL.

Per concludere la vista è a mio avviso il nostro bene più prezioso, visto che la utilizziamo
tutto il giorno, per vedere al computer, per spostarci, leggere, guidare.
E’ necessario conservarla al meglio effettuando dei “tagliandi “ dallo specialista oculista per
correggere quando necessario con occhiali o terapie gli scompensi che si possono creare,
escludere possibili patologie complesse, che in alta percentuale, possono presentarsi e
diventare un problema molto più grande.

La tecnologia, la diagnostica, gli occhiali, le lenti a contatto, la chirurgia hanno raggiunto
oggi livelli incredibili, tanto da permettere delle ottime e costanti performance dei nostri
occhi con una qualità della visione tale, da permetterci di vivere bene fino a tarda età.