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News » BOOM DI TRUCCHI PER EVITARE LE MULTE CON GLI AUTOVELOX, MA ECCO COSA SI RISCHIA

Data di pubblicazione: 09-09-2022

Dopo l’escalation di inizio Anni 2000 sta tornando la moda dei trucchi per sfuggire agli “occhi” dagli autovelox o altri sistemi di misurazione della velocità. L’inventiva degli automobilisti ha tentato nel tempo molteplici strade, ma attenzione che si rischia di dover affrontare un processo penale per scampare a una sanzione amministrativa.

Si ricorda che la targa è considerata a tutti gli effetti un documento del mezzo, è una certificazione amministrativa pubblica e come tale non ammette contraffazioni o qualsivoglia sorta di modifiche.

 

I metodi

Partiamo dal più semplice e antico: lo scotch nero da elettricista applicato con precisione sopra lettere o numeri per cambiarli, ad esempio trasformando una F in una E.

Oppure ci si può “dimenticare” uno straccio che penzola dal bagagliaio direttamente sulla targa.
 

Sempre attuale è il metodo della targa sporca di fango, molto in voga anche tra i cittadini delle grandi metropoli dove pare non si possa rinunciare alla gita su sterrato con la citycar…

Sullo stesso filone della poca pulizia c’è il fumo nero emesso dallo scarico delle auto diesel, magari un po’ datate, o di quelle pesantemente elaborate.
 

Si arriva poi al settore “riflessi”: dalla collocazione strategica a fianco della targa di vecchi compact disc all’applicazione di pellicola per alimenti, gel o lacca per capelli direttamente sopra lettere e numeri in modo che il flash della macchina fotografica (sempre più raro nei velox) generi un bagliore che ne impedisca la lettura.
 

La vena artistica ha portato a verniciare direttamente le targhe di pittura trasparente o spruzzarle con spray appositi venduti su internet e pubblicizzati come portentosi (ad esempio il Photoblocker) in modo da renderle, come sopra, catarifrangenti.
 

Poi c’è il trucchetto dell’adesivo stampato appositamente con lettere e numeri inventati o, per gli amanti del riciclo, quello del recupero delle vecchie targhe da auto radiate e la collocazione di esse sopra quelle originali, magari ricorrendo a particolari meccanismi a scomparsa.
 

Invece, per i più nerd si possono acquistare dispositivi in grado di disturbare il segnale dei Telelaser con un particolare flash: due sensori e una centralina e, pare, il gioco è fatto.

 

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Questi metodi funzionano?

Diciamo subito che nella stragrande maggioranza dei casi la risposta è “no”!

Le motivazioni sono abbastanza semplici: nel caso di fango, stracci o riflessi vari ormai i velox non utilizzano più flash e le loro telecamere sono calibrate alla perfezione, e infatti gli basta anche una sola lettera, per risalire alla targa e quindi al proprietario da sanzionare.
 

Per quanto riguarda il fumo nero da particelle di particolato l’auto non sarebbe nemmeno idonea al superamento della revisione biennale, il che (oltre alla responsabilità del conducente di tenere la targa più pulita possibile) potrebbe far accendere il riflettore delle forze di polizia anche su questo aspetto.
 

Nel caso di sostituzione/sovrapposizione è difficile capire come una persona abbia potuto recuperare le targhe metalliche, in quanto al momento della radiazione di un veicolo per legge andrebbero riconsegnate al PRA per permetterne la distruzione, qui il concorso di colpa rischia di mettere nei guai il proprio giro di conoscenze.

 

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Cosa si rischia

Partendo dal presupposto che sarebbe in ogni caso illecito attuare qualsiasi alterazione alla targa ed è responsabilità del conducente curarsi sotto tutti i punti di vista della “certificazione amministrativa”, vediamo cosa prevede la legge a riguardo.

A differenza della più comune multa per eccesso di velocità che è un semplice illecito amministrativo, l’oscuramento della targa di un’auto può diventare un reato.

Iniziamo dalle sanzioni:

  • multa da 84 euro a 335 euro se un veicolo circola senza targa;
  • multa da 2.046 a 8.186 euro per “chiunque circola con un veicolo munito di targa non propria o contraffatta”, l’esempio del nastro isolante (art. 100 del Codice della Strada);
  • multa da 42 a 173 euro se la targa è equivoca, cioè “circola con targa non chiaramente e integralmente leggibile” come nel caso del fango (art. 102 del CdS).

A queste pecuniarie vanno poi aggiunge le sanzioni accessorie come il ritiro della targa stessa per non idoneità alla circolazione, che comporta il fermo del veicolo per tre mesi e nel caso di reiterazione la sua confisca amministrativa.

Andiamo ora sugli aspetti penali che vengono richiamati del Codice della Strada per “chiunque falsifica, manomette o altera targhe automobilistiche ovvero usa targhe manomesse, falsificate o alterate”:
 

  • sanzione penale ai sensi dell’art. 469 del Codice Penale per il reato di “contraffazione delle impronte di una pubblica autentificazione o certificazione” commesso dall’autore della contraffazione della targa del veicolo;
  • sanzioni penali previste dall’art. 482 c.p. per il reato di “falsità materiale commessa dal privato”;
  • sanzioni penali previste dall’art. 490 c.p. per il reato di occultamento della targa stessa.
     

In tutti i casi, a discrezione del giudice di competenza, si potrebbe teoricamente rischiare perfino il carcere, da un minimo di 3 a un massimo di 12 anni a seconda dell’entità, della situazione e dalla motivazione dell’illecito commesso.

 

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Ne vale la pena?

Come per la risposta sul funzionamento bisogna dire di “no”!

C’è una distanza abissale tra pro e contro, dall’evitare una sanzione amministrativa al rischio di carcerazione.

Il miglior modo per evitare grane con tutor, autovelox e telelaser resta quello di rispettare i limiti, anche se a volte appaiono poco sensati.

Comunque, è risaputo che esistono navigatori satellitari che forniscono la localizzazione di molte postazioni fisse di autovelox lungo strade e autostrade. Per quelle mobili bisogna affidarsi a navigatori connessi alla rete Internet o ad app per smartphone dove le mappature sono effettuate dagli utenti stessi attraverso segnalazioni ad hoc in tempo reale.