click

Devi Rinnovare la Patente?
Verifica costi e date.

click
Devi Rinnovare la Patente?
Verifica costi e date.

Patenti non rinnovabili con il nostro servizio

(leggi il dettaglio limitazioni d'uso)

  • -->

Archivio delle NEWS

Data di pubblicazione: 23-01-2022

Conversione patente estera

La conversione di una patente estera significa che la stessa viene sostituita con una patente rilasciata in Italia.

 

Va fatta una distinzione tra una patente estera rilasciata da uno degli Stai dell'U.E, patente comunitaria, e le patenti estere rilasciate da Paesi non apparteneti all'U.E.

 

Vediamo cosa si deve fare in entrambi i casi.
 

Conversione patente estera comunitaria 
La procedura è destinata ai conducenti in possesso di patente rilasciata da uno stato dell'Unione europea o dello Spazio Economico Europeo che ottengono una residenza anagrafica o una residenza normale in Italia.
 

Le patenti di guida rilasciate da stati appartenenti all’Unione Europea o allo Spazio Economico Europeo sono equiparate alle patenti italiane.
 

Chi ha una patente di guida comunitaria con la scadenza prevista dalle norme dell'Unione europea (art. 7 paragrafo 2 della direttiva 2006/126/CEE) può circolare regolarmente fino alla data della scadenza.

Terminato il periodo di validità è necessario convertire la patente estera presso un Ufficio della Motorizzazione Civile. Dopo la conversione il documento estero è ritirato e restituito allo Stato che l'aveva emesso.

La conversione può essere richiesta anche prima della scadenza. In questo caso il conducente ottiene una patente italiana con la stessa data di scadenza di quella estera oppure, se presenta un certificato medico di rinnovo, una patente italiana con un nuovo periodo di validità secondo le scadenze previste in Italia.
 

Invece chi ha una patente comunitaria senza scadenza oppure con scadenza superiore a quanto previsto dalle norme dell'Unione europea (art. 7 paragrafo 2 della direttiva 2006/126/CEE) deve convertire la patente estera dopo due anni dall’acquisizione della residenza anagrafica o della residenza normale nel nostro Paese. Quest'obbligo vale anche per chi, residente in Italia, debba essere sottoposto ad un provvedimento di revisione della patente di guida.  
 

Tutti i cittadini titolari di patente di guida rilasciata da uno Stato membro che acquisiscono la residenza in Italia devono osservare le disposizioni italiane in materia di durata di validità della patente e di controllo medico.
 

Richiesta conversione patente comunitaria va presentata presso un ufficio della Motorizzazione civile, presentando la seguente documentazione:

  • domanda su modello TT2112 (lo si può trovare):
  • attestazione di € 10,20 sul c/c 9001
    (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
  • attestazione di € 32,00 sul c/c 4028
    (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
  • se la patente è in scadenza, è scaduta di validità oppure non ha scadenza o ha validità superiore a quanto previsto dalla norme comunitarie:
    • fotocopia della ricevuta della visita di idoneità psicofisica rilasciata da un medico abilitato, con data non anteriore a 3 mesi se la visita è effettuata da un medico monocratico, non anteriore a 6 mesi se è effettuata da una Commissione medica locale
       
  • se NON c'è l'obbligo di effettuare la visita medica di idoneità psicofisica:
  • patente straniera in originale in corso di validità (in visione) e in fotocopia completa fronte-retro
  • documento di riconoscimento in originale e in fotocopia
  • codice fiscale in originale e in fotocopia
     

Se la patente è scaduta è sempre possibile presentare la domanda di conversione, naturalmente allegando il certificato medico e sapendo che potrà essere necessario verificare la titolarità della patente e il fatto che non sia soggetta a provvedimenti sanzionatori (cioè non sia sospesa, né ritirata, né revocata).
 

Se sono passati tre anni dalla scadenza della patente si è generalmente sottoposti ad un provvedimento di revisione della stessa.
 

Non è possibile rinnovare o convertire patenti dell'Unione Europea rilasciate a seguito di conversione se il documento originario è stato rilasciato da uno Stato extracomunitario con cui non vi sono le condizioni di reciprocità previste dall'art. 136 del Codice della Strada.
 

cittadini extracomunitari che presentano domande per pratiche relative a patenti o veicoli devono aggiungere i seguenti documenti oltre agli altri previsti dalla procedura, sia al momento della richiesta, sia quando ottengono il provvedimento:

  • permesso di soggiorno originale in visione e in fotocopia oppure in copia autenticata o in copia semplice con dichiarazione sostitutiva di atto notorio di conformità all'originale
    oppure
  • carta di soggiorno originale in visione e in fotocopia
  • se l'interessato è in attesa del rinnovo per scadenza o del primo rilascio del permesso di soggiorno deve presentare la fotocopia del documeno di identità e, a seconda dei casi,
    • fotocopia della ricevuta della richiesta di primo rilascio (ottenuta dall'ufficio postale oppure dalle competenti autorità di polizia)
    • fotocopia della ricevuta della richiesta di rinnovo (ottenuta dall'ufficio postale oppure dalle competenti autorità di polizia) e fotocopia del permesso di soggiorno scaduto

 

La domanda per una pratica allo sportello dell'Ufficio motorizzazione civile può essere presentata, oltre che dal diretto interessato, anche da una persona delegata.
 

La persona delegata deve avere:

  • delega in carta semplice firmata dal titolare della domanda
  • proprio documento di identità originale
  • copia del documento di identità del titolare della domanda (delegante)
     

Conversione patente non comunitaria

Per i titolari di una patente di guida non comunitaria è possibile guidare veicoli cui la patente abilita fino ad un anno dall’acquisizione della residenza.
Dopo un anno è necessario, per poter condurre veicoli sul territorio italiano, convertire la patente.
Ciò è possibile se lo Stato che ha rilasciato l’abilitazione alla guida ha sottoscritto accordi di reciprocità con l’Italia.

Stati non appartenenti all'Unione europea/Spazio economico europeo che rilasciano patenti convertibili in Italia:

  • Albania (nuovo accordo valido fino al 12 luglio 2026)
  • Algeria
  • Argentina
  • Brasile (accordo valido dal 13 gennaio 2018 al 13 gennaio 2023)
  • El Salvador (accordo valido fino al 4 agosto 2021)
  • Filippine
  • Giappone
  • Israele (accordo valido fino al 10 novembre 2018)
  • Libano
  • Macedonia (aggiornamento dell'accordo entrato in vigore il 23 gennaio 1998)
  • Marocco (aggiornamento dell'accordo entrato in vigore il 26 novembre 1991)
  • Moldova
  • Principato di Monaco
  • Repubblica di Corea
  • Repubblica di San Marino
  • Serbia (accordo scaduto l'8 aprile 2018)
  • Sri Lanka (accordo valido fino al 4 marzo 2022)
  • Svizzera (accordo valido fino al 12 giugno 2026)
  • Taiwan
  • Tunisia
  • Turchia
  • Ucraina (accordo valido fino al 24 gennaio 2027)
  • Uruguay (accordo valido fino al 17 maggio 2020)

Stati esteri che rilasciano patenti convertibili in Italia solo ad alcune categorie di cittadini:

  • Canada (personale diplomatico e consolare)
  • Cile (personale diplomatico e loro familiari)
  • Stati Uniti (personale diplomatico e loro familiari)
  • Zambia (cittadini in missione governativa e loro familiari)
     

La conversione senza esami è possibile solo se

  • la patente estera è stata conseguita prima di acquisire la residenza in Italia
  • il titolare della patente è residente in Italia da meno di quattro anni al momento della presentazione della domanda (chi è residente da più di quattro anni dovrà sostenere l'esame di revisione)
     

Non possono essere convertite patenti estere ottenute per conversione di altra patente estera non convertibile in Italia.

La richiesta di conversione della patente non comunitaria va presentata in Motorizzazione, presentando i seguenti documenti:
 

  • domanda su modello TT2112 (lo si può trovare):
  • attestazione di versamento di € 10,20 sul c/c 9001
    (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
  • attestazione di versamento di € 32,00 sul c/c 4028
    (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
  • patente posseduta in originale (in visione) e in fotocopia completa fronte-retro
  • fotocopia della ricevuta della visita di idoneità psicofisica rilasciata da un medico abilitato, con data non anteriore a 3 mesi se la visita è effettuata da un medico monocratico, non anteriore a 6 mesi se è effettuata da una Commissione medica locale: documentazione e versamenti per la visita medica
     

Per la conversione di patenti di alcuni stati è richiesta traduzione giurata del documento di guida.

Eventuali ulteriori istruzioni specifiche per la conversione di patenti rilasciate da alcuni stati non comunitari sono precisate negli appositi accordi di reciprocità, alcuni dei quali sono disponibili nella tabella indicata in precedenza.
In ogni caso per la documentazione completa occorre rivolgersi all'Ufficio motorizzazione civile.

 

Data di pubblicazione: 15-01-2022

Parcheggi, precedenze, smartphone: le novità del Codice della Strada in vigore dal 1° gennaio

Il nuovo anno ha portato con sè una serie di nuove norme legate al Codice della Strada. Novità importanti, entrate in vigore dal 1° gennaio dopo la pubblicazione, il 9 novembre 2021, sulla Gazzetta Ufficiale. Numerose infrazioni sono ora punite più severamente, e riguardano comportamenti piuttosto frequenti.
 

Particolare attenzione viene rivolta ad esempio a chi è sorpreso alla guida mentre maneggia lo smartphone o altri dispositivi elettronici come tablet, computer portatili, notebook. Il legislatore ritiene che guardare questi schermi comporti di dover distogliere le mani dal volante e di conseguenza fa aumentare il rischio di provocare incidenti.
 

Norme più rigide anche per i parcheggi. Sono stati introdotti tre nuovi divieti di sosta: non si potranno occupare gli spazi riservati a sosta e fermata di scuolabus, a donne in stato di gravidanza (o genitori di bambini non più grandi di due anni) e alle auto elettriche. Ogni Comune ha la possibilità di riservare aree specifiche per queste categorie. In questi casi le sanzioni variano da 25 a 100 euro (se commesse da veicoli a due ruote), da 42 a 173 per tutti gli altrii.  I possessori delle vetture a batterie però potranno occupare gli spazi dedicati alla ricarica solo per un’ora in più del tempo necessario al rifornimento con esclusione dalle 23 alle 7 del mattino. La deroga decade se le colonnine sono fast e super fast, cioè “veloci”. In questo caso lo spazio deve essere sempre lasciato libero appena ultimata la ricarica.
 

Attenzione, in particolare, ai parcheggi per disabili, sovente occupati da chi non ne ha diritto. Qui si è deciso di optare per la linea dura: chi non risulta in possesso dell’apposito contrassegno dovrà sborsare da un minimo di168 euro fino a 672, sanzione a cui si aggiunge la decurtazione di quattro punti dalla patente (prima erano due). Triplicano inoltre i punti decurtati, da due a sei, per chi usa un contrassegno fasullo o non valido (ad esempio una fotocopia, l’autorizzazione di altre persone o scaduta). I disabili, invece, hanno ora la possibilità di parcheggiare sulle strisce blu gratuitamente “nel caso in cui risultino già occupati o indisponibili gli stalli a loro riservati”.
 

Sono norme che invitano a comportamenti più civili. Per questo vengono maggiormente tutelati i pedoni, con una nuova regola ad hoc che riguarda il diritto di precedenza. Chi si trova al volante deve darla non solo ai pedoni che hanno già iniziato l’attraversamento, ma anche a quelli che si stanno accingendo ad effettuarlo. Questo dice la Gazzetta Ufficiale: “I conducenti devono dare la precedenza, rallentando gradualmente e fermandosi, ai pedoni che transitano sugli attraversamenti pedonali o si trovino nelle loro immediate prossimità. I conducenti che svoltano per inoltrarsi in un’altra strada al cui ingresso si trova un attraversamento pedonale devono dare la precedenza, rallentando gradualmente e fermandosi, ai pedoni che transitano sull’attraversamento medesimo o si trovino nelle sue immediate prossimità, quando ad essi non sia vietato il passaggio“.
 

Sempre legate a comportamenti più civili, le novità che riguardano modi di agire scorretti come il lancio di oggetti dal finestrino. E' piuttosto frequente vedere gente che getta in strada lattine, carte o mozziconi di sigaretta senza curarsi dell’ambiente. Tutto ciò viene adesso punito dall’articolo 15 del Codice della Strada che prevede “multe da un minimo di 52 fino a un massimo di 204 euro”. Prima si andava da 26 a 52 euro. È inoltre prevista una punizione anche per chi viene sorpreso mentre “insozza la strada”. In questo caso si va da “un minimo di 216 a un massimo di 866 euro”. Il principio che viene seguito è semplice: chi compie questa azione può compromettere la sicurezza. Prima la multa andava da un minimo di 108 a un massimo di 433 euro.
 

Per quanto riguarda l'uso dei monopattini, il Codice ribadisce il limite di velocità di 6 km/h in aree pedonali ed abbassa quello di tutti gli altri casi da 25 a 20 km/h. Diventano obbligatori gli indicatori di svolta, posizione e freno, inoltre devono essere utilizzati di notte bretelle o giubbotti riflettenti. È vietato l’uso di monopattini a trazione prevalentemente elettrica sui marciapiedi. È consentito l’utilizzo su strade urbane con limite a 50 km/h e in tutte le aree dedicate (pedonali e ciclabili).
 

Va ricordato che la validità del foglio rosa è estesa da 6 mesi ad un anno, ma chi si esercita senza istruttore rischia una multa da 430 ad oltre 1.700 euro e il sequestro amministrativo del veicolo per 3 mesi. L’esame pratico dopo quello teorico può essere ripetuto 3 volte e non più 2 e quello teorico è rivisto con meno quiz (da 40 a 30), ma meno possibilità d’errore (da 4 a 3). Decadono le limitazioni per neopatentati purché, per il primo anno, siano accompagnati da persone con regolare permesso di guida da almeno 10 anni e che non abbiano più di 65 anni.

 

Data di pubblicazione: 12-01-2022

Revisione auto: adesso spetta il rimborso.Online la piattaforma per richiedere il rimborso di 9,95 e

Dal  1° novembre 2021 il costo per sottoporre i veicoli alla revisione periodica, è passato da 66,88 a 78,75 euro a causa del rincaro di 9,95 euro + iva 22% della tariffa ministeriale (da 45,00 a 54,95 euro). 
Ricordiamo che  le autovetture devono essere sottoposte a revisione dopo 4 anni dalla data di prima immatricolazione, ogni 2 anni dopo la prima revisione.

Facile immaginare il costo complessivo che questo aumento genera nelle tasche degli Italiani.
Per "alleggerire" il provvedimento, la stessa legge che ha disposto l’aumento della tariffa Ministeriale, (dovuto essenzialmente all'adeguamento Istat della tariffa ministeriale che era ferma al 2004) ha previsto l’erogazione di un buono di 9,95 euro per chi sottopone il veicolo a revisione. 
 

Come si richiede il bonus revisione auto?
Attraverso una piattaforma web denominata Buono veicoli sicuri  che è ' stata messa on line per chiedere il rimborso di 9,95 euro a compensazione dell’aumento, della stessa cifra (€9,95), delle tariffe per la revisione dei veicoli a motore e rimorchi.
 

Il rimborso può essere richiesto per le revisioni effettuate dal 1 novembre 2021, giorno in cui è entrato in vigore l’aumento tariffario, e per i tre anni successivi. Il rimborso è concesso ai proprietari per un solo veicolo e per una sola volta.
 

Per presentare la domanda i cittadini interessati devono accedere alla piattaforma https://www.bonusveicolisicuri.it
attraverso l’identità digitale Spid, oppure la Carta d’identità elettronica (Cie) o la Carta nazionale dei servizi (Cns), e compilare il modello. Il rimborso arriverà direttamente sul conto corrente.
 

Nell’istanza occorre riportare il numero di targa del veicolo sottoposto alle operazioni di revisione, che dev’essere intestato al richiedente il rimborso o alla società nel caso in cui il richiedente risulti incaricato dalla società stessa.

Inoltre è necessario indicare  la data dell’operazione di revisione; il codice IBAN per l’accredito del rimborso; il cognome e nome dell’intestatario o cointestatario del conto corrente, che deve necessariamente coincidere con il richiedente o con la denominazione sociale della società; infine l’indirizzo email per eventuali comunicazioni connesse all’erogazione del rimborso. È obbligatorio allegare la copia dell’attestazione di avvenuto pagamento della revisione.
La piattaforma prevede il rilascio, nell’area riservata a ciascun beneficiario registrato, di una ricevuta di quanto presentato.


E' bene precisare che i centri di revisione autorizzati non hanno alcun ruolo nell’assegnazione del bonus: la richiesta va fatta esclusivamente dall’intestatario del veicolo, che potrà accedere alla piattaforma digitale solo DOPO aver eseguito la revisione.

Data di pubblicazione: 08-01-2022

Fuoristrada vietato: ecco cosa dice la legge e la risposta del Governo

In questi giorni tutti gli appassionati di fuoristrada, dai guidatori di auto a quelli di moto, quad e bici, si sono allarmati a causa del decreto firmato il 28 ottobre 2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° dicembre 2021 a firma dei ministri Stefano Patuanelli (Politiche Agricole, Alimentari e Forestali) Dario Franceschini (Cultura) e Roberto Cingolani (Transizione Ecologica), dove è indicata la classificazione della viabilità forestale e silvo-pastorale.

Di cosa si tratta? Sono quelle strade, sia di proprietà pubblica che di proprietà privata (in quest'ultimo caso possono, in caso di necessità, essere dichiarate di pubblica utilità) che solitamente uniscono aziende agro-silvo-pastorali, aree forestali e pascoli alle strade comunali.

Inoltre, sono anche quelle strade che vengono battute dagli appassionati di fuoristradismo.

 

Il nodo della discordia

La parte del decreto che ha destato le preoccupazioni di appassionati e associazioni di categoria come l’FMI (Federazione Motociclistica Italiana) riportava che: “indipendentemente dal titolo di proprietà, la viabilità forestale e silvo-pastorale e le opere connesse come definite al successivo art. 3 sono vietate al transito ordinario”. Da qui l’interpretazione come un divieto della pratica del fuoristrada in Italia, con la relativa circolazione su percorsi e strade sterrate a fondo naturale di larghezza inferiore ai 2,5 metri, se non per motivi di lavoro, emergenza o manutenzione.

In pratica questi tratti stradali non sono soggetti al Codice della strada, benché questo faccia già parte di un vuoto legislativo precedente al decreto in questione.

 

Il chiarimento del Governo

Dopo l’alzata di scudi dei cultori e delle associazioni di categoria è arrivato un chiarimento del Governo attraverso il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) presieduto da Patuanelli.

Attraverso un comunicato stampa precisa che “è opportuno rammentare che la competenza primaria in materia è delle Regioni, ed ogni regione e provincia autonoma ha già una sua legge regionale che disciplina gli aspetti strettamente tecnici e la fruibilità di tali viabilità. Il decreto si muove nell’ambito delle previsioni dell’articolo 9 del Testo unico delle foreste e filiere forestali del 2018 (D.lgs. n. 34/2018), in vigore già da anni, senza alcun contraccolpo sul tema della fruizione della viabilità forestale. Nulla si innova in merito al transito autorizzato sulla predetta viabilità, fermo restando che, come espressamente previsto all’articolo 2, comma 3 del decreto, le strade e le piste forestali non sottostanno ai criteri di sicurezza previsti per la viabilità ordinaria, poiché si tratta di viabilità esclusa dal Codice della strada. Inoltre, come esplicitato dal medesimo comma, è compito delle Regioni disciplinare le modalità di utilizzo, gestione e fruizione della viabilità forestale... tenendo conto delle necessità correlate all’attività di gestione silvo-pastorale ed alla tutela ambientale e paesaggistica”.

In pratica il Mipaaf dice che nulla è cambiato rispetto a prima e che la competenza è in capo alle singole Regioni. Saranno questi enti ad avere competenze gestionali e valutare le singole realtà territoriali, vietando o meno il passaggio di auto, moto, quad e bici a scopo ludico.

L’intento del decreto ministeriale era quindi quello di dettare delle linee-guida per “uniformare a livello nazionale le norme riferite alle modalità di costruzione della viabilità forestale, che già esistono nelle singole legislazioni regionali, e dare dunque uniformità alla eterogenea nomenclatura adottata”.

 

Qualche dubbio rimane

Certi che la precisazione ministeriale tolga i dubbi su quale sia lo scopo del decreto, lo stesso non si può dire sulla stesura del medesimo. La poca chiarezza del documento, quantomeno iniziale, ha creato non poche polemiche che si sono risolte con un passaggio di responsabilità alle Regioni.

Bisognerà attendere la sua attuazione pratica, perché altri dubbi si sono già instillati nella mente dei fuoristradisti: se è vero che nel decreto si stabilisce la competenza delle Regioni, lo è altrettanto la consuetudine della superiorità della legge nazionale sulle

Data di pubblicazione: 30-12-2021

Targa estera: codice della strada bocciato dalla U.E

La Corte di giustizia dell'Ue boccia la norma del Codice della strada italiano che vieta di circolare con un veicolo immatricolato all'estero a chiunque sia residente in Italia da più di 60 giorni. Il testo dell’articolo 93 del Cds è quindi contrario al diritto europeo.
 

Dalla Toscana all’Europa

Il caso riguarda una coppia di coniugi multata dalla polizia stradale di Massa Carrara mentre viaggiava a bordo di un'automobile immatricolata in Slovacchia, di proprietà della moglie e lì residente, e guidata dal marito, residente in Italia. Il divieto previsto dal codice stradale, infatti, impone l'obbligo di immatricolare la loro vettura in Italia, qualora vi risiedono da più di 60 giorni.

 

La Corte ritiene che il prestito d’uso transfrontaliero a titolo gratuito di un autoveicolo sia “qualificabile come movimento di capitali”, pertanto la norma italiana costituisce una restrizione alla libera circolazione di capitali, restrizione che, ricorda il giudice, è ammissibile “solo per motivi imperativi di interesse generale, che la Corte non ravvisa nell'ipotesi in esame” e per “finalità di contrasto della frode fiscale” quando l'auto immatricolata in uno Stato membro è destinata all'uso permanente in altro Stato membro. La Corte rimette quindi al giudice del rinvio la valutazione sulla durata e sulla natura dell'uso del veicolo, oggetto del procedimento principale, ma in via di principio afferma la "contrarietà al diritto dell'Unione di una norma nazionale che vieti a chiunque sia residente in uno Stato membro da un periodo superiore a 60 giorni di circolare sul territorio con un veicolo immatricolato in altro Stato membro quando la norma non tenga conto della temporaneità dell'utilizzo del veicolo sul territorio nazionale".

 

Le conseguenze pratiche
Occorre attendere la decisione del giudice di Massa Carrara per vedere come si muoverà la giurisprudenza e non è detto che future sentenze seguano quanto stabilito dalla Corte Ue perché i ricorsi potrebbero essere impostati in maniera diversa da quello italiano.
 

In pratica sarà il giudice che dovrà valutare fino a che punto l'uso di un veicolo senza reimmatricolarlo in Italia possa essere configurato come un comodato transfrontaliero o un semplice modo per eludere il fisco italiano e le multe commesse in Italia (soprattutto per la difficoltà di notifica all’estero).

 

Il difficile contrasto a “furbetti” ed evasori

La norma italiana che è stata bocciata dalla Corte Ue ha lo scopo preciso di penalizzare gli abusi commessi dagli stranieri residenti in Italia (che circolano con targa del loro Paese di origine, avvantaggiandosi rispetto agli italiani in regola), però non si occupa di evasori fiscali (nemmeno quelli italiani). Infatti, nell'articolo 93 vengono derogati i veicoli con contratti di leasing o noleggio senza conducente con operatori con sede nell’Unione Europea, quelli con un accordo di comodato d'uso legato all'utilizzo del veicolo nell'ambito di un rapporto di lavoro o di collaborazione con imprese comunitarie.

 

Gli evasori fiscali e i cosiddetti “furbetti della targa estera” possono ricorrere a leasing, noleggio o comodato esteri senza rischiare alcuna sanzione. Se si pensa che questa pratica è spesso legata all’uso di auto di lusso soggette a superbollo e ciò non si ripercuote sulla dichiarazione reddituale, si può immaginare un danno ingente all’Erario italiano.

 

Data di pubblicazione: 23-12-2021

Autovelox,Tutor e Telelaser:come devono essere segnalati sulle strade

La segnalazione di autovelox, tutor e telelaser sulle strade italiane è una materia delicata perché proprio il mancato rispetto delle regole in materia di segnalazione è uno dei principali motivi di contestazione delle multe.

 

La differenza tra i diversi dispositivi di rilevamento della velocità

Autovelox, telelaser, scout speed e tutor sono tutti dispositivi atti alla rilevazione della velocità dei mezzi di trasporto al fine di rilevare eccessi passibili di sanzione, ma funzionano in maniera diversa e diversa è la loro segnalazione.

L’autovelox è un dispositivo fisso posizionato in un luogo preciso di una strada (non tutte, ma solo quelle stabilite dal Codice della strada) e rileva la velocità nell’istante esatto del passaggio in sua prossimità.

Il telelaser è sostanzialmente un autovelox mobile, cioè una postazione di controllo temporanea, e può arrivare a misurare la velocità fino a 600 metri di distanza dalla sua ubicazione.

Lo scout speed è un altro un sistema istantaneo che funziona come l’autovelox, ma è posizionato a bordo di un veicolo.

Il tutor, invece, ha almeno due punti di installazione (porta di ingresso e di uscita) in modo da rilevare i passaggi dell’automobilista e calcolarne la velocità media a cui è stato percorso quel tratto di strada.

 

Le modalità di segnalazione

Per poter fare le multe con questi strumenti occorre segnalare correttamente la presenza dei dispositivi agli automobilisti. In caso contrario, la multa è nulla.

Per quanto riguarda gli autovelox, telelaser e scout speed deve essere presente un cartello che avvisi del «controllo elettronico della velocità», mentre per il tutor la dicitura cambia in «controllo elettronico della velocità media» o «controllo elettronico della velocità mediante tutor».

Le diverse diciture non hanno validità, ed è possibile la contestazione, se non corrispondono allo strumento utilizzato facendo riferimento al principio di trasparenza voluto dal Ministero dell’Interno secondo cui «l’impiego delle apparecchiature di controllo deve avvenire nel rispetto delle esigenze di informazioni dell’utenza, allo scopo di fornire la massima trasparenza all’attività di prevenzione».

Oltre alla segnalazione della presenza dei dispositivi occorre anche segnalare l’organo operante, cioè chi utilizza quell’apparecchiatura.

Gli autovelox devono essere segnalati con la collocazione sulla postazione, o nelle immediate vicinanze, di un segnale che riporta il simbolo dell’organo di polizia operante o un’iscrizione della denominazione del corpo o servizio di polizia che gestisce l’impianto.

Le postazioni mobili presidiate dagli agenti devono essere rese visibili, in maniera congiunta o alternativa alla segnaletica verticale, dalla presenza di personale in uniforme o dall’impiego di auto della polizia di servizio con colori istituzionali o con l’utilizzo di un segnale di indicazione riportante il simbolo dell’organo.

 

A quale distanza devono essere segnalati?

Secondo le disposizioni del Ministero dei Trasporti è necessaria una presegnalazione dei dispositivi di rilevamento velocità, però non è prevista una distanza minima tra il segnale stradale e la postazione di controllo e si parla di una distanza “adeguata” in relazione alla velocità di percorrenze media della strada ed al tipo di strada. Secondo il regolamento dei segnali stradali si può intendere “adeguata” una distanza di:

  • 250 metri per le autostrade e le strade extraurbane principali
  • 150 metri per le strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento
  • 80 metri sulle altre strade

Però è ben specificata la distanza massima tra il cartello di preavviso e l’autovelox che può essere di ben 4 chilometri.

Inoltre, tra il segnale e la postazione di rilevazione non devono essere presenti intersezioni (qual caso è necessaria la ripetizione del segnale). Sono esentate le

  • immissioni di una strada privata
  • aree di parcheggio
  • immissioni sul lato sinistro della strada sia nel caso di strade a doppio senso sia in quelle a senso unico anche a più corsie
Data di pubblicazione: 23-11-2021

Rinnovo patente per cittadini residenti all'estero

Il rinnovo della patente per i cittadini residenti all'estero, in possesso di patente Italiana, crea molta confusione all'utenza, anche perchè gli uffici Provinciali della Motorizzazione, non sempre hanno adottato un comportamento univoco.
 

Pertanto la Direzione, ha stabilito in modo chiaro ed inequivocabile come ci si deve comportare quando bisogna rinnovare la patente Italiana ma si vive all'estero.

Cerchiamo di fare chiarezza, riportando quanto previsto dalle norme in vigore.

 

Bisogna fare due tipi di distinzioni:
 

  1. Patente da rinnovare presso la C.M.L (Commissione medica locale), prevista in presenza di alcune patologie
     
  2. Residenza all'estero da distinguere tra paesi che stanno nell'U.E oppure extra U.E
     

Nel primo caso, il rinnovo della patente può essere svolto in Italia (vedi l’avviso 22 del 24/07/2020 che recita: “… Inoltre si ricorda che, i cittadini iscritti all’AIRE, che per il rinnovo della patente hanno l’obbligo di visita in CML, possono svolgere il rinnovo in Italia. In questo caso la CML inserirà direttamente i dati del rinnovo tramite le funzioni di Rinnovo Patente consentendo l’emissione diretta della patente con recapito presso il domicilio del conducente.
 

Quindi è evidente, che possono rinnovare la patente in Italia, pur essendo residenti all'estero, i cittadini che hanno la necessità di sottoporsi alla visita presso la Commissione medica locale, indipendentemente dal luogo di residenza all'estero (all'interno o fuori dall'U.E).

 

Per i rinnovi patente, che non richiedono la visita collegiale presso la Commissione medica (le visite monocratiche) , le disposizioni del Ministero dei Trasporti, agli uffici Provinciali, sono queste:
 

·Non saranno accettate richieste di duplicato patente di iscritti AIRE residenti in Paesi UE, ad eccezione di quelle patenti con obbligo di rinnovo in CML.
 

·Per gli iscritti AIRE residenti in Paesi extra UE, è possibile il duplicato di patente per deterioramento, smarrimento, distruzione o furto con contestuale rinnovo.
 

Infatti, cita ancora la normativa,
 

· cittadino italiano residente in uno Stato UE: il duplicato deve essere rilasciato dall'autorità dello Stato in cui il titolare risiede;

 

 Normativa di riferimento:

art. 11 comma 5 della direttiva 2006/126/CEE che recita:

 

"La sostituzione di una patente di guida in seguito a smarrimento

o furto può essere ottenuta esclusivamente presso le

autorità competenti dello Stato membro in cui il titolare ha la

propria residenza normale; queste ultime procedono alla sostituzione

in base alle informazioni in loro possesso o, se del caso,

in base ad un attestato delle autorità competenti dello Stato

membro che ha rilasciato la patente iniziale.”

 

 

Data di pubblicazione: 13-11-2021

Come pagare i bollettini che servono a rinnovare la patente

Per rinnovare la patente, è necessario pagare:

 

  • €16,00 (imposta di bollo), su conto corrente 4028
  • €10,20 (diritti della Motorizzazione) su conto corrente 9001

 

Questi bollettini sono disponibili presso gli uffici postali. 

Vanno compilati con i propri dati, inserendo come causale " Rinnovo patente", e portati al medico al momento della visita.

Il pagamento dei bollettini, può essere fatto:
 

  • presso l'ufficio postale
  • nelle tabaccherie convenzionate con la Banca 5 (ex Banca ITB) che offrono il servizio di pagamento dei bollettini DTT
  • tramite il sito www.poste.it e le App "BancoPosta", "Postepay" e "Ufficio Postale", previa registrazione
  • sul portaledellautomobilista

 

Molti studi medici convenzionati con rinnovopatenti.it effettuano il pagamento dei bollettini al posto del cliente, anticipando la somma che poi il cliente paga al medico insieme alla parcella medica. 
Nel dettaglio costi, è sempre specificato se il costo dei bollettini è compreso oppure no.

 

Di seguito i passaggi da effettuare per pagare sul portaledellautomobilista

 




 

 

 

 

 

 

 

 

Data di pubblicazione: 09-11-2021

Rinnovo patente scaduta da oltre cinque anni – Esperimento di guida.

C'è una importante novità che riguarda il rinnovo della patente, che interessa tutte quelle persone che, per vari motivi, non hanno potuto rinnovare la patente e che scoprono che la propria patente è già scaduta da tempo.

In passato, si considerava un tempo limite di 3 anni dopo la scadenza riportata sul documento di guida, oltre i quali la Motorizzazione, richiedeva di sostenere l'esame di revisione della patente.
 

Nel tempo sono intervenute diverse disposizioni da parte della Direzione Generale della Motorizzazione, in merito ai criteri da adottare nei casi di richiesta di conferma di validità di patenti di guida scadute.
 

Inoltre,  "le procedure adottate in materia dagli Uffici territoriali, hanno determinato, nel tempo, numerosissimi ricorsi gerarchici moltiplicazione del contenzioso, applicazione disomogenea sul territorio e posizione giurisprudenziale convergente sulla necessità di una valutazione puntuale circa l’effettiva persistenza dell’idoneità tecnica alla guida, impongono, nelle more di una evoluzione normativa al riguardo, di regolamentare in modo più dettagliato ed univoco la procedura di che trattasi, riducendo gli attuali margini di incertezza operativa che affliggono gli Uffici e disorientano l’utenza."
 

Stante quindi l’oggettiva esigenza di dare effettività e contenuto alla “verifica di persistenza dell’idoneità tecnica alla guida” si dispone che i titolari di patente di guida scaduta di validità da oltre cinque anni, che presentino agli UMC la richiesta di conferma di validità della patente, dovranno sostenere, preliminarmente alla conferma, una prova pratica di guida, classificata come “esperimento di guida” tesa ad accertare che il conducente abbia conservato i requisiti di idoneità tecnica alla guida (capacità di effettuare manovre e abilità di comportamento nel traffico).

 

La prova sarà calibrata sulla categoria di patente posseduta dall’interessato.

Nel caso in cui la patente comprenda più categorie, l’esperimento di guida si svolgerà secondo le modalità previste per la categoria di patente riportata nella seconda colonna della tabella che segue:

 

patente comprendente le categorie Esperimento/prova pratica di guida
 

CE e DE una di tali categorie

C (o C1) e DE categoria DE

CE e D (o D1) categoria CE

C1 (o C1E) e D categoria D

C e D1 (o D1E) categoria C

C e D una di tali categorie

C1E e D1E una di tali categorie

C1E e D1 categoria C1E

C1 e D1E categoria D1E

B (o BE) e una di queste categorie C1, C1E, C, CE, D1,

D1E, D, DE

per la categoria posseduta diversa dalla categoria B

(o BE)

A (o A1 o A2) e B (o BE) una di tali categorie

A (o A1 o A2) e B1 una di tali categorie

AM e A (o A1 o A2) categoria A (o A1 o A2)

AM e B (o B1 o BE) categoria B (o B1 o BE)

 

La durata della prova deve essere di almeno 15 (quindici) minuti per le patenti delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B, BE e di almeno 25 (venticinque) minuti per le altre categorie.
 

Il candidato può presentarsi all’esame come privatista (con veicolo non munito di doppi comandi) o come allievo di autoscuola.

In ogni caso, a tutela della sicurezza e incolumità dell’esaminatore e degli altri utenti della strada, il candidato dovrà essere accompagnato da una persona, in qualità di istruttore, in possesso dei requisiti previsti dall’art. 122 comma 2 del CdS.
 

Per sostenere la prova pratica, il candidato dovrà presentare istanza utilizzando il mod. TT 746 corredata di attestazione di versamento di 16,20 euro su conto corrente postale n. 9001.
 

In caso di esito favorevole della prova pratica e, pertanto, una volta accertato il permanere del requisito di idoneità tecnica alla guida, la Motorizzazione potrà dare corso all’emissione del duplicato patente per conferma di validità con inserimento, nella maschera GE91, di un’apposita “informativa” circa la data e l’esito dell’esperimento di guida effettuato.
 

L’esito negativo dell’esperimento di guida che rafforza, quindi, il dubbio circa la persistenza del requisito di idoneità tecnica alla guida, comporta invece la necessità, per il conducente, di sottoporsi all’esame di revisione della patente.
 

La mancata richiesta di sottoporsi all’esperimento di guida da parte dei conducenti interessati comporta la necessaria emanazione del provvedimento di revisione della patente da parte della Motorizzazione

 

Data di pubblicazione: 26-10-2021

Sospensione della patente: quando si applica e cosa fare per riaverla

Per poter mettersi alla guida di un mezzo motorizzato serve la patente, ma occorre rispettare le norme del Codice della strada perché questa non venga sospesa o, in casi più gravi, ritirata.

 

In particolare, qui parliamo della sospensione della patente, cioè una sanzione accessoria temporanea che affianca quella amministrativa (la multa) e scatta in situazioni di infrazione del Codice di una certa rilevanza oppure quando l’automobilista perde momentaneamente i requisiti psicofisici necessari a portare un mezzo (in questo caso la sospensione dura finché l’interessato non produce una certificazione medica che attesti il recupero dei requisiti stessi).

 

Con la sospensione la licenza di guida viene “congelata” per un certo periodo di tempo durante il quale è vietato mettersi al volante.

 

Il Prefetto, ricevuta fisicamente la patente sospesa, ha tempo 15 giorni per inviare la notifica al guidatore titolare attraverso raccomandata.

 

QUANDO VIENE SOSPESA LA PATENTE

Il Codice della strada prevede casi specifici per la sospensione della patente, ciascuno con un diverso limite temporale a seconda della gravità dell’infrazione commessa. Ecco i principali.
 

  • Velocità eccessiva
    Se si superano i limiti di velocità tra i 40 e i 60 km/h la sospensione va da 1 a 3 mesi, per i neopatentati è aumentata da 3 a 6 mesi. Superando di oltre 60 km/h i limiti previsti l’interruzione alla guida sale da 6 mesi a 1 anno e in casi di recidiva è disposta la revoca della patente
  • Circolazione contromano e manovre pericolose
    Tra le manovre pericolose ci sono il passaggio con semaforo rosso, la mancata precedenza o il mancato rispetto di una segnalazione di un agente del traffico, in questi casi la sospensione va da 1 a 3 mesi. Nel caso di sorpasso vietato o pericoloso si va da 1 a 6 mesi
  • Guida in stato d’ebbrezza
    La sospensione varia in base al tasso alcolemico del conducente:
    da 3 a 6 mesi di sospensione nel caso di tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 a g/l
    da 6 mesi a 1 anno se il tasso è compreso tra 0,8 e 1,5 g/l
    da 1 a 2 anni nel caso fosse superiore a 1,5 g/l
    Bisogna ricordare che se si provoca un incidente la sospensione sarà pari a 2 anni
  • Guida sotto effetto di stupefacenti
    Lo stato di alterazione da droghe alla guida prevede una sospensione da 1 a 2 anni, anche nel caso in cui il conducente rifiuti gli eventuali accertamenti
  • Circolazione sulla corsia d’emergenza in autostrada
    Questo comportamento, al di fuori dei casi esplicitamente previsti dal Codice della strada, prevede una sospensione tra 2 a 6 mesi della patente
  • Incidente
    Se è provocato due volte in un biennio per mancata sostanza di sicurezza con danni ai veicoli la sospensione va da 1 a 3 mesi, aumenta fino a 2 anni in presenza di lesioni personali colpose e arriva a 4 in caso di omicidio colposo. Inoltre, se chi provoca l’incidente non si ferma a prestare soccorso lo stop alla guida può arrivare fino a 5 anni
  • Recidiva
    Se vengono commesse due violazioni uguali nel biennio. Per esempio, nel caso di superamento dei limiti previsti tra 40 e 60 km/h la sospensione va dagli 8 ai 18 mesi, oltre i 60 km/h c’è direttamente la revoca. Nel caso di utilizzo del cellulare alla guida lo stop è da 1 a 3 mesi. Invece per il mancato uso delle cinture di sicurezza è da 15 giorni a 2 mesi
  • Gare clandestine
    La partecipazione a questi “eventi” è punita con la sospensione da 1 a 3 anni della patente
  • Guida senza patente o documenti validi
    Se si guida senza patente valida (e non è possibile disporre il fermo del mezzo) o con carta di circolazione sospesa il fermo della patente va da 3 mesi a 1 anno, nel caso non si possegga l’abilitazione per la guida di un determinato mezzo lo stop è da 1 a 6 mesi.
  • Rifiuto di custodia
    Il rifiuto a custodire un veicolo sequestrato o utilizzarlo abusivamente prevede la sospensione da 1 a 3 mesi
  • Neopatentati
    Per questa categoria la sanzioni previste sono maggiormente severe. Per superamento dei limiti di velocità specifici da 3 a 6 mesi, con recidiva è aumentata da 8 a 18 mesi. Non è previsto limite di tasso alcolemico, vige la tolleranza zero. Per quanto riguarda il rispetto dei limiti di potenza e velocità massima dei veicoli destinati a questa categoria è prevista una sospensione da 2 a 8 mesi

 

 

Il Codice della strada prevede una possibilità di richiedere al Prefetto un permesso di guida limitato per ragioni di lavoro nel caso di patente sospesa. Si tratta di una soluzione della durata di sole 3 ore al giorno esclusivamente legate a motivi lavorativi e prevede l’aumento della durata totale della sospensione pari al doppio delle ore complessive autorizzate durante il suo periodo.

 

 

 

COME FARE RICORSO PER LA SOSPENSIONE DELLA PATENTE

Si può ricorrere contro la sospensione della licenza di guida impugnando il provvedimento nelle sedi opportune: presso la Prefettura entro 60 giorni dalla ricezione della notifica oppure rivolgendosi al Giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica stessa.

 

 

 

COME FARE PER RIAVERE LA PATENTE DOPO LA SOSPENSIONE

Ovviamente bisogna aspettare il decorso del periodo stabilito nell’ordinanza della Prefettura, poi sarà restituita dall’organo incaricato della notifica del provvedimento sanzionatorio (polizia locale o carabinieri).

 

Per seguire i tempi e i luoghi del ritiro della patente post-sospensione si può fare riferimento al servizio online ufficiale “Dov’è la mia patente”, dove sono presenti le informazioni specifiche relative alla procedura di rientro in possesso della licenza di guida stessa.

 

Inoltre, il documento può essere ritirato dal titolare o da una terza persona munita di delega scritta e fotocopia dei documenti d’identità del delegante.

Data di pubblicazione: 21-10-2021

Certificato medico per conseguimento,duplicato o conversione della patente di guida

Per il rilascio di una nuova patente di guida, che sia per un nuovo  conseguimento, che per il duplicato, la conversione, o la riclassificazione e revisione, è necessario presentare alla Motorizzazione, una certificazione sanitaria (ormai dematerializzata) rilasciata da un medico certificatore autorizzato ed inserito in un apposito elenco del Ministero dei Trasporti.

In pratica, occorre sottoporsi ad  una visita medica presso un medico certificatore abilitato ai sensi dell'articolo 119 del cds per la verifica dell'idoneità psicofisica del candidato.

I medici certificatori, che sono medici della Polizia di stato, dei carabinieri, dell'Esercito, dei Vigili del Fuoco, della Guardia di Fianza e delle ASL, dovranno accertare che ci siano i prescritti requisiti  (di vista, di udito, di capacità motorie e di tutto quanto previsto dalla normativa vigente)



Documenti necessari per sottoporsi alla visita medica per il conseguimento della patente

•    attestazione di versamento di €16,00 sul c/c 4028 (bollettini prestampati in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione): n.b. per i medici operanti in Sicilia le modalità di attestazione del versamento saranno definite dalla Regione

•    una foto recente formato tessera
 

•    un certificato anamnestico rilasciato da un medico di fiducia o dal medico curante che indichi le precedenti malattie dell'interessato ( necessario solo nel caso di conseguimento della patente. Per le altre visite, lo stato anamnestico, viene autocertificato dall'utente).


Al termine della visita il medico certificatore invia il certificato "dematerializzato", in formato elettronico, al Ministero e rilascia una ricevuta all'interessato.

Per la richiesta di rilascio della patente presso l'Ufficio motorizzazione civile occorre presentare la fotocopia della ricevuta della visita di idoneità psicofisica rilasciata dal medico, con data non anteriore a 3 mesi se la visita è effettuata da un medico monocratico, non anteriore a 6 mesi se è effettuata da una Commissione medica locale.

 

Certificato medico per rilascio patente: costi

Il costo del certificato medico, varia in funzione del medico che lo rilascia. In genere si va da un minimo di 25€ ad un massimo di 50€.

Alla parcella del medico, bisogna aggiungere i costi del certificato anamnestico, rilasciato dal medico curante), e l'imposta di bollo di 16€ da pagare su c/c 4028


Per prenotare una visita per il consegumento o duplicato della patente clicca qui
 

Data di pubblicazione: 17-10-2021

Certificato anamnestico per il rinnovo o per il conseguimento della patente

 

Per rinnovare o conseguire la patente di guida, è necessario sottoporsi ad accertamento sanitario da parte di un medico certificatore (abilitato ai sensi dell'articolo 119 del cds).

Questi sono medici della Polizia di Stato, dei Carabinieri, dell'Esercito, Guardia di Finanza, ASL, Vigili del Fuoco.

Prima di sottoporsi a questo tipo di visita, è necessario produrre il certificato anamnestico.


Cos'è il Certificato anamnestico

 

E' la certificazione rilasciata, di norma, dal medico curante, con la quale si certifica che l'anamnesi del paziente (il suo stato di salute), sia compatibile con la guida dei veicoli a motore.

In pratica 
è il documento che attesta l’idoneità del conducente a conseguire o rinnovare la patente di guida (di auto, moto e natanti) e che precede la visita del medico certificatore
Certifica  che il conducente non faccia uso di droghe, abuso di alcol e non abbia patologie ostative al rilascio o al rinnovo della patente di guida.


La certificazione anamnestica, già obbligatoria in passato, è stata reintrodotta con la Legge 29 luglio 2010 n. 120, in vigore dal 13 agosto 2010.

 

E' Il comma 2-ter della Legge 29 luglio 2010 n. 120 a definirlo:

 "Ai fini dell'accertamento dei requisiti psichici e fisici per il primo rilascio della patente di guida di qualunque categoria, ovvero di certificato di abilitazione professionale di tipo KA o KB, l'interessato deve esibire apposita certificazione da cui risulti il non abuso di sostanze alcoliche e il non uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, rilasciata sulla base di accertamenti clinico-tossicologici le cui modalità sono individuate con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri.”.


Quali sono i dati che deve riportare il certificato anamnestico
 

Il certificato anamnestico può essere descritto come una sorta di dichiarazione dello stato di salute, o di malattia, dell'individuo. In esso, infatti, devono essere obbligatoriamente presenti le seguenti informazioni:
 

  • Dati e generalità del paziente, quali:
    • Nome e cognome;
    • Luogo e data di nascita;
    • Codice fiscale;
    • Luogo e indirizzo di residenza.
       
  • Oggetto della certificazione, ossia perché il certificato anamnestico deve essere rilasciato:
    • Ad esempio, sul certificato anamnestico necessario per il rilascio della patente di guida, dovrà essere riportata una dicitura di questo tipo: "Certificato anamnestico preliminare per il successivo accertamento delle condizioni psicofisiche per il conseguimento della patente di guida, ai sensi dell'art. 119, comma 3, del D. Lgs. n. 285/92 come modificato dalla Legge n. 120/2010".
  • Presenza (attuale e pregressa) o assenza di condizioni morbose che possono costituire un pericolo e/o possono rendere l'individuo incapace di svolgere l'attività per cui il certificato anamnestico è richiesto. Nel dettaglio, le condizioni morbose di cui sopra consistono in:
    • Patologie dell'apparato cardiocircolatorio;
    • Patologie dell'apparato respiratorio;
    • Patologie emopoietiche e del sangue (ad esempio, leucemia, linfomi sindromi emofiliche, ecc.);
    • Patologie del sistema nervoso (come l'epilessia);
    • Disturbi psichiatrici ed eventuali trattamenti - pregressi o in corso - all'interno di strutture psichiatriche e/o con psicofarmaci;
    • Patologie endocrine;
    • Diabete;
    • Patologie dei reni e delle vie urinarie (ad esempio,insufficienza renale);
    • Disturbi e alterazioni dell'apparato uditivo;
    • Patologie dell'apparato visivo;
    • Alterazioni anatomiche o funzionali dell'apparato osteoarticolare;
    • Patologie oncologiche;
    • Malattie contagiose;
    • Presenza di protesi, specificandone la tipologia;
    • Presenza d'invalidità civile, specificandone il tipo e la percentuale;
    • Esecuzione di trapianto d'organo (deve essere indicata la data dell'esecuzione del trapianto e lo stato di salute dell'individuo al momento della redazione del certificato anamnestico).


Nota Bene: In caso di presenza di una o più dei sopra citati disturbi e patologie, il medico è tenuto a specificarne la tipologia nello spazio dedicato presente sul certificato.
 

  • Presenza pregressa di condizioni di dipendenzada sostanze soggette ad abuso (alcol, sostanze stupefacenti e/o psicotrope) e l'eventuale trattamento presso SERT (Servizi per le tossicodipendenza).
  • dati del medico, quali:
    • Nome e cognome;
    • Qualifica;
    • Struttura sanitaria di appartenenza.
  • Luogo e data del rilascio del certificato anamnestico;
  • Timbro e firma del medico.
     

Il certificato anamnestico, tuttavia, non deve limitarsi a riportare un elenco delle eventuali malattie di cui un individuo è affetto, ma deve anche segnalare fatti e comportamenti tenuti che potrebbero portare a conseguenze significative - incluse quelle di rilevanza giuridica e amministrativa - sia a carico dello stesso individuo sia a carico della collettività.

La valutazione di questi aspetti, infatti, può influenzare il giudizio finale circa l'idoneità dell'individuo allo svolgimento delle attività per cui il certificato anamnestico viene richiesto (ad esempio, attività lavorative, rilascio o rinnovo della patente di guida, ecc.).

 

Quali sono le patologie che possono ostacolare il rilascio della certificazione sanitaria

Come detto in precedenza, vi sono alcune  patologie che  possono costituire un ostativo al rilascio del certificato medico necessario a conseguire o rinnovare la patente di guida.

  • diabete mellito
  • problemi cardio-circolatori
  • epilessia
  • patologie uro-genitali
  • patologie del sangue
  • patologie articolati
  • patologie psichiche
  • patologie neurologiche
  • patologie endocrine
  • problemi alla vista
  • dipendenza da alcol e droghe.
     

Importante:  la presenza di una delle patologie indicate, non vuol dire che sia negato a priori il diritto ad ottenere la certificazione che consenta di conseguire o rinnovare la patente di guida.
E' il medico che,a seconda dei casi e della gravità della patologia, può decidere di avvalersi della consulenza di medici specialistici della materia oppure chiedere che la certificazione sanitaria venga rilasciata dalla Commissione medica locale

.

Quando è valido il certificato anamnestico
 

Ai fini della sua validità, il documento deve riportare le generalità dell’individuo che ne fa richiesta, la struttura sanitaria di appartenenza, l’oggetto del certificato stesso, la data e il luogo di rilascio, e la firma del medico che ha constatato l’idoneità fisica e psichica del soggetto a prendere o rinnovare la patente di guida. 

Per essere valido, il certificato non deve avere correzioni e abrasioni che ne compromettano la leggibilità o di sospetta contraffazione. Inoltre dev’essere, come ovvio, firmato.
 

Costi
 

Il costo da sostenere per il rilascio del certificato anamnestico può variare: si va da un minimo di 30€ ad un massimo che può arrivare a 150€.
 

Quanto tempo vale il certificato anamnestico
 

Il certificato anamnestico ha una durata di durata di 90 giorni  che decorrono dalla data di rilascio.
Passati i quali, sarà necessario sottoporsi a nuova visita medica.

 

Chi può rilasciare il certificato anamnestico
 

Per il conseguimento della patente, Il certificato anamnestico viene rilasciato,di norma, dal medico di famiglia. Tuttavia, può essere rilasciato anche da:

  • Medico legale dalla ASL (Azienda Sanitaria Locale) di appartenenza;
  • Medici abilitati del Sistema Sanitario Nazionale (SSN);

 

Rinnovo della patente
 

Per il rinnovo della patente invece, il certificato anamnestico viene compilato e firmato dal richiedente: si tratta infatti di una autocertificazione del proprio stato di salute.

Deve essere firmato in presenza del medico certificatore. Bisogna stare molto attenti a non dichiarare il falso: si rischia conseguenti pesanti anche dal punto di vista penale.

 

Data di pubblicazione: 10-10-2021

Sarà più facile prendere la patente del camion nel Regno Unito, ma ancora niente conversione per gli

Il governo britannico ha deciso di riformare il sistema dei test per le patenti dei camionisti rendendolo più snello e veloce per porre rimedio alla penuria di autotrasportatori e alle conseguenti ridotte forniture in diversi settori, primo fra tutti quello dei supermercati, che da qualche tempo affliggono il Regno Unito soprattutto a causa della Brexit. Dopo alcuni incontri tra i funzionari ministeriali e le associazioni dei camionisti l'esecutivo britannico si prepara a introdurre una serie di modifiche. A partire dalla creazione di un esame unico per chi aspira alla patente C, quella dei mezzi pesanti, e per la patente E, riservata agli autoarticolati. Attualmente, devono passare 2-3 settimane tra l'esecuzione dei due test.
 

L'industria dei trasporti ha apprezzato la volontà del governo di snellire gli iter burocratici e ha affermato che la crisi delle forniture, che ha visto gli scaffali vuoti in certi supermercati del Paese e una minore offerta nei menù di alcune catene di ristoranti, è stata creata da una sorta di "tempesta perfetta". Fra le ragioni, l'esodo di autisti stranieri, tra cui molti italiani, dalla Gran Bretagna nel post-Brexit, una forza lavoro che invecchia e va in pensione e i problemi causati dai tanti camionisti finiti in isolamento a causa del Covid-19. Si è inoltre acuita la difficoltà a reclutare autisti, come è accaduto in altri Paesi, anche con la ripresa del dopo pandemia.
 

Ad aumentare le difficoltà britanniche c'è la Brexit. Infatti, dal 1° gennaio 2021, terminato il processo di transizione d'uscita dall'Unione Europea, le patenti rilasciate nel Regno Unito sono considerate extracomunitarie come comunicato con una circolare dell’8 gennaio 2021 dalla Direzione Generale della Motorizzazione italiana.

Per tali documenti, quindi, è ora necessario applicare le disposizioni previste per le patenti extracomunitarie e per il momento (fino a nuove disposizioni) non è possibile accettare domande di conversione delle patenti di guida britanniche da parte degli Uffici della Motorizzazione civile.
 

Allo stesso tempo si precisa che ogni istanza di conversione di patente di guida britannica, presentata entro il 31 dicembre 2020, deve proseguire regolarmente il suo iter e consentire il rilascio della patente di guida italiana, salvo ovviamente motivi ostativi.
 

Il nostro Ministero dei trasporti ha precisato che sono già in corso specifiche trattative con le autorità britanniche per poter ripristinare il reciproco riconoscimento delle patenti di guida, ai fini della conversione, tra l’Italia e il Regno Unito.

Data di pubblicazione: 02-10-2021

Dalle lanterne ai Matrix Led: l'evoluzione dei fanali

 

L'esigenza di illuminare la strada e segnalare la presenza di un veicolo sulla carreggiata è nata con la comparsa dei primi mezzi di locomozione.

Già nel Settecento le carrozze trainate da cavalli montavano vistose lanterne con candele all'interno.  Poi arrivarono le lampade al carburo, le stesse usate nelle miniere, fino alla comparsa dei fanali elettrici con lampadine a incandescenza introdotti dall'industria automobilistica nel 1908.

 

L'evoluzione iniziale fu lenta, mirava in particolare a ridurre le dimensioni dei fari e ad integrarne le forme nelle carrozzerie sempre più aerodinamiche. La presenza di due o più lampadine incastonate in eleganti  strutture cromate caratterizzava negli anni Cinquanta e Sessanta il diverso "livello" delle vetture, ma era ancora lontano l'utilizzo dei fari come oggetti di design in simbiosi con le forme. Intanto si affacciavano però soluzioni inedite, come l'assenza di contorni nei fanali della Fiat 127, che aveva i proiettori direttamente "incastrati" nel frontale.
 

Proprio verso la fine degli anni Sessanta cominciarono a comparire, sui modelli di maggior prestigio, i primi fari alogeni. Si notavano per il fascio di luce più bianca e un migliore rendimento luminoso grazie alle sostanze gassose contenute nel bulbo della lampadina a incandescenza. I fari  alogeni sono diventati, gradualmente, uno standard di riferimento per la maggior parte delle auto di alta gamma. Ma presto sono sbarcate sul mercato altre tecnologie innovative, come i fari allo xeno che hanno debuttato nel 1992. Ancora più performanti grazie al gas ultracompresso in una piccola camera di combustione in vetro di quarzo. Nel 1999 ulteriore evoluzione con la comparsa dei bixeno, capaci di assemblare anabbaglianti e luci di profondità in un'unica lampada.
 

Nel nuovo millenio la progressione della tecnologia legata ai sistemi di illuminazione ha avuto un'impennata. Ma i Led (light emitting diode) erano stati utilizzati già a partire dall'inizio degli anni ‘90 come terza luce di stop e dal 2004 sono diventati anche luci diurne. I primi fari Led High Performance di serie sono stati introdotti nel 2008 e ancora oggi caratterizzano i modelli top di gamma. I Led (Light Emitting Diode) sono semiconduttori (diodi) che fanno passare la corrente elettrica in una sola direzione ed emettono una luce priva di infrarossi e ultravioletti, accendendosi immediatamente. Questa tecnologia consente ai costruttori di realizzare proiettori molto potenti e dalle forme più fantasiose. Alla maggiore efficienza, si aggiungono così vantaggi sotto il profilo estetico.
 

Rispetto alle lampadine ad incandescenza con filamento e allo xenon, i Led offrono una capacità luminosa superiore, inoltre riducono il consumo energetico e dunque anche la CO2. Elemento non trascurabile, visto che le luci diurne (Drl) restano sempre accese. Nei test inoltre è stata rilevata una durata di 10-15 volte superiore allo xenon.
 

I sistemi di illuminazione delle vetture moderne sono diventati anche "intelligenti", grazie all'intervento di specifici software che ne gestiscono l'utilizzo. E' importante, ad esempio, illuminare una curva che si sta per affrontare, e qui l'importanza dei "fari adattivi" è evidente. Le auto più sofisticate li hanno già sperimentati con i proiettori allo xenon, ma ora con i Led si può raggiungere una perfezione prima inimmaginabile. I sensori che azionano piccoli "motorini" orientano il fascio luminoso all'altezza corretta durante i trasferimenti di carico e all'interno della svolta quando si curva. Una telecamera gestisce anche la perfetta illuminazione della strada senza abbagliare chi si incrocia: il sistema riconosce gli altri veicoli e ne esclude l’abbagliamento.
 

I più recenti e sofisticati proiettori Matrix Led offrono prestazioni sorprendenti. Fuori dall'area cittadina, i fari anteriori a matrice attivano automaticamente la modalità abbagliante e regolano continuamente la lunghezza e la distribuzione del cono di luce, in autostrada come su strade extraurbane. I segmenti Led (fino a 168 distribuiti sui due fari) si adattano rapidamente alla situazione del traffico. Singoli Led possono essere spenti in pochi  millisecondi.
 

L’intensità luminosa dei segmenti a matrice più interni aumenta in funzione dell’angolo di sterzata, per aumentare l’illuminazione della curva. I Led Matrix montati, per esempio, sulle ultime Opel, possono illuminare la strada fino a 400 metri di distanza e sono in grado di rilevare (e segnalare al guidatore) la presenza di pedoni o animali nascosti nel buio, invisibili all'occhio umano.
 

Quale sarà la prossima frontiera? Per i tecnici sono le enormi possibilità offerte dai laser, che danno una luce ancora più potente (luminosità 4 volte superiore ai Led) con fasci attivi fino a 600 metri. Il sistema Larp (Laser Activated Remote Phosphor) di Bmw è dotato di un diodo laser che genera un flusso puntiforme di pochi micron. La luce viene percepita come blu dall'occhio umano ed è convertita in luce bianca attraversando un fluorescente (fosforo giallo). Questa soluzione permette anche di avere proiettori di dimensioni minuscole.
 

La sperimentazione prosegue e se ne avvantaggerà anche la sicurezza. Gli ingegneri di Ford Research e Advanced Engineering Europe stanno testando una tecnologia che utilizza i dati di localizzazione in tempo reale per mostrare in modo efficace la strada da percorrere. Il sistema di fari intelligenti predittivo indirizza i fasci su angoli imminenti della strada ancora prima che i conducenti possano vederli, illuminando i pericoli e gli altri utenti in modo più rapido ed efficace. Il prototipo del sistema di illuminazione avanzato utilizza dati di localizzazione Gps, tecnologie avanzate e informazioni accurate sulla geometria stradale per identificare con precisione le curve. Un algoritmo calcola traiettoria e velocità del veicolo per regolarne proattivamente la direzione dei fari, fornendo una copertura ottimale della luce di curve, incroci e pericoli in agguato dietro l'angolo.



A cura di Piero Bianco

Data di pubblicazione: 25-09-2021

Duplicato patente per furto o smarrimento



Cosa fare in caso di smarrimento, furto, distruzione patente
 


1) Step: denuncia agli organi di polizia


Nel caso di smarrimento, furto, distruzione della patente, per poterne  ottenere il duplicato,  è necessario sporgere denuncia presso gli organi di polizia.

Questa operazione deve essere fatta dall'intestatario del documento di guida entro 48 ore dal momento in cui si accorge di aver smarrito oppure gli è stata sottratta la patente di guida.
Quando si sporge denuncia è necessario avere con se:

- un documento di identità valido (carta di identità o passaporto)

- due fototessera.


Se non si ha la possibilità di recarsi presso i carabinieri o la polizia locale si può sporgere la denuncia online tramite il sito https://extranet.carabinieri.it/DenunciaViaWeb/

NB. la denuncia sporta on line va poi completata e confermata recandosi personalmente presso le autorità di Polizia.  

Pertanto, compilato il form sul sito https://extranet.carabinieri.it/DenunciaViaWeb/, con tutti i dati richiesti si dovrà stampare la richiesta di denuncia presentata on line per poterla consegnare presso una stazione dei carabinieri.


Permesso provvisorio di guida

Completata la denuncia, gli organi di Polizia rilasceranno un permesso provvisorio di guida che vale 90 giorni e con il quale sarà possibile circolare in attesa del duplicato.
Il permesso provvisorio di guida consente di guidare su tutto il territorio Nazionale, ma non all'estero.

Importante: dal momento del rilascio del permesso provvisorio, la patente di cui si è denunciato lo smarrimento o il furto, non è più valida, quindi,  in caso di ritrovamento o restituzione, deve essere distrutta.

Cosa succede se lo smarrimento o il furto avviene all'estero
Se lo smarrimento o il furto della patente avviene mentre ci si trova all'estero, la denuncia può essere presentata presso le autorità di Polizia locali: quando si torna in Italia però, la precedente denuncia deve essere ripetuta presso le autorità di Polizia Italiane.

 

Dove fare il duplicato della patente per furto
Al momento della denuncia, l'organo di Polizia verifica se il documento è duplicabile d'ufficio (la richiesta alla Motorizzazione viene inoltrata telematicamente dalle forze di Polizia)  oppure se il duplicato dovrà essere richiesto " manualemnte" dall'interessato ad un Ufficio motorizzazione civile.

 

Patente duplicabile d'ufficio
Se, al momento della denuncia, la patente risulta "duplicabile d'ufficio" occorre presentare all'organo di Polizia 2 fotografie uguali, formato tessera: l'organo di polizia invia la richiesta di duplicato al Ministero e rilascia un permesso provvisorio di guida. Successivamente il nuovo documento di guida, viene spedito all'indirizzo di residenza dell'intestatario con posta assicurata, al costo di € 10,20 più le spese postali da pagare al postino che effettua la consegna.
Se il duplicato non arriva entro 45 giorni dal permesso provvisorio rilasciato dall'organo di Polizia, occorre contattare:

•    numero verde 800232323, disponibile dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, e il sabato dalle 8 alle 14, con un operatore, per conoscere il numero dell'assicurata con la quale è stata spedita la patente

•    email:  uco.motorizzazione@mit.gov.it: nell'email occorre specificare nome, cognome, luogo e data di nascita, numero patente.
 

Patente non duplicabile d'ufficio

 Se la patente risulta "non duplicabile" al momento della denuncia
oppure se, dopo il tentativo di consegna, l'Ufficio postale ha restituito il duplicato della patente al Ministero per errori nell'indirizzo del destinatario o per compiuta giacenza postale
l'interessato deve fare la richiesta di duplicato presso un Ufficio Provinciale della motorizzazione civile.
 


Documentazione da portare in Motorizzazione

1)  domanda su modello TT 2112
Il modello TT2112 è disponibile:

o    allo sportello dell'ufficio Provinciale della Motorizzazione, oppure
o    online sul Portale dell'automobilista

2)         denuncia di smarrimento, furto o distruzione della patente
            (la denuncia presentata alle Autorità estere deve comunque essere reiterata agli organi di            polizia italiani) 
3)         attestazione del versamento di € 10,20 sul c/c 9001
            (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
4)         2 fotografie uguali, formato tessera, di cui una autenticata
5)         originale e fotocopia di un valido documento di riconoscimento
6)          originale del permesso provvisorio di guida rilasciato dagli organi di polizia. 


 

Documenti aggiuntivi per pratiche di motorizzazione presentate da cittadini extracomunitari

 

I cittadini extracomunitari che presentano domande per pratiche relative a patenti o veicoli devono aggiungere i seguenti documenti oltre agli altri previsti dalla procedura, sia al momento della richiesta, sia quando ottengono il provvedimento:

•          permesso di soggiorno originale in visione e in fotocopia oppure in copia autenticata o in copia semplice con dichiarazione sostitutiva di atto notorio di conformità all'originale

oppure

•          carta di soggiorno originale in visione e in fotocopia

•          se l'interessato è in attesa del rinnovo per scadenza o del primo rilascio del permesso di soggiorno deve presentare la fotocopia del documeno di identità e, a seconda dei casi,

o          fotocopia della ricevuta della richiesta di primo rilascio (ottenuta dall'ufficio postale oppure dalle competenti autorità di polizia)

o          fotocopia della ricevuta della richiesta di rinnovo (ottenuta dall'ufficio postale oppure dalle competenti autorità di polizia) e fotocopia del permesso di soggiorno scaduto

 

Presentazione domanda per pratica di motorizzazione tramite delega
 

La domanda per una pratica allo sportello dell'Ufficio motorizzazione civile può essere presentata, oltre che dal diretto interessato, anche da una persona delegata.

La persona delegata deve avere:

•          delega in carta semplice firmata dal titolare della domanda

•          proprio documento di identità originale

•          copia del documento di identità del titolare della domanda (delegante)

Data di pubblicazione: 13-09-2021

Navigatore e sicurezza di guida

Ormai è uno strumento irrinunciabile per i viaggi, in città o fuori, alla scoperta di nuove destinazione. Il navigatore è entrato nelle nostre vite con la stessa irruenza degli smartphone.

E ci semplifica molto la quotidianità, a patto di usarlo con intelligenza e non subire passivamente gli ordini impartiti da una voce meccanica non sempre gradevole.

Fino a qualche anno fa il navigatore in auto era un optional intrigante e costoso, specchio del lusso, oggi invece anche i modelli meno sofisticati lo offrono a condizioni vantaggiose. Nel frattempo la tecnologia è evoluta, e quindi è anche possibile "importare" in vettura (tramite i sistemi Apple Car Play e Android Auto) i servizi del nostro navigatore personale integrato nel cellulare (basta una app).

Avere un assistente vocale, insomma, è diventato più semplice. E sarà assolutamente indispensabile in futuro, quando ci dovrà indicare le più vicine stazioni di ricarica per vetture elettriche.

Sono ancora frequenti tuttavia i casi di automobilisti che sono finiti in situazioni imbarazzanti (e pericolose) proprio perché lì li aveva mandati il navigatore. In un fosso, addirittura in un lago, sovente in una strada senza sbocchi. Possibile? Sì. Non tanto per deficit tecnologici, che sono rarissimi, quanto piuttosto per la nostra incapacità di impartire informazioni corrette al navigatore. Abbiamo sempre fretta, nessuno di noi controlla ogni volta le impostazioni di base, inseriamo la destinazione e via.

Proprio questa mancanza di cautela determina a volte i guai, includendo percorsi speciali che sovente non sono ideali, o escludendo quelli più agevoli. Il più breve, ad esempio, non è sempre il migliore: può condurre a volte in stradine quasi impraticabili.

I produttori di navigatori per l'automotive sono numerosi, non solo i colossi TomTom e Garmin. Va però precisato che i sistemi integrati nella vettura necessitano di aggiornamenti frequenti, perchè le condizioni delle strade variano spesso. Quelli non "in rete", cioè supportati da una mappa originale e non da un sistema "online" tramite wi-fi, non ci aiutano inoltre ad evitare gli ingorghi. Perché non possono sapere se un tratto lungo il percorso è bloccato, magari a causa di un incidente. In compenso sanno riposizionarsi rapidamente se noi ignoriamo le istruzioni che il navigatore stesso ci impartisce. E questo è rassicurante.

Ma come funzionano i navigatori satellitari?  Sono dispositivi elettronici digitali che ricevono il segnale radio satellitare GPS (Global Positioning System) e leggono un sistema di database stradale. I più moderni sfruttano la tecnica della navigazione "turn by turn" grazie a un algoritmo basato sulle mappe in memoria integrate da ulteriori dettagli sulle strade (nuove, meno conosciute, non memorizzate, sensi unici ecc.) presi da internet, insieme a informazioni sulla viabilità o sui controlli elettronici di velocità. Funzione, quest'ultima, davvero preziosa per evitare multe.Il navigatore adotta un sistema di triangolazione che determina la posizione di un corpo in un punto qualsiasi del globo basandosi sui dati presenti riguardo la distanza da almeno tre punti distinti (necessita dunque la comunicazione costante con tre satelliti diversi), permettendo un calcolo molto preciso sulla posizione.

Sulle auto di prestigio, i display touch in plancia sono diventati spettacolari e giganteschi. Non va apprezzato soltanto il lato estetico dell'evoluzione: avere la mappa e le informazioni davanti agli occhi aiuta a distrarsi meno.

In ogni caso, impostiamo la funzione vocale, perché quando si guida sentire è sempre meglio di guardare.


 

A cura di Piero Bianco

Data di pubblicazione: 08-09-2021

Duplicato patente per deterioramento

Quando la patente di guida è deteriorata, rotta o illeggibile, va richiesto il duplicato patente per deterioramento.

Nello specifico il duplicato 
va richiesto quando non sono leggibili:

  • estremi di riconoscimento del documento
  • dati anagrafici del titolare
  • data di scadenza
  • fotografia del titolare

 

Dove bisogna inoltrare la richiesta di duplicato della patente per deterioramento
 

La richiesta di duplicato della patente per deterioramento, deve essere presentata presso un Ufficio della motorizzazione civile oppure presso una scuola guida

 

Documentazione necessaria per richiedere il duplicato della patente per deterioramento

 

  • domanda su modello TT 2112. Il modulo è disponibile presso

 

  • attestazione del versamento di € 10,20 pagati sul c/c 9001
    (il bollettino prestampato è in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
  • attestazione del versamento di € 32,00 pagati sul c/c 4028;
    (il bollettino prestampato è in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione) 
  • fotocopia completa (fronte-retro) della patente e originale in visione;
     
    • 2 fotografie uguali, formato tessera, di cui una autenticata: la foto può essere autenticata all'anagrafe, da un Notaio oppure direttamente presso lo sportello della Motorizzazione dove si presenta la pratica.
       

Inoltre:

  • se la patente è scaduta di validità o scadrà entro 6 mesi dalla data di presentazione della domanda è necessario presentare:
     

Cosa devono fare in più i cittadini extracomunitari

 

I cittadini extracomunitari che presentano domande per pratiche relative a patenti o veicoli presso la Motorizzazione, oltre al resto della documentazione prevista, devono aggiungere i seguenti documenti: 

  • permesso di soggiorno originale in visione e in fotocopia oppure in copia autenticata o in copia semplice con dichiarazione sostitutiva di atto notorio di conformità all'originale
    oppure
  • carta di soggiorno originale in visione e in fotocopia
  • se l'interessato è in attesa del rinnovo per scadenza o del primo rilascio del permesso di soggiorno deve presentare la fotocopia del documeno di identità e, a seconda dei casi,
    • fotocopia della ricevuta della richiesta di primo rilascio (ottenuta dall'ufficio postale oppure dalle competenti autorità di polizia)
    • fotocopia della ricevuta della richiesta di rinnovo (ottenuta dall'ufficio postale oppure dalle competenti autorità di polizia) e fotocopia del permesso di soggiorno scaduto
  • La documentazione aggiuntiva va presentata sia al momento della richiesta, sia al momento del ritiro del nuovo documento di guida.
     

Cosa bisogna fare per delegare un'altra persona alla presentazione della domanda di duplicato per deterioramento della patente
 

Quando la domanda non può essere presentata dal diretto interessato, La pratica può essere presentata allo sportello dell'Ufficio motorizzazione civile,  anche da una persona delegata.
 

La persona delegata però deve avere:

  • delega in carta semplice firmata dal titolare della domanda
  • proprio documento di identità originale
  • copia del documento di identità del titolare della domanda (delegante)
Data di pubblicazione: 24-07-2021

Scadenza patente: controlliamola prima di viaggiare

Una delle scdenze che preoccupano gli automobiisti, è quella della patente di guida.
Ma come faccio a sapere quando scade la mia patente?

La scadenza della patente è indicata al punto 5 del documento

 

 

La situazione Covid però, ha generato una serie di rinvii che l'utenza fa fatica a ricordare. 

Cerchiamo di fare un riassunto:

Ad oggi, per circolare in Italia, le patenti di guida italiane che scadono:

- tra 31 gennaio 2020 e 29 dicembre 2020, sono valide fino al 29 ottobre 2021 (fino al novantesimo giorno successivo alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza sanitaria, attualmente fissata al 31 luglio 2021)
- tra 30 dicembre 2020 e 30 giugno 2021, sono valide fino a 10 mesi dopo la scadenza normale
tra 1 e 31 luglio 2021 sono valide fino al 29 ottobre 2021 (novantesimo giorno successivo alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza sanitaria, attualmente fissata al 31 luglio 2021).

Per circolare negli altri Paesi membri dell’UE le patenti di guida rilasciate in Italia, con scadenza
- tra 1° febbraio 2020 e 31 maggio 2020 sono valide fino a 13 mesi dopo la scadenza normale 
- tra 1° giugno 2020 e 31 agosto 2020 sono valide fino al 1° luglio 2021
- tra 1° settembre 2020 e 30 giugno 2021 sono valide fino 10 mesi dopo la scadenza normale

 

Infine, se utilizzate come documenti di riconoscimento, le patenti italiane con scadenza dal 31 gennaio 2020 sono valide in Italia fino al 30 settembre 2021, all’estero fino alla data di scadenza indicata nel documento.

 

E' bene ricordare comunque, che la patente è rinnovabile in qualsiasi città Italiana, indipendentemente dalla residenza, pertanto collegandovi al nostro sito

www.rinnovopatenti.it


Selezionando la città di tuo interesse

 

Vedrai gli studi e le date disponibili


 

Seleziona una data tra quelle evidenziate in azzurro e clicca su prenota la visita

 

Prenota compilando il form

 

Al termine della prenotazione riceverai una mail di conferma di avvenuta prenotazione.

 

Dopo la visita la nuova patente, formato card, verrà recapitata dalla Motorizzazione in 3-5 giorni lavorativi successivi alla visita.
Nel frattempo, si potrà circolare (ma solo in Italia), con il documento sostitutivo rilasciato dal medico al termine della visita.

Data di pubblicazione: 23-06-2021

Apnee notturne e rinnovo patente

Il Decreto del Ministero della Salute del 3 febbraio 2016 detta gli indirizzi medico-legali da osservare per l’accertamento dell’idoneità alla guida dei soggetti affetti da disturbi del sonno da apnee ostruttive, o sospettati di essere affetti da tale malattia.
 

Le procedure sono distinte tra quelle per la valutazione del Medico Monocratico (medici legali ASL, delle Forze Armate e della Direzione Sanità delle Ferrovie, che visitano da soli nei loro ambulatori o nelle autoscuole) e quelle per i medici componenti le Commissioni Medico Locali delle ASL.
 

In entrambi i casi i medici sono chiamati a verificare se il soggetto candidato alla guida soffre di Apnee Ostruttive del Sonno.
 

Viene inoltre indagata la presenza e la gravità di eventuali comorbilità che già di per sé possono rendere inabili alla guida in base al loro grado di non compenso in base alle terapie seguite dai pazienti (ipertensione arteriosa farmaco-resistente, aritmie cardiache, diabete mellito tipo 2, cardiopatia ischemica, eventi ischemici cerebrali, broncopneumopatie).
 

Nel caso le patologie su indicate come possibili comorbilità non ci siano, la sostanza della valutazione resta nella verifica se residui o no, durante lo stato di veglia giornaliero, una sonnolenza tale da impedire o rendere comunque insicura la guida di autoveicoli.
 

Gli strumenti per tale valutazione sono simili sia per il medico monocratico che per le CML.
 

Vengono usati test per la misurazione della sonnolenza residua ovvero il test “Sonnolenza Diurna” o il test “Questionario sulla Sonnolenza di Epworth” da cui possono derivarsi punteggi che misurano o l’assenza di questo disturbo o il grado leggero o grave di sonnolenza residua.
 

Altro metodo è il Test dei Tempi di Reazione con il quale si misura la rapidità di risposta alla percezione di stimoli visivi o uditivi con la formulazione di un punteggio che riflette il livello di Vigilanza di ciascun soggetto.
 

  • Assente o Lieve e quindi poter riconoscere la persona come idonea alla guida anche senza limitazioni di tempo o modalità, per basso rischio.
  • Di entità Media con la possibilità di idoneità alla guida con limitazione nel tempo per la necessità di mantenere controlli più ravvicinati.
  • Di entità Elevata con la impossibilità di giudicare il soggetto idoneo alla guida.
     

I soggetti con Apnee del Sonno possono in ogni caso documentare l’assenza di sonnolenza residua fornendo ai medici valutatori il modello in Allegato 4 del Decreto Ministeriale già citato compilato dallo specialista che li ha in cura. Va precisato che la stesura del Modello Allegato 4 è possibile solo dallo specialista curante di struttura pubblica.
 

In questo modello devono essere riportati i dati anagrafici dell’interessato, il tipo di terapia prescritta per annullare gli effetti delle Apnee e la costanza con la quale il soggetto la segue (compliance), i metodi di controllo dell’efficacia della terapia stessa e soprattutto il livello di Sonnolenza Residua nelle tre possibilità di Migliorata, Non migliorata, Assente.
 

E’evidente che l’attestazione di assenza di sonnolenza porterà ad un giudizio positivo per l’idoneità alla guida sia da parte dei medici monocratici che da quelli delle CML nel caso non ci siano altre comorbilità controindicanti la guida.
 

Nella realtà, a dispetto di quanto disposto dalla norma, moltissimi pazienti con OSA vengono ancora avviati alle CML dai medici monocratici anche quando non abbiano sonnolenza o questa sia lieve, spesso con la motivazione che solo le CML potrebbero dare limitazioni nel tempo di validità necessarie per opportunità di controlli più ravvicinati nel tempo.
 

Questa motivazione però avrebbe potuto essere valida fino allo scorso 1° giugno 2019 quando è entrato in vigore il Decreto del Presidente della Repubblica  del 28 marzo 2019,n.54 che, modificando precedenti norme e riferendosi a tutti i medici certificatori, anche a quelli monocratici, attribuisce “al Medico Visitatore” (non a caso viene usato il singolare) la possibilità di dare limitazione nel tempo alla idoneità alla guida unitamente all’obbligo di rilasciare al visitato una Attestazione scritta con i motivi per i quali si prescrive una limitazione nel tempo o una non idoneità.
 

C’è comunque da registrare una non completa condivisione di questa norma da parte dei medici legali che rilevando in essa una non completa chiarezza, a loro parere, auspicano una precisazione ulteriore a livello normativo.
 

Questa attestazione scritta però, tra l’altro potrà servire all’interessato in caso di ricorso avverso il giudizio nei modi consentiti dall’ordinamento attuale.

 

Ricordiamo che la procedura di eventuale ricorso in vigore prevede la cosiddetta Visita in Autotutela che si può effettuare prenotandosi presso le Unità Sanitarie Territoriali della Direzione Sanità di Rete Ferroviaria Italiana, presenti in quasi tutti i capoluoghi di regione. Questa possibilità è prevista anche dopo la semplice visita del medico monocratico, non solo dopo la visita effettuata da una CML.

 

Per chi si appresta a rinnovare una patente di guida è importante inoltre sapere che se riconosciuto invalido da una ASL perché affetto da OSAS (procedura necessaria per avere in comodato d’uso una C-pap) potrebbe al momento della visita di idoneità per guida trovare nella procedura informatica al momento in vigore un ostativo che non permetterebbe al medico monocratico di procedere.

 

Questo perché i medici legali ASL hanno l’obbligo per legge di segnalare alla Motorizzazione Civile se una persona è affetta da una patologia che potrebbe controindicare la guida. Non sempre questa segnalazione giunge alla Motorizzazione ma è da tenerlo presente e possibilmente verificarlo prima con le figure che possono accedere al Portale dell’Automobilista ovvero al sito informatico della Motorizzazione, ad esempio tramite le Autoscuole.

 

In questo periodo epidemico per il virus Covid 19 i pazienti affetti da OSA hanno una ulteriore difficoltà (per la verità valida per tutti i pazienti con patologie croniche) nel non poter accedere senza lunghissime attese a visite di controllo presso gli ambulatori specialistici ospedalieri da cui sono seguiti. Ne deriva, oltre a una rallentata procedura diagnostica di per sè già grave, anche una difficoltà a ricevere l’attestazione dell’Allegato 4 che abbiamo visto essere essenziale nei casi di rinnovo patente di guida. In questo caso si rivela ancor più indispensabile la Telemedicina con la possibilità di scaricare anche a distanza dalla scheda elettronica delle C-pap il report di utilizzo. Gli specialisti curanti potrebbero, anche senza far presenziare il paziente, compilare e spedire loro l’Allegato 4.

 

Vorremmo che questa occasione faccia meditare i dirigenti ASL e convincerli sempre di più a fornire apparecchiature moderne ai pazienti con queste possibilità telematiche .

 

In realtà gli stessi report forniti dalle schede delle C-pap potrebbero essere considerati delle valide relazioni cliniche da parte degli stessi medici valutatori sia monocratici che componenti le CML.

Data di pubblicazione: 08-06-2021

Gli esami di idoneità al conseguimento della patente 2020: tutti i numeri e le curiosità

Il 2020 è stato l'anno orribile del mercato automobilistico, con un calo delle immatricolazioni in Italia del 27,93% a causa del coronavirus (1.381.496 veicoli nuovi targati contro 1.916.949 dell'anno precedente). Ma c'è una connessione diretta tra la crisi del mercato e gli esami per il conseguimento delle patenti di guida? Il dato è altrettanto negativo? Risposta inequivocabile: la pandemia ha provocato un considerevole calo, se non proprio un crollo.
 

Il dato emerge dalle recenti statistiche fornite dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, elaborate dalla Direzione Generale della Motorizzazione.
 

Va ricordato che, a partire dal nuovo secolo, il picco massimo di esami si è registrato nel 2004 con 2.492.090 candidati, poi è seguito un calo progressivo e altalenante: nel 2011 si sono fatti 1.805.212 esami, l'anno dopo 1.645.978, cui è seguita una debole ripresa per stabilizzarsi poco sotto ai due milioni.  Fino ai dati molto negativi degli ultimi due anni.
 

Nel 2019, in Italia, si sono svolte 1.942.083 prove di esame (il 96,5% dei candidati erano allievi di autoscuola) con 1.489.279 risultati idonei sommando le prove di teoria e guida. Il 76,43% dei candidati hanno dunque conseguito la patente, mentre 457.804 (il 23,57%) sono stati respinti.
 

Vediamo ora i dati del 2020, elaborazioni statistiche riguardanti l’attività svolta dagli uffici periferici del Dipartimento per i Trasporti Terrestri. Come per gli anni precedenti, l’attenzione è stata rivolta specificamente alle prove d’esame suddivise in base alle modalità di presentazione delle domande (privatisti, autoscuole), alle diverse categorie di patente (A-B-C-D-E-Speciali) al tipo di esame (teoria, guida), agli esiti degli esami (idonei, respinti) e al sesso dei candidati. Va ricordato che dal gennaio 2013, i Certificati di Idoneità alla Guida per ciclomotori (C.I.G.) sono stati equiparati a vere e proprie patenti, dando luogo alla categoria AM.
 

Lo scorso anno hanno affrontato complessivamente le prove d'esame (teoria o guida) 1.495.626 candidati, di cui 1.448.072 iscritti alle autoscuole (il 96,82%) e 47.554 privatisti. Il totale degli idonei è stato di 1.185.953, che rappresenta il 79,29%. Un dato leggermente migliore rispetto a quello dell'anno prima. Da notare che la stragrande maggioranza di idoneità riguarda le cosiddette "patenti inferiori" (A-B-BE-AM-AS-BF) che hanno promosso 833.471 uomini e 606.056 donne.
 

Qual è lo scoglio più grande da superare per i candidati? Anche qui le curiosità non mancano. Come in passato, anche nel 2020 la prova di teoria è risultata la più difficile da superare, respingendo il 29,17% dei candidati (228.250) con una maggior incidenza di donne. Mentre nelle prove di guida sono stati respinti soltanto l'11,42% dei candidati (81.423 contro 631.608 promossi). Dalle autoscuole proviene l'88,84% dei 617.245 candidati idonei alle prove di guida, tra i privatisti la percentuale scende al 78,6%.
 

Come detto, la categoria AM riguarda i guidatori di quadricicli, mezzi sempre più diffusi. In questo segmento hanno affrontato l'esame di teoria 65.918 candidati, di cui 51.259 promossi (il 77,76%). Alla prova di guida si sono presentati in 47.413, con una percentuale di idonei del 92,17% (43.699 candidati).
 

Altre curiosità riguardano i titolari di patente nati all'estero. Impegnati negli esami dell'anno scorso 23.754 candidati nati nei paesi dell'Unione Europea, ma il record appartiene ai 27.522 provenienti dall'Est Europa. Poi 10.309 che arrivano dall'Africa mediterranea, 13.443 dal resto dell'Africa, 14.174 dall'America centrale e meridionale, 736 dall'America settentrionale, 18.842 dall'Asia, 229 dell'Oceania. Curiosamente, tra i candidati provenienti da queste ultime sei regioni risultano in forte maggioranza le donne (addirittura il doppio rispetto agli uomini le asiatiche, tre volte di più le africane).
 

L'ultima statistica riguarda proprio le autoscuole. Dove ce ne sono di più? Non sempre la proporzione è aritmetica nel raffronto con la popolazione. Il record assoluto appartiene alla Lombardia, con 936 autoscuole operanti; al secondo posto del podio la Sicilia con 693, seguita da Veneto (607), Lazio (594), Puglia (488) e Piemonte (455). Maglia nera alla Valle d'Aosta, con appena 9 autoscuole.

 

Data di pubblicazione: 16-02-2021

Sicurezza stradale: c'è correlazione tra gli incidenti ed il colore dei veicoli?

Nel 2016, la nota società statunitense Axalta Coating Systems ha condotto le ultime indagini sull’indice di gradimento dei colori delle autovetture da parte degli automobilisti, pubblicando il Global Automotive 2016 Colour Popularity Report. Ciò che ne è risultato è che sia il colore bianco (37% delle preferenze) a dominare il podio per il sesto anno di fila nella classifica su scala globale, seguito dal color nero (con il 18% delle preferenze), il quale però rimane la prima scelta degli europei. Nel report è stato posizionato al terzo posto, in ex-equo, i colori grigio e argentato (con l’11% delle preferenze). Esiste, dunque, una chiara attrazione per le tinte neutre da parte degli automobilisti di tutto il mondo, alle quali sono seguite i colori rosso, blue, beige e verde. Ovviamente, ogni area geografica ha la sua preferenza di colore, la quale è spesso sancita dalla moda, dalla cultura locale e/o dalle numerose tradizioni. La scelta della vernice di un’automobile, tuttavia, non deve essere condizionata solo dal gusto personale del conducente o dalla moda del momento, perché dei recenti studi hanno dimostrato l’esistenza di una correlazione tra i colori delle auto e dell’incidentalità a essi collegati.

Non tutti i colori sono ugualmente distinguibili in diverse condizioni di visibilità. Esistono colori che all’occhio umano risultano essere più semplici da percepire e non è un caso, infatti, che i giubbotti catarifrangenti siano di colore rosso, giallo o arancione. È da questa premessa che è iniziata un’indagine, da parte della Monash University di Melbourne, sull’esistenza, o meno, di un tipo di tinteggiatura della carrozzeria più visibile all’occhio umano e, dunque, più sicuro su strada. Lo studio del 2007, “An investigation into the relationship between vehicle colour and crash risk”, ha preso in esame circa 855 mila incidenti avvenuti dal 1987 al 2004 ed ha messo in evidenza il fatto che la sicurezza stradale sia effettivamente collegata alla tinta della carrozzeria della macchina. Più nello specifico, è stato dimostrato come le vetture dai colori con un indice di visibilità più basso (il nero, il blue, il grigio, il marrone e il verde) sono maggiormente soggette a incidenti stradali. Per contro, si osserva una netta riduzione dei numeri degli incidenti stradali quando le auto sono caratterizzate da colori maggiormente percettibili come il giallo, il rosa, l’azzurro, il rosso e le tinte metallizzate. È interessante sapere che è stato il bianco a risultare il colore più sicuro in assoluto.

Bisogna, tuttavia, prestare attenzione al fatto che gli studi che hanno cercato di approfondire questa tematica sono attualmente pochi e che ogni incidente ha una propria particolarità. Dunque, per quanto i dati statistici dicano che ci siano maggiori possibilità di sinistri stradali per i conducenti di auto dalle tinte più scure, è opportuno essere cauti nell’esaminare la correlazione tra sicurezza stradale e colore dell’auto. Infatti, nel caso (estremo) in cui, tutti gli uomini un giorno dovessero decidere di acquistare solo vetture gialle o rosa, la sicurezza su strada non aumenterebbe, anzi il numero degli incidenti stradali molto probabilmente tenderebbe ad incrementare, perché non ci sarebbe più una variazione nelle vernici della carrozzeria delle auto su strada.

In conclusione, è la variazione dei colori su strada ad essere un fattore di estrema importanza per la sicurezza stradale, non la differenza di tonalità dei colori stessi. Il problema del colore di un’auto è sicuramente il meno rilevante e influente per causare sinistri stradali. Ciò che bisogna evitare è avere un comportamento immaturo mentre si è alla guida, diminuendo, per esempio, la velocità oraria e aumentando le distanze di sicurezza. Cercare sempre di tenere un alto livello di attenzione mentre si guida un veicolo è la migliore soluzione non solo per evitare di vedersi ritirata la patente di guida, ma soprattutto per aumentare la sicurezza stradale nella comunità.

Data di pubblicazione: 15-02-2021

Patente a punti e corsi di recupero punti

Cos'è la patente a punti? Come faccio a sapere quanti punti ho sulla patente? Come faccio a recuperare i punti? Ho zero punti: cosa devo fare?

 

Queste sono le domande più frequenti che ci vengono rivolte a proposito della "patente a punti".
 

Vediamo di spiegare in modo semplice tutto quello che riguarda la normativa sulla patente a punti.

 

Il riferimento normativo è l'articolo 126-bis del codice della strada che stabilisce il punteggio attribuito ad ogni nuova patente di guida conseguita: 20 punti.
 

Questi punti possono essere "sottratti" in funzione di una apposita tabella:  in pratica ad ogni infrazione commessa, oltre alla sanzione amministrativa, viene comminata la sanzione accessoria che prevede la decurtazione di un certo numero di punti, a seconda della gravità dell'infrazione commessa.
 

E' bene ricordare che per i neopatentati, il numero di punti sottratti, è il doppio rispetto agli altri.

In ogni caso, se si dovesse arrivare all'azzeramento dei punti, è necessario sottoposi all'esame di revisione della patente: bisogna rifare l'esame di teoria e l'esame di guida.

Per questo è necessario verificare qual'è il punteggio residuo della propria patente. Come?

Collegandosi al portaledellautomobilista (il portale del Ministero dei Trasporti), su cui, previa registrazione, è possibile, fra le altre cose, verificar eil numero di punti della propria patente.

 

I punti, però, si possono anche recuperare. Come? frequentando un apposito corso presso un'Autoscuola. Il costo ovviamente, dipende da ciascuna autoscuola.

I corsi durano:

-12 ore se si possiede una patente A o B:i punti recuperati saranno quelli dell'ultima infrazione con un massimo di 6

- 18 ore se si possiede una patente C, C+E, D, D+E, KA e KB : i punti recuperati saranno quell' dell'utlima infrazione con un massimo di 9

Al termine dei corsi dovrebbe essere previsto un esame finale (mai entrato in vigore).



Tuttavia, se il punteggio non arriva a totale esaurimento e l’automobilista non commette infrazioni che comportino la decurtazione degli stessi per due anni, allora la patente torna a punteggio pieno.

Ultima nota positiva: i punti possono anche essere di più dei 20 iniziali: se l’automobilista non ha mai subito una decurtazione, riceve un accredito di due punti ogni due anni per arrivare a un massimo di 30 punti in totale.

Per i neopatentati la normativa prevede che i titolari che hanno la patente da meno di tre anni vedranno attribuito un punto bonus per ogni anno trascorso senza commettere un’infrazione


 

 

 

 

Data di pubblicazione: 10-02-2021

Seggiolini e sistemi di ritenuta

Seggiolini e Sistemi di ritenuta

Viaggiare in auto con un bambino in tutta sicurezza vuol dire utilizzare i sistemi di ritenuta (seggiolini e adattatori) in maniera idonea. L’uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini è una materia legittimata dall’ Art.172 del Codice della Strada, il quale afferma che:

 I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie.”

Secondo la normativa, i sistemi di ritenuta devono essere utilizzati obbligatoriamente sino al momento in cui il bambino non superi i 38 Kg di peso e, per i più piccoli, con peso inferiore ai 9 Kg, è obbligatorio il seggiolino posto in senso contrario a quello di marcia dell’automobile. È stato accertato che il miglior posto per far viaggiare un bambino è quello posteriore - centrale, perché, in caso di sinistro stradale, riduce la possibilità di eventuali urti laterali potenzialmente dannosi alla sua salute. Dunque, per limitare, ed evitare, lesioni gravi (e multe), i bambini devono viaggiare solo in auto munite di seggiolino. Quest’ ultimo deve essere posizionato in modo corretto e in modo adeguato al peso, età ed altezza del piccolo passeggiero.

Tuttavia, nonostante le norme del codice stradale e nonostante i dati statistici, che rivelano dati allarmanti sul numero di incidenti automobilistici in cui sono coinvolti i bambini, c’è ancora una certa resistenza da parte degli adulti a utilizzare sistemi di ritenuta. Proprio al fine di aumentare gli standard di sicurezza e far diminuire il numero di incidenti stradali che vedono gravemente coinvolti i bambini, l’Unione Europea[1] ha deciso di adottare norme più severe.

Dal 1 gennaio 2017, infatti, sono state apportate delle modifiche alle già esistenti norme europee (l’UN ECE R44 e l’UN ECE R129) sui seggioli auto, rendendo le nuove norme più rigide.

 

Ma cos’è cambiato esattamente?

  • Per quanto riguarda la direttiva UN ECE R44/04 (categorizza i seggiolini in base al peso del bambino).

La nuova normativa disciplina più severamente gli adattatori (booster o rialzi), che sono dei piccoli sedili per bambini non dotati di appositi schienali e che permettono al bambino di essere allacciato alle cinture di sicurezza dell’automobile.

Se in precedenza vi era la possibilità di utilizzare gli adattatori per i bambini al di sotto dei 125cm di altezza, dal 2017 vige l’obbligo per gli adulti di far viaggiare sui seggiolini muniti di schienale i bambini con un’altezza inferiore ai 125 cm (fino al Gruppo 2). Si può ricorrere invece ai rialzi senza schienale solo per i bambini con un’altezza compresa tra i 125 e i 150 cm di altezza (al Gruppo 3).

Perché? Il motivo è molto semplice: non solo l’utilizzo del rialzo senza schienale pecca di mancata protezione del bambino dagli urti laterali, ma spesso le cinture di sicurezza non sono all’altezza adatta da poter proteggere in modo idoneo il bambino, che avrà la cintura circa all’ altezza del collo. Questa posizione è altamente pericolosa in casi di sinistri e può provocare gravi lesioni. Al contrario, i seggiolini muniti di appositi schienali rendono il tragitto in auto di gran lunga più sicuro, garantendo una maggiore protezione del bambino da urti.

I nuovi sistemi di ritenuta saranno dotati di un’etichetta o di un manuale d’uso per indicare quali seggiolini siano adatti al bambino in base al suo peso e altezza. È importante però sapere che, al momento, i vecchi seggiolini possono ancora essere utilizzati fino a data ancora da precisare. Tuttavia, è inutile dire che sia meglio ricorrere subito ai sistemi di ritenuta migliori e più sicuri per la salute dei piccoli viaggiatori.

 

  • Per quanto riguarda la direttiva UN ECE R129 (categorizza i seggiolini in base all’altezza del bambino).

Questa normativa si divide in tre fasi, la prima (conosciuta come “I-size”) è entrata in vigore il 2013 e la seconda entrerà in vigore nell’estate del 2017. La prima fase stabiliva l’obbligo di fissare i seggiolini con il sistema Isofix per i bambini dal giorno della nascita fino al raggiungimento dei 105 cm di altezza.

La seconda fase della norma R129 stabilisce che:

  • Il sistema di installazione ISOFIX non sarà più obbligatorio per i bambini di altezza compresa tra 100 e 150 cm;
  • È vietato l’acquisto di seggiolini non muniti di appositi schienali;
  • È obbligatorio l’utilizzo di sistemi di ritenuta per i bambini fino ad un’altezza pari a 150 cm. Tuttavia, l’obbligo per i seggiolini con schienale è relativo ai bambini alti almeno 125 cm, per coloro che hanno un’altezza maggiore di 125 e pari di 150 cm vi è la possibilità di ricorrere ai dispositivi di sicurezza (rialzi) senza schienale.

 

NB: le norme R44/04 e R129 coesistono e il conducente può decidere quale direttiva seguire.

 

SANZIONI: Gli adulti che non adempiono ai loro doveri incorreranno in multe più salate che vanno da 80 a 323 euro. Se l’adulto dovesse ricevere due multe nell’arco temporale di due anni, egli si vedrà sospesa la patente di guida per un periodo tra i 15 giorni e i 2 mesi.

 

 

 

 

[1]  UN/ECE è la normativa della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite ed ha come oggetto la regolamentazione dei dispositivi di ritenuta (seggioli auto e rialzi) per i bambini.

Data di pubblicazione: 03-02-2021

Rinnovo patente per chi ha subito un trapianto di organo

Trapianti di organo: ambia la normativa


il Decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 2020, n. 69,
inserito sulla G.U. n. 161 del 27 giugno 2020, ha stabilito che l
e persone che hanno subito il trapianto di un organo, 
se la Commissione medica locale, certifica che il conducente
trapiantato presenta una situazione stabile (non suscettibile di aggravamento, 
la patente può essere rilasciata con i normali periodi di validità delle altre patenti.
Inoltre, la certificazione successiva, può essere svolta da un medico monocratico
abilitato ai sensi dell'articolo 119 del cds, come per le patenti normali.
Di seguito il testo del decreto


"Il  rilascio  della  patente  di guida a soggetti trapiantati di organo,
 ovvero la prima  conferma  di validita' della patente di guida successiva 
al trapianto  di  organo,sono  subordinati  ad  accertamento 
dei   requisiti di idoneita'
psicofisica svolto dalla commissione  medica  locale.  Se,  all'esito
della  visita,  la  commissione  medica  locale  certifica   che   il
conducente trapiantato presenta una condizione  non  suscettibile  di
aggravamento, la patente di  guida  puo'  essere  rilasciata  per  il
periodo ordinariamente previsto dall'articolo  126  del  codice  e  i
successivi rinnovi sono subordinati ad accertamento delle  condizioni
di  idoneita'  psicofisica  svolta  da  uno  dei  sanitari   di   cui
all'articolo 119 del codice, salvo che questi ritenga necessaria  una
nuova visita collegiale qualora l'esito degli  accertamenti  clinici,
strumentali e di laboratorio faccia sorgere dubbi  circa  l'idoneita'
alla guida»."
Data di pubblicazione: 19-12-2020

Rinnovo patente e ischemia: cardiopatie ischemiche ed idoneità alla guida

Il cuore è sostanzialmente una pompa in grado di far circolare il sangue ossigenato in tutto il corpo.

Per affrontare questo importante lavoro deve essere esso stesso irrorato da una notevole quantità di sangue che gli arriva tramite le arterie coronarie.

Le cardiopatie ischemiche sono un gruppo di malattie provocate dalla mancata irrorazione di sangue al muscolo cardiaco.

Questo avviene generalmente, ma non sempre, quando le arterie coronarie sono ostruite.

E’ importante sapere che le ostruzioni delle coronarie possono essere croniche, lentamente progressive (in tal caso il paziente accusa la tipica angina da sforzo) oppure acute, rapidamente progressive fino alla occlusione completa come nel caso dell’infarto miocardico acuto e dell’angina instabile.

Essere affetti da una forma di cardiopatia ischemica ha grande rilevanza quando si valuta l’idoneità alla guida. Infatti, se è vero che in circa la metà dei casi coloro i quali sono colpiti da un infarto acuto hanno dei sintomi premonitori che li inducono a fermare l’auto, in un’altra metà dei casi tali sintomi premonitori sono assenti oppure non vengono riconosciuti dal conducente.

Numerosi studi documentano che circa il 15 % degli incidenti provocati da malore del conducente sono provocati dalla cadiopatia ischemica. 

Complessivamente si tratta di circa l’uno per cento di tutti gli incidenti stradali, non molti per la verità, ma degni della massima attenzione perché potrebbero essere evitati con opportuna politica di prevenzione.

 

ANGINA DA SFORZO

 

L’angina da sforzo è una forma di cardiopatia ischemica cronica.

E’ caratterizzata dalla comparsa di dolore al torace, alla mascella, alle spalle, alla schiena o alle braccia, che insorge generalmente in seguito a sforzo fisico o stress emotivo o esposizione al freddo e cessa con il riposo o con l’assunzione di nitroglicerina. Meno tipica è la localizzazione del dolore nella zona epigastrica (in tal caso è facile confonderla con una banale mal di stomaco).

Esiste una classificazione di gravità che è bene conoscere: la classe CCS.

 

 

 

E’ bene conoscere la classe di angina CCS perché risultano IDONEI alla patente A o B esclusivamente i pazienti con angina da sforzo CCS 1 o 2.

Nel caso invece di valutazione per la patente C-D-E non è idoneo neppure chi ha una forma lieve di angina.

Sarà quindi necessario esibire una visita cardiologica recente che attesti la stabilità della angina e riporti la classe CCS.

Non infrequentemente potrà essere richiesta l’esecuzione di un test di ischemia (prova da sforzo, ecostress, scintigrafia miocardica da sforzo).

 

 

 

ANGINA INSTABILE – INFARTO MIOCARDICO ACUTO

 

L’angina instabile e l’infarto miocardico (IMA) sono forme acute di cardiopatia ischemica e richiedono una immediata valutazione in pronto soccorso perché è necessario un trattamento medico intensivo e spesso l’esecuzione di una coronarografia seguita da angioplastica oppure da un intervento cardiochirurgico di by-pass aorto-coronarico.

Come deve comportarsi un paziente appena dimesso dall’ospedale dopo un simile evento acuto?

Se il caso non è stato risolto completamente e il paziente continua ad avere episodi di angina a riposo oppure per sforzi lievi o moderati non potrà riprendere a guidare.

Se dopo aver affrontato una breve convalescenza starà bene potrà riprendere a guidare dopo un determinato lasso di tempo.

I protocollo COMLAS prevedono delle tempistiche MINIME da rispettare per le diverse patenti di guida (vedi tabella sottostante):

 

 

Alcune volte, dopo un ricovero per infarto, il paziente potrà avere sintomi attribuibili ad uno scompenso cardiaco, ma di questo parleremo in un altro articolo.

 

a cura del  Dott. Claudio MORETTI
Medico chirurgo-specialista in cardiologia
Direttore SC Cardiologia Ospedale di Chivasso- ASLTO4
Autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche
Esperienza in cardiologia interventistica: angioplastica coronarica, TAVI, impianto clip mitraliche.

Data di pubblicazione: 26-10-2020

Vista ed idoneità alla guida

Guidare, considerando il traffico, le diverse condizioni meteorologiche, le condizioni delle strade non sempre ottimali, presuppone delle capacità psicofisiche di ottimo livello al fine di evitare incidenti o complicazioni secondarie.

Per capacità psicofisiche si intendono: un alto livello di attenzione, riflessi pronti, ottima funzionalità degli arti superiori e inferiori, una perfetta integrazione delle capacità cognitive e delle funzioni sensoriali con un’ottima efficienza dell’apparato uditivo e visivo.

Queste ultime, in particolare la vista, sono fondamentali per poter ottenere l’idoneità alla guida da parte dei medici preposti al rilascio o al rinnovo della patente di guida.

Vista, o percezione visiva, è una parola semplice che comprende diverse funzioni con caratteristiche diverse ma integrate tra di loro. L’apparato visivo si basa sulla funzionalità dei due occhi; quando ne copriamo uno possiamo valutare le funzioni visive monoculari, quando entrambi gli occhi sono aperti possiamo valutare anche le funzioni visive binoculari.

Acuità Visiva è la capacità di discernere i minimi particolari di un oggetto che attira la nostra attenzione e viene fissato dall’occhio. È la capacità di percepire il più piccolo simbolo ad

una determinata distanza. L’acutezza visiva di un individuo normale corrisponde quindi alla percezione di un simbolo sottendente un minuto d’arco alla distanza convenzionale

di 5 metri in Italia (6 metri nei paesi anglosassoni). Questa funzione è misurata in decimi (un occhio con 10/10 ha un’acuità visiva normale) e viene svolta dalla parte centrale della retina, la macula e la fovea. Nonostante l’acuità visiva non riveli da sola l’efficienza

del sistema visivo nel suo complesso, in quanto rispecchia solo la funzionalità della zona di fissazione centrale, la misura del visus è la misura sensoriale più comunemente usata nella pratica clinica.

foto 1 foto 1

Campo visivo è la capacità di un occhio di percepire contemporaneamente, guardando dritto

davanti, non solo distintamente l’oggetto fissato al centro dell’attenzione, ma anche tutto ciò che lo circonda, sebbene in modo meno distinto.

Sensibilità al contrasto è la capacità dell'occhio di riconoscere le diverse tonalità di uno stesso colore, ad esempio il grigio. La massima sensibilità al contrasto di una persona si valuta sottoponendo progressivamente alla sua attenzione uno sfondo chiaro su cui vengono proiettate figure o lettere che da nere diventano sempre più sbiadite, di un grigio sempre meno intenso, fino a quando non è più in grado di riconoscerle.

Adattamento al buio e all’abbagliamento: con alcuni semplici test è possibile valutare se il soggetto è in grado, con una latenza fisiologica, di discernere visivamente i particolari dopo una fase di abbagliamento o di buio.

Percezione dei colori: la capacità di discernere i colori fondamentali rosso, verde e blu, sia singolarmente che nelle loro infinite combinazioni.

foto 1 foto 1 foto 1 foto 1

Visione Binoculare e Visione Monoculare:

Le funzioni sono appannaggio di ciascun occhio, ma l’organo della vista è un organo pari. La cooperazione sensoriale tra i due occhi è basata su un sistema di muscoli oculomotori che permette il movimento di ciascun occhio e il coordinamento dei movimenti di entrambi gli occhi, affinché siano perfettamente allineati nel fissare un oggetto. Le immagini percepite da ciascun occhio vengono inviate contemporaneamente nei centri visivi superiori dove vengono integrate tra di loro per formare una sola immagine. Questa visione binoculare normale permette anche di apprezzare la distanza tra gli oggetti che osserviamo, ci dà il senso della profondità e la stereopsi. Quando i due occhi non sono ben allineati tra di loro e non coordinati, il soggetto vede tutto sdoppiato (diploppia).

In presenza di una compromissione sensoriale completa di uno dei due occhi il soggetto ha una visione monoculare, vale a dire basata sulla funzione di un solo occhio.

foto 1foto 1

Questa condizione di visione monoculare, sebbene meno performante di quella binoculare, non impedisce, in presenza di adeguati parametri funzionali, il conseguimento di una patente di guida.

Vari studi hanno evidenziato che guidatori con deficit visivi ma ancora nei parametri minimi di legge che li rende idonei alla guida, se dotati di una piena consapevolezza, buona capacità di adattamento e prudenza, utilizzo di occhiali con lenti da vista appropriati, incorrono meno frequentemente in incidenti stradali.

Per ciascuna categoria di patente, la legge stabilisce i requisiti minimi per le varie funzioni visive monoculari e binoculari, al di sotto o in mancanza dei quali non è possibile conseguirla.

È importante sottolineare che l’esame per la patente non va scambiato per una visita oculistica. L’esame eseguito da un ufficiale serve a verificare la presenza o meno dei requisiti previsti per legge, la visita oculistica effettuata da un oculista serve invece ad escludere la presenza di patologie, a diagnosticarle precocemente e a curarle tempestivamente.

A differenza di quanto accadeva decenni fa, quando il rilievo di una patologia visiva spesso si verificava in occasione della visita di leva o dell’esame per la patente, oggi con il miglioramento delle condizioni socio-sanitarie il candidato a conseguire la patente di guida o il guidatore che si appresta a rinnovare la patente, nella maggior parte dei casi è già stato sottoposto ad una visita oculistica. Questo fa si che quando il soggetto, con il referto dell’oculista, si reca alla scuola guida o in altra sede preposta per l’esame di idoneità psicofisica alla guida, ha già la consapevolezza circa l’integrità o meno della sua capacità visiva, eventuali difetti refrattivi saranno già stati corretti, eventuali patologie già diagnosticate e ove possibile già trattate.

Ci sono numerose patologie che possono compromettere un buon funzionamento della vista, colpendo uno o più delle funzioni visive in modo reversibile o in modo definitivo.

Quali sono le patologie più frequenti dell’apparato visivo e in che modo alterano la normale percezione visiva?

Alcuni difetti come la miopia, l’astigmatismo, l’ipermetropia procurano un annebbiamento visivo in tutto il campo visivo, a volte talmente marcato da impedire non solo la guida di un veicolo ma anche di muoversi e di svolgere le attività quotidiane. Tuttavia hanno anche un lato positivo: sono facilmente correggibili con gli occhiali, con le lenti a contatto e possono addirittura essere eliminati definitivamente con un trattamento refrattivo laser.

foto 1

La cataratta, patologia comune dopo i 60 anni d’età, interessa tutto il campo visivo. Nelle fasi iniziali riduce la sensibilità al contrasto con stanchezza visiva e intolleranza alla luce (fotofobia), con l’aumentare della opacità del cristallino il soggetto non riesce a distinguere più i colori, le immagini della televisione, gli oggetti e le persone che incontra e tanto meno la segnaletica stradale. A seconda dei casi la progressione della cataratta può essere rapida o lenta; in questo caso il paziente può rendersi conto del deficit visivo solo negli stadi avanzati, mettendo a repentaglio la propria e l’altrui sicurezza.

foto 1

foto 1

Le maculopatie colpiscono un’alta percentuale della popolazione e comprendono diverse patologie che compromettono la parte centrale della retina, cioè la macula. Possono interessare adulti giovani, come nel caso di un coloboma retinico maculare, della coroidite sierosa centrale, della maculopatia miopica, dell’edema maculare diabetico o dovuto a trombosi della vena centrale della retina; in età più avanzata frequente è la maculopatia secca o umida legata all’età. lo scotoma nella zona centrale del campo visivo fa si che il paziente non riesca più a leggere e veda le linee storte. Le maculopatie hanno in comune la caratteristica di determinare una macchia (scotoma) più o meno densa al centro del campo visivo; il paziente inizia con il vedere le linee storte, ha difficoltà a leggere, non riesce a distinguere un volto. In particolare il guidatore non riesce a distinguere il semaforo o un segnale stradale, spesso l’acuità visiva è inferiore ad 1/10. Il paziente tuttavia riesce a svolgere alcune attività utilizzando il campo visivo periferico che comunque non ha la nitidezza sufficiente. Una diagnosi precoce con esami specialistici quale l’OCT, la fluoroangiografia, consente una stadiazione e l’inquadramento della patologia, permettendo un’esatta indicazione al trattamento medico e/o chirurgico con delle aspettative visive specifiche molto buone.

foto 1

A differenza delle maculopatie che interessano la parte centrale del campo visivo, ci sono altre, anche gravi, che iniziano colpendo il campo visivo alla periferia o alla media periferia; col tempo possono arrivare a compromettere tutto il campo visivo fino al buio assoluto. Il paziente conserva fino all’ultimo l’acuita visiva centrale normale (10/10) e se non ha mai fatto una visita oculistica o un campo visivo continua ad essere ignaro della patologia; a volte si allarma perché batte spesso contro gli spigoli, oppure mentre guida si accorge di non vedere i limiti della carreggiata rischiando di andare fuori strada. Qualche esempio di queste patologie sono:

Glaucoma, dovuto ad un aumento della pressione (tono) oculare che va diagnosticato precocemente e trattato adeguatamente, a seconda dei casi con farmaci (colliri), laser, chirurgia. Il glaucoma è una malattia più complicata e insidiosa, di difficile diagnosi, a meno di sottoporsi ad approfondita visita oculistica anche con esami strumentali: tale patologia infatti influenza in modo significativo la percezione dei colori, la sensibilità al contrasto, la capacità di adattamento al buio e all’abbagliamento ed il campo visivo: il soggetto può avere una buona acuità visiva ma un campo visivo alterato.

foto 1 foto 1 foto 1

Retinite pigmentosa, dovuta a fenomeni degenerativi eredofamiliari. Più frequentemente provoca uno scotoma periferico che con gli anni si espande in modo concentrico: il paziente per molti anni può vedere bene al centro e all’inizio può non rendersi conto del difetto del proprio campo visivo.

foto 1

 

Ci sono altre patologie che possono determinare scotomi di varia forma ed estensione a seconda della sede della patologia, quali

Distacco di retina che necessita di un tempestivo intervento chirurgico.

Neoformazioni dell’ipofisi o altre patologie endocraniche che agiscono comprimendo il nervo ottico, il chiasma ottico.

 

Dunque un soggetto può leggere bene, cioè avere una buona acuità visiva, anche senza necessità di occhiali, ma avere un deficit del senso luminoso o un difetto campimetrico; si possono portare gli occhiali per correggere un difetto visivo e avere una ridotta capacità accomodativa per vicino; si può essere affetti da una o più patologie della vista, o aver subito interventi a carico dell’occhio e avere un deficit visivo di cui non si ha una esatta percezione.

In generale la persona non ha un’esatta percezione della sua visione ed una consapevolezza di come vede realmente: ad esempio, il fatto di indossare un occhiale non rappresenta di per sé un “passaporto” per poter guidare, perché magari l’occhiale non corregge bene il difetto visivo; o magari il paziente presenta una patologia visiva anche solo iniziale, che interferisce in qualche modo sulla qualità della visione globale. Diventa pertanto necessario approfondire l’obiettività della vista del soggetto e l’assenza di eventuali patologie.

È consigliabile effettuare una visita oculistica ogni due anni fino all’età di 50 anni e una visita ogni anno sopra i 50 anni, al fine di valutare e certificare la quantità e la qualità della visione.

 

L’obbligo di una visita oculistica scatta invece nei pazienti monocoli funzionali (cioè che vedono con un solo occhio), nei pazienti operati (ad esempio alla retina), nei pazienti affetti da patologie sistemiche (diabete, disturbi vascolari, problemi neurologici, o che assumono particolari medicinali per patologie autoimmuni) e per i pazienti over 70. Pur tuttavia sono aumentate in modo statisticamente significativo le patologie legate all’età (70-90 anni), quali la cataratta, la maculopatia, il glaucoma.

L’aspettativa di vita in Italia è molto cresciuta e diventa una necessità quasi primaria il poter guidare anche a 80 anni, viste le ottime performance che si possono ancora avere a questa età, dove la guida è un requisito fondamentale per sentirsi giovani, liberi e indipendenti.

La gestione di patologie oftalmologiche e lo sviluppo delle tecnologie chirurgiche consentono oggi di mantenere un’ottima visione addirittura senza occhiali anche in età avanzata.

 

NUOVA ORMATIVA PER IL RILASCIO E RINNOVO DELLA PATENTE DI GUIDA

L’11 gennaio 2011 è entrato in vigore il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei

Trasporti del 30 novembre 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 27 dicembre 2010, che recepisce la direttiva 2009/112/CE sui requisiti fisici ed i relativi accertamenti medici per ottenere il rilascio o il rinnovo della patente di guida per i soggetti con patologie dell’apparato visivo, per i diabetici e per gli epilettici.

Il comma 1 dell’Articolo 1 del Decreto recita: Il rilascio e la conferma di validità della

patente di guida a soggetti con patologie a carico dell'apparato visivo, diabetici o

epilettici è subordinato all'accertamento dei requisiti previsti dagli allegati I, II e III,

facenti parte integrante del presente decreto.

L’allegato 1 raccoglie i requisiti visivi richiesti dal presente Decreto.

Va subito sottolineato che l’accertamento dei requisiti visivi richiesti dall’allegato 1 di questo.

 

Decreto si applica solo a soggetti “con patologie a carico dell’apparato visivo” e non a tutti i soggetti che volessero chiedere il rilascio o il rinnovo della patente di guida.

I conducenti sono divisi in due gruppi in base alle caratteristiche dei veicoli di cui chiedono la patente:

- Gruppo 1: conducenti di veicoli delle categorie A, B, B + E e delle sottocategorie A1 e B1

- Gruppo 2: conducenti di veicoli delle categorie C, C + E, D, D + E e delle sottocategorie C1, C1 + E, D1 e D1 + E.

 

La seguente tabella raccoglie i requisiti visivi richiesti a soggetti con patologie a carico

dell’apparato visivo per il rilascio o il rinnovo della patente di guida del Gruppo 1 e del

Gruppo 2.

foto 1

 

I soggetti monocoli non possono accedere alla conduzione di veicoli del Gruppo 2.

Il medico monocratico deve certificare che tale condizione di monocularità esista da almeno 6 mesi.

La seguente tabella riporta i requisiti visivi richiesti ai soggetti monocoli.

foto 1

 

Nel caso in cui uno o più requisiti non siano raggiungibili il giudizio viene demandato alla

Commissione Medica Locale (CML) che, avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista, valuta con estrema cautela se la patente di guida possa essere rilasciata o rinnovata, eventualmente con validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna.

A seguito di diplopia (visione doppia) sviluppata recentemente o della perdita improvvisa della visione in un occhio, ai fini del raggiungimento di un adattamento adeguato non è consentito guidare per un congruo periodo di tempo, da valutare da parte di medico specialista oculista; trascorso tale periodo, la guida può essere autorizzata dalla CML, acquisito il parere di un medico specialista oculista, eventualmente con prescrizione di validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna. Lo specialista oculista, coadiuvato dall’ortottista, può suggerire la necessità di adoperare soluzioni per eliminare e contenere la diplopia durante la guida, come un occlusore o lenti prismatiche.

Seppure previsti esami come la visione crepuscolare, il tempo di recupero dopo abbagliamento e la sensibilità al contrasto il decreto lascia ampia libertà di valutazione di questi parametri richiedendo esclusivamente la dicitura sufficiente o idoneo.

Per quanto concerne l’esame binoculare del campo visivo il Decreto non fornisce indicazioni su come rilevare questi parametri anche se le caratteristiche dei dati richiesti fanno pensare ad una perimetria cinetica di Goldman. Su questo punto si devono fare le seguenti considerazioni:

a) il Decreto non riporta il rapporto dimensione/luminanza della mira con cui definire i limiti del campo visivo e non specifica in quali condizioni debbano essere rilevati

b) il Decreto presuppone che anche i difetti centrali siano esaminati in binocularità, non riporta il rapporto dimensione/luminanza della mira e non specifica in quali condizioni debbano essere rilevati.

In mancanza di indicazioni normative, la rilevazione dei limiti del campo visivo può essere eseguita con il perimetro di Goldmann utilizzando una mira III/4 o con il Test di Esterman del perimetro Humphrey o equivalenti.

Per la rilevazione dei difetti centrali è consigliabile l’esecuzione di una perimetria computerizzata monoculare.

 

Per concludere, la vista è a mio avviso il nostro bene più prezioso, la utilizziamo tutto il giorno, per vedere al computer, per spostarci, leggere, guidare.

È necessario conservarla al meglio effettuando dei “tagliandi “dallo specialista oculista per correggere quando necessario con occhiali o terapie gli scompensi che si possono creare, escludere possibili patologie complesse, che in alta percentuale, possono presentarsi e diventare un problema molto più grande.

La tecnologia, la diagnostica, gli occhiali, le lenti a contatto, la chirurgia hanno raggiunto oggi livelli incredibili, tanto da permettere delle ottime e costanti performance dei nostri occhi con una qualità della visione tale, da permetterci di vivere bene fino a tarda età.

 

 

Prof. Savino D’AMELIO

Già Direttore Dipartimento Malattie Oculistiche e

Primario Oculistica A ex Ospedale Oftalmico di Torino

Past President S.I.O.P. (Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica)

 

10129 TORINO- Via C. Colombo, 33 Tel. 011 599553

10095 Grugliasco (TO) Viale Gramsci, 108 Tel. 011 7802016

https//www.oculistadameliotorino.it/

savino.damelio@gmail .com

 

Data di pubblicazione: 25-09-2020

Rinnovo della CQC: cosa bisogna fare, quanto dura il corso?

Cos'è la CQC

La CCQ,   è la carta di qualificazione del conducente, un certificato di guida professionale che integra la patente di guida ed è obbligatoria per svolgere l’attività professionale legata all’autotrasporto.

E' obbligatorio avere la CQC quando si debbono guidare veicoli per:

- trasporto merci (CQC merci destinata ai veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate),

-trasporto di persone (CQC persone destinata ai veicoli che possono trasportare più di 9 passeggeri e per i mezzi di trasporto pubblici di linea)

Vediamo ogni quanto tempo è necessario rinnovare la QCQ, i costi e i documenti necessari per il rinnovo.

 

CQC: quanto dura e quando scade
 

La CQC vale 5 anni che decorrono dalla data di rilascio

Per rinnovarla è consentito iniziare a frequentare il corso per il rinnovo della CQC fino a 18 mesi prima della scadenza.

Se però il corso per il rinnovo termina quando la CQC è già scaduta, la successiva data di scadenza verrà stabilita in funzione della data di rilascio dell’attestato di frequenza.

A differenza del CAP (certificato di abilitazione professionale) la carta di qualificazione del conducente può avere scadenza diversa dalla data di scadenza della patente di guida.

Per rinnovare la CQC già scaduta è sufficiente frequentare il corso di 35 ore, a meno che non sia scaduta da due anni: in questo caso è necessario frequentare il corso di formazione (130 ore di teoria e 10 ore di guida) e sostenere nuovamente i due esami previsti per il conseguimento della CQC (come se si prendesse per la prima volta)


Età massima per il rinnovo

La CQC persone non può essere rinnovata a chi ha oltre i 68 anni di età.

Questo perchè la CQC persone è legata alla patente D,la quale non è rinnovabile oltre i 68 anni. La CQC merci, invece, ammesso che ci siano i requisiti, può essere rinnovata anche agli over 80enni .

 

 

Come si rinnova la CQC

Per rinnovare la CQC è necessario frequentare un corso della durata di 35 ore. Al termine del corso viene rilasciato un attestato di frequenza ma NON è necessario sostenere esami.

La frequenza al corso è obbligatoria e sono ammesse al massimo di 3 ore di assenza.

 

Quali documenti sono necessari per rinnovare la CQC

I documenti necessari al rinnovo della CQC sono:
 

  • Domanda redatta su modello TT746C, compilato e firmato
  • Attestazione del versamento sul c/c n° 9001 di 10,20€ Attestazione del versamento sul c/c n° 4028 di 32,00€
  • Foto tessera a capo scoperto su sfondo chiaro con indicazione sul retro della foto cognome e nome del titolare
  • Fotocopia integrale della CQC + originale in visione
  • Fotocopia del codice fiscale

 

I bollettini postali si possono prendere presso gli Uffici provinciali della Motorizzazione oppure negli Uffici Postali.

Tuttavia è possibile anche effettuare il pagamento on line attraverso il portaledell'automobilista

Data di pubblicazione: 05-09-2020

Ritiro patente: quali sono i casi in cui può essere ritirata

Quando ci si mette alla guida è necessario rispettare tutte le norme di buon senso e le regole imposte dal codice della strada.

 

Commettere delle infrazioni infatti, oltre a poter essere pericolo per la sicurezza della circolazione, può comportare sanzioni pecuniarie e alcune sanzioni accessorie che riguardano la patente di guida.

 

Le sanzioni accessorie che spesso vengono confuse, variano in funzione dell'infrazione commessa e  sono:

 

  • ritiro della patente
  • sospensione della patente
  • revisione della patente
  • revoca della patente

 

Ritiro della patente
 

Viene eseguito da chi accerta l'infrazione (quindi dagli organi di Polizia) quando:
 

  1. si guida sotto l'effetto di alcol o comunque con un tasso alcolemico nel sangue superiore ai valori consentiti (art. 186 e 186 bis del codice della strada)
     
  2. si guida utilizzando il cellulare o smartphone o altri dispositivi elettronici
     
  3. si guida con patente scaduta
     
  4. si superano i limiti massimi di velocità

     

1. Ritiro patente per guida in stato di ebrezza
 

Il conducente è considerato in stato di ebrezza quando il tasso alcolemico (la quantità di alcol espressa in grammi presente in ogni litro di sange) è superiore a 0,5 g/l (grammi di alcol /litri di sangue)
Questo tasso viene verificato dagli organi di Polizia attraverso l'alcol test, uno strumento omologato in cui è necessario soffiare per vedere apparire immediatamente sul display il valore del tasso alcolemico

 


Cosa succede se ci si rifiuta di sottoporsi ad alcol test?
 

Il Codice della strada prevede, per chi si rifiuta di sottoporsi al test dell’alcol, le stesse sanzioni della guida in stato di ebbrezza per lo scaglione massimo, quello cioè oltre 1,5 g/l. Quindi, chi non vuole sottoporsi all’etilometro o alle analisi del sangue in ospedale, o non intende seguire la polizia al comando incorre:
 

  • in un'ammenda che va da un minimo di 1.500 a un massimo di 6.000 euro;
  • all’arresto per un periodo che va da sei mesi a un anno;
  • nella sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a due anni, con l’obbligo di sottoporsi a visita medica;
  • la decurtazione di 10 punti dalla patente;
  • la confisca del veicolo, a meno che non sia di proprietà di un terzo;
  • la revoca della patente di guida in caso di recidiva.

 

https://i1.wp.com/storage.googleapis.com/stateless-blogautomobile-media/2018/04/93526a49-quando-si-rischia-il-ritiro-della-patente-e-come-fare-a-riaverla..jpg?resize=525%2C361&ssl=1

 

 

Tasso alcolemico e sanzioni

 

Sono previste 3 livelli di superamento dei limiti
 

  1. tasso compreso tra 0,5 e 0,8 g/l
  2. tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 g/l
  3. tasso alcolemico superiore a 1,5
     

1) Se il tasso alcolemico ha un valore compreso tra 0,5 e 0,8 g/litro è prevista una sanzione amministrativa che va da 532€  a 2.127€

In questo caso è prevista anche una sanzione accessoria: la patente viene infatti sospesa per un periodo che va da 3 a 6 mesi;
 

2) Se il tasso alcolemico ha un valore compreso tra 0,8 e 1,5 g/litro la violazione diventa un reato perseguibile penalmente; si rischia l’arresto fino a un massimo di 6 mesi
 

La sanzione va da 800€  a 3.200€, ed è prevista la sanzione accessoria della sospensione della patente da 6 mesi a un anno;
 

3)  Se l tasso alcolemico è superiore a 1,5 g/l  è previsto:
 

  • una sanzione amministrativa che va da 1.500€  a 6.000€
  • l’arresto da 6 mesi a un anno
  •  sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a due anni.
  • la confisca dell’auto (significa che il veicolo diventa di proprietà dello Stato). Se, però, l’auto è intestata a un’altra persona, non è possibile procedere con la confisca, ma in questo caso la sospensione della patente va da 2 a 4 anni.

 

Se l'infrazione viene commessa 2 volte in un periodo di due anni (recidiva), la patente viene revocata.

 

Restituzione della patente dopo la sospensione per guida stato di ebbrezza

 

Terminato il periodo di sospensione previsto, per tornare in possesso della propria patente è necessario ottenere un certificato di idoneità rilasciato dalla Commissione medica locale.

L'accertamento sanitario, svolto da una commissione medica presso la ASL consiste in una valutazione anamnestica e nell'esibire recenti esami clinici (anamnestico del proprio curante, eventuale relazione del SerD o del NOA) e laboratoristici che indicano le attitudini al consumo recente e pregresso di alcol (etilglucuronide su matrice pilifera, CDT%, emocromocitometrico con formula, AST, ALT, gamma GT, elettroforesi sieroproteica). La CML deciderà il periodo di idoneità alla guida potendo calendarizzare a discrezione le opportune revisioni. Avverso la decisione della commissione è possibile fare ricorso al gabinetto medico di RFI.

 

2. Ritiro patente per guida con cellulare, smartphone o dispositivi elettronici
 

Quando si guida un veicolo, è necessario prestare la massima attenzione a tutto quello che ci circonda, alle norme stradali, ai limiti, ai segnali stradali.

Questa attenzione viene sensibilmente ridotta dall'uso del telefono cellulare o smartphone, non solo perchè ci obbliga spesso a distogliere lo sguardo dalla strada ma anche perchè impegnati in una conversazione o a pensare ad una mail, è evidente che la nostra attenzione è rivolta ad altro.

 

Il codice della strada prevede delle sanzioni pesanti per chi è sorpreso alla guida utilizzando il telefono cellulare, smartphone o tablet.
 

L'articolo 173 infatti prevede una sanzione amministrativa che va da 161€ a 647€ per chi viene sorpreso a guidare mentre telefona o invia messaggi o comunque consulta il telefono o lo smartphone o tablet.

Se però l'infrazione viene ripetuta 2 volte in due anni (recidiva) è prevista la sospensione della patente che va da 1 a 3 mesi

 

 

3. Ritiro patente per guida con patente scaduta
 

La  patente può essere ritirata perchè si guida con patente scaduta.

Ma quando scade la patente?

La patente deve essere rinnovata:
 

  • ogni 10 anni sino al compimento dei 50 anni di età
  •  ogni 5 anni per i titolari di patente  di età compresa tra 50 e 70 anni
  •  ogni 3 anni per gli automobilisti tra 70 e 80 anni di età
  •  ogni 2 anni per gli ultraottantenni

 

La  patente può avere una durata diversa quando la Commissione medica (per alcune patologie), ritiene di condizionarne la validità ad accertamenti sanitari che debbano avvenire con tempistiche differenti.
 

In ogni caso, è bene accertarsi della scadenza della propria patente verificandone la data al punto 4b
 

Guidare con la patente scaduta comporta una sanzione amministrativa che va da 160€  a 644€, più la sanzione accessoria del ritiro della patente scaduta.
 

4. Ritiro patente per superamento dei limiti di velocità
 

Un'altra causa di ritiro della patente è il superamento dei limiti di velocità. Questo avviene in due casi:
 

  • quando si è superato il limite di velocità con un eccesso compreso tra i 40 e i 60 km/h (l'infrazione prevede anche una multa che va dai 527€ e 2.108€ , la decurtazione di 6 punti e la sospensione della patente per un periodo che va da uno a tre mesi ma che possono diventare da otto a diciotto in caso di recidiva in un biennio;
     
  • quando si è superato il limite di velocità con un eccesso di oltre 60 km/h
    In questo caso la sanzione amministrativa  varia da un minimo di 821€ ad un massimo di 3.287€, la decurtazione di 10 punti e la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo che va da sei mesi a un anno. In caso di recidiva in un biennio è prevista la revoca della patente.

 

 

Data di pubblicazione: 10-08-2020

Nuove scadenze delle patenti

(1) Le patenti che scadono nel periodo compreso tra il 01/02/2020 e 31/08/2020 consentono di guidare con patente scaduta, per i sette mesi successivi la data di scadenza indicata sulla patente, nel territorio dell'intera Unione Europea.

Per la circolazione in Italia, resta ferma invece la scadenza prorogata fino al 31/12/2020

 

Le scadenze delle patenti sono state prorogate a causa del Covid 19.

Riportiamo lo schema chiaro e puntuale che ha fornito il Ministero dei trasporti.

 

Data di pubblicazione: 04-08-2020

Come si rinnova la patente? Le 3 cose che devi sapere

Molti sono alla prima scadenza, altri l'hanno già rinnovata, ma tutti si chiedono: cosa devo fare per rinnovare la patente?

Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.

La patente si rinnova attraverso un accertamento medico-sanitario che deve essere fatto da un medico accertatore, inserito in un apposito elenco stilato dal Ministero dei trasporti.

I medici accertatori sono medici della Polizia di Stato, Carabinieri, Militari, Ferrovie dello Stato, Vigili del fuoco, Guardia di Finanza ed ASL.


Quando ci si reca dal medico per fare la visita, il medico , accerta l'idoneità alla guida (verifica l'assenza di patologie, controlla, la vista, l'udito, i riflessi) poi inserisce i dati nel portale dell'automobilista.


Per fare l'inserimento il medico deve verificare (ed inserirne gli estremi di pagamento) il pagamento di 2 bollettini postali:


-€ 10,20 per diritti della Motorizzazione pagati su c/c 9001

-€ 16 marca da bollo pagata su c/c 4028


Quindi inserisce la scansione di una foto tessera e la scansione della firma, entrambi in formato digitale jpg (saranno riportati sulla nuova patente di guida)

Terminato l'inserimento il medico può stampare il foglio provvisorio di guida che consente all'utente di guidare in attesa della nuova patente di guida.


Questa autorizzazione consente di guidare su tutto il territorio Nazionale ma non consente di guidare all'estero.

In ogni caso, se non ci sono disguidi dovuti alla mancata consegna o qualche altro problema, la nuova patente di guida viene recapitata all'indirizzo che il titolare di patente desidera, entro pochi giorni lavorativi successivi la visita.

 

La spedizione della nuova patente viene fatta con lettera assicurata (il costo è di €6,86 ed è a carico del destinatario) dalla Motorizzazione.

 

Il medico, terminato l'accertament sanitario e stampato il docmento provvisorio di circolazione, non ha più nessuna possibilità di intervento.

Data di pubblicazione: 18-03-2020

Proroga della scadenza patente, revisione auto, permessi provvisori di guida: tutti i rinvii


Cosa stabilisce con esattezza il D.L 17 Marzo 2020 N.18 

 

Patenti di guida
 

  1. patenti di guida in scadenza da1 31 gennaio 2020: essendo anche documenti di riconoscimento, ai sensi dell’art 35, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sono prorogate di validita (ex art. 104 del d.1. 18/2020), fino al 31 agosto 2020;
  2. carte di qualificazioni del conducente, e i certificati di formazione professionale per il trasporto di merci pericolose, aventi scadenza da1 23 febbraio al 29 giugno 2020, sono prorogati di validitâ (ai sensi del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, in corso di pubblicazione, e de11’art. 103, comma 3, del d.1. 18/2020) fino al 30 giugno 2020;
  3. certificati di abilitazione professionale, in scadenza di validita da1 31 gennaio al 15 aprile 2020, conservano la loro validita fino al 15 giugno 2020 (ex art. 103, comma 2, del d.1.18/2020).
     

La proroga prevlsta dall’art. 103, comma 2, del d.l. 18/2020, lino al 15 giugno 2020, si estende anche ai permessi provvisori di guida, rilasciati ai sensi de1l’art. 59 della legge 29 giugno 2010, n. 120, ai titolari di patente di guida che devono sottoporsi ad accertamento sanitario presso ie commissioni medlche locali, nonché agli attestati rilasclati ai sensi:dell’art. 115, comma 2, lettera a), ai conducenti che hanno compluto sessantacinque anni, per guidare autotreni, ed autoartlcolati la cui massa complessiva a pieno carico sia superiore a 20 t; del1’art. 115, comma 2, lettera b), ai conducenti che hanno compiuto sessanta anni, per guidare autobus, autocarri, autotreni autoarticolati, autosnodati, adibiti al trasporto di persone.

 

Revisoni e collaudi

Per tutti i veicoli le operazioni di visita e prova (artt. 75 e 78 cds) e di revisione (art. 80 cds) da effettuarsi entro il 31 luglio 2020 possono essere fatte entro il 31 ottobre 2020.
Quindi le revisioni di marzo, aprile, maggio, giugno e luglio 2020 si potranno effettuare a partire dal mese di agosto ma comunque entro il mese di ottobre 2020

 

Data di pubblicazione: 14-03-2020

Covid-19 e rinnovo della patente: facciamo il punto



Molti cittadini si chiedono perchè, al fine di bloccare tutti gli spostamenti ed i contatti con altre persone (misure indispensabili per contenere il contagio da Coronavirus)  non si sia ancora provveduto a "congelare" la scadenza delle patenti di guida.

Perchè, è bene ricordarlo, guidare con patente scaduta, pur non essendo un reato punibile pensalmente, implica comunque due sanzioni: una pecuniaria (una multa che va da 160 a 644€ ed una accessoria che prevede il ritiro della patente da parte delle forze dell'ordine (in questo caso il conducente ha 10 giorni di tempo per effettuare la visita medica e portare il relativo certificato al Comando di Polizia che ha trattenuto il documento che provvederà alla consegna del documento di guida).

 

Il problema è maggiore se, mentre la patente è scaduta, si causa un incidente: in questo caso, se non è stato opportunamente previsto nella polizza, la Compagnia di assicurazioni, potrebbe non pagare il danno  (in realtà lo paga ma esercita il diritto di rivalsa, cioè lo fa pagare al conducente che aveva torto).

Il tutto anche se la patente è scaduta da un solo giorno!!

 

Cosa ha previsto il Governo per evitare queste conseguenze?
In seguito ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 8 e 9 Marzo 2020, sono stati bloccati tutti gli esami necessari al conseguimento della patente (sia quelli di teoria che di guida). Poi, in data 11 Marzo 2020, il Ministro dei Trasporti ha firmato un decreto con il quale è stata automaticamente prorogata al 30 giugno la validità delle patenti professionali, le Carte di qualificazione del conducente e i Certificati di formazione professionale per il trasporto di merci pericolose, in scadenza nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 29 giugno.

Un secondo decreto, firmato sempre dell’11 marzo, ha automaticamente prorogato al 30 giugno la validità dei permessi provvisori di guida rilasciati a chi deve sottoporsi a visita presso la commissione medica locale nel caso in cui la commissione non si possa riunire

 

Adesso siamo in attesa, che il Ministro intervenga anche sulla scadenza delle patenti e sulla scadenza delle Revisioni. E' stata infatti depositata una richiesta in tal senso da un'associazione di medici (medicina Legale). La Direzione Generale della Motorizzazione avrebbe predisposto la proroga al 30 Giugno 2020 di tutte le patenti in scadenza tra il 23 Febbraio ed il 29 Giugno 2020. Ma siamo in attesa della firma del Decreto, di cui vi daremo immediata comunicazione.

Data di pubblicazione: 21-02-2020

Documento unico di circolazione: cos'è,come funziona e quanto costa

Dopo l’arrivo del nuovo Codice della Strada 2020 con le relative novità, entra in vigore anche il Documento Unico di circolazione. Ecco cosa prevede l’attuazione della disciplina del decreto legislativo del 2017 n.98 che istituisce il DU.

 

 

COS’È

Il Documento Unico di circolazione raggruppa sotto un solo attestato digitale la carta di circolazione e il certificato di proprietà dell’auto. In pratica le informazioni provenienti della Motorizzazione Civile (libretto) e del Pra (certificato di proprietà) saranno riportate su un unico documento rilasciato dal Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti.

Si potranno effettuare operazioni di:

  • immatricolazione
  • trasferimento di proprietà
  • minivoltura
  • cessazione di circolazione per demolizione
  • cessazione di circolazione per esportazione all’estero
  • reimmatricolazione
  • ulteriori aggiornamenti relativi al veicolo

Al momento queste disposizioni non si potranno applicare a:

  • operazioni di passaggio di proprietà di veicoli per cui sono richiesti requisiti o titoli autorizzativi al servizio di trasporto;
  • immatricolazione e passaggio di proprietà di veicoli oggetto di contratto di locazione finanziaria, di usufrutto o di patto di riservato dominio;
  • operazioni che presuppongono adempimenti cumulativi o consecutivi.

Non saranno più emessi il Certificato di proprietà nativo digitale (CDPD) e il certificato di radiazione del veicolo.

 

 

LE DATE DA RICORDARE

Il DU era previsto che entrasse in vigore già nel 2018, poi varie difficoltà burocratiche ne hanno spostato la partenza al 6 aprile 2020, ma gradualmente.

Da questa data sarà possibile effettuare:

  • minivoltura
  • cessazione di circolazione per demolizione
  • cessazione di circolazione per definitiva esportazione all’estero

Dal 4 maggio 2020, in maniera facoltativa, si potrà utilizzare per le operazioni di:

  • immatricolazione, comprese quelle di veicoli importati dall’Unione Europea
  • trasferimento di proprietà, compreso quello a favore di eredi
  • reimmatricolazione per furto, smarrimento, deterioramento o distruzione della targa

Sono previste fasi di verifica delle funzionalità e della graduale messa in esercizio non oltre il 31 ottobre 2020.

Al momento l’obiettivo è quello di portarlo pienamente a regime entro la fine dell’anno.

 

 

DOVE ANDARE

Le procedute telematiche per richiedere il DU, e per le successive variazioni ad esso, sono consentite esclusivamente agli Sportelli Telematici dell’Automobilista attivi presso gli uffici della Motorizzazione Civile, gli uffici del Pra, le agenzie di pratiche auto e le delegazioni dell’Aci.

 

 

COSA CAMBIA PER GLI AUTOMOBILISTI

In primo luogo ci sarà meno carta da tenere nella vettura perché il DU è digitalizzato, con una maggiore semplificazione perché a rilasciarlo sarà un unico ente.

Si eviteranno smarrimenti con conseguenti denunce e richieste di duplicati.

Non meno importante, diminuiscono i costi a carico dell’automobilista. Ad esempio, per immatricolazione e passaggio di proprietà saranno eliminate due marche da bollo (32 euro al posto di 64) e la tariffa Aci passa da 27 a 20 euro.

Data di pubblicazione: 06-11-2019

Data di scadenza della patente: i chiarimenti del Ministero dei trasporti

Il Ministero dei Trasporti ha definito i criteri per calcolare, la nuova data di scadenza di validità della patente quando la visita per il rinnovo viene fatta dopo la scadenza riportata sul documento. 
 

(CIRCOLARE n.33471 del 29 Ottobre 2019)

 

 

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE - DIREZIONE GENERALE PER LA MOTORIZZAZIONE - DIVISIONE 5

 

 

Prot. 33471

Roma, 29 ottobre 2019

 

 

Oggetto: Scadenza di validità della patente di guida.

 

 

L'Art. 7 del Decreto Legge n.5 del 9 Febbraio 2012 prevede espressamente che la patente di guida, assieme ad altri documenti di identità e di riconoscimento di cui all'art. 1, comma 1, lettera c), d) ed e) del decreto del Presidente della Repubblica 28.12.2000, n 445, è rilasciata o rinnovata: "Con validità fino al giorno e mese di nascita del titolare, immediatamente successivi alla scadenza che sarebbe altrimenti prevista per il documento medesimo”.


Con la Circolare n. 7 del 20 Luglio 2012, il Ministro della Pubblica Amministrazione ha chiarito che il citato, Art. 7, d.l. 5/2012 non deroga all'arco temporale di naturale scadenza del documento di riconoscimento o di identità (e dei documenti a questi equiparati) se non in occasione del primo rilascio o rinnovo, in relazione al quale, all'ordinario termine di scadenza, si aggiungono i giorni che residuano alla data di compleanno del titolare del documento.


Ove poi il titolare del documento di identità ne chieda il rinnovo (ulteriore al primo) dopo la data di scadenza coincidente con il giorno del compleanno, la nuova scadenza coinciderà sempre con la data del compleanno, ma sottraendo al periodo naturale di scadenza i giorni che sono stati fatti inutilmente trascorrere prima di richiedere il rinnovo.


Tanto premesso, si è posta la necessità di definire specifici criteri per calcolare, secondo le norme vigenti, la nuova data di scadenza di validità della patente nel caso in cui il suo titolare proceda al rinnovo di validità successivamente alla scadenza di detto documento.

La questione ha particolare rilevanza nel caso in cui debba procedersi al rinnovo di validità di patenti intestate a conducenti ultrasettantenni o ultraottantenni che, come è noto, possono essere rinnovate per un periodo massimo, rispettivamente, a 3 o 2 anni.


Di conseguenza, resta fermo che, nel caso di patente già scaduta di validità, la nuova data di scadenza decorre dalla data della visita medica e fino alla data del compleanno antecedente al periodo previsto dall'art. 126 del codice della strada.

 

Si ricorda che l'allineamento della validità della patente di guida alla data del compleanno del titolare è prevista in occasione solo del conseguimento o del primo rinnovo di una patente di guida di categoria AM, A1, A2, A, B1, B e BE che fanno “scadenza ordinaria”.

 

Restano escluse dall'ambito di applicazione della citata norma le patenti di guida di categoria C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE, le CQC e le patenti per le quali, ancorché ricomprese nelle categorie da AM a BE, l'accertamento dei requisiti dell'idoneità psicofisica alla guida sia, a qualunque titolo, demandato alla competenza di una commissione medica locale nonché, infine, quelle per le quali, per lo stesso accertamento, debba procedersi ai sensi dell'Art. 119, comma 2-bis, del nuovo Codice della Strada.

 

 

Data di pubblicazione: 27-09-2019

Diabete: si può rinnovare la patente?

DIABETE MELLITO E RINNOVO DELLA PATENTE
 

Il mondo sta assistendo una crescita esponenziale di casi di diabete mellito. Infatti, secondo la Federazione Nazionale del Diabete (IDF) e Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sono circa 420 i milioni di cittadini affetti da questa patologia che, dato i numeri elevati può essere definita come una “patologia sociale”. Stando alle stime, i casi sono destinati ad aumentare nel prossimo ventennio fino a giungere ai 640 milioni. I dati sono così allarmanti da portare l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) a dichiarare lo stato di emergenza sanitaria.

In Italia i dati non sono meno preoccupanti. Conformemente a quanto afferma l’Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO), il diabete è stato diagnosticato a circa 3,5 milioni di persone (corrispondente al 6,2% della popolazione italiana) e anche in questo caso è previsto un aumento di casi a 5 milioni entro il 2030.

 

Cos’è realmente il diabete mellito? L’abbiamo chiesto al Dott. Giuseppe Altamore - diabetologo e primario in medicina interna.

 “Il diabete mellito è una malattia caratterizzata da poliuria (aumento delle emissioni di urine), da polidipsia (aumento della sete), iperglicemia e glicosuria (presenza di glucosio nelle urine).”

Esso viene generalmente distinto in due forme:

  • diabete di tipo 1, che compare generalmente nei giovani di magra corporatura, corrisponde a circa l’8% dei casi. Questa forma di diabete è di origine autoimmune (il pancreas, che produce insulina, viene distrutto dagli anticorpi). La patologia viene spesso associata all’esordio a chetonuria (alito acetonico) e a elevatissimi livelli di glicemia. La malattia richiede sin da subito una terapia insulinica e, nei casi più gravi, il diabete può esordire con uno stato comatoso.

 

  • diabete di tipo 2, che compare generalmente nelle persone anziane (in genere, in età superiore a 40 anni) con problemi di sovrappeso o obesità, corrisponde a circa il 90% dei casi. Questa seconda forma di diabete è dovuta ad una insulino-resistenza (l’incapacità delle cellule dell’organismo di “rispondere” all’ormone dell’insulina e la minore capacità di assorbire il glucosio, con il conseguente aumento della glicemia) ed è generalmente dovuta ad una predisposizione ereditaria. Come ci ricorda il Dott. Altamore, in genere, almeno all’esordio, l’iperglicemia non è particolarmente elevata ed è controllabile per anni tramite uno stile di vita più sano (diete, e maggiore attività fisica) supportata, eventualmente, dal trattamento di antidiabetici orali. L’impiego di insulina, invece, si rende necessario in relazione al quadro metabolico e dopo un certo numero di anni della malattia.

Oggi si sta assistendo ad un maggiore aumento del numero di casi del diabete di tipo due, dovuto soprattutto all’obesità e al più frequente stile di vita sedentario.

 

                                  

Qual è la diagnosi e a quali visite mediche bisogna sottoporsi?

I valori di glicemia superiori a 126 MG/DL a digiuno la mattina, un’emoglobina glicosilata maggiori di 6.5 e, successivamente, dopo un carico orale di glucosio di 75gm, una glicemia superiore di 200MG/DL sono valori che permettono una diagnosi di diabete mellito.

Dato che questa malattia provoca delle complicanze che possono interessare il comparto sia micro che macro vascolare, le persone affette da diabete devono effettuare periodicamente non solo gli esami chimico-clinici di routine, ma anche esami finalizzati ad escludere danni al cuore, ai reni, agli occhi, al comparto vascolare e al sistema neurologico e, come consiglia il Dott. G. Altamore, annualmente il soggetto diabetico (soprattutto se affetto da diabete di tipo 2) deve effettuare un elettrocardiogramma e una visita cardiologica, un doppler dei vasi epiaortici, dell’aorta addominale e dei vasi degli arti inferiori. Non devono mancare esame del fondo dell’occhio ed esame clinico (volto a valutare la capacità neurologica sensitiva e motoria del paziente.), nonché il dosaggio della microalbuminuria.

 

I danni provocati dal diabete mellito sono determinati sia dall’azione (tossica) dell’iperglicemia su tutti gli organi e tessuti sia dal deficit di glucosio intracellulare. Quest’ultimo è la conseguenza dell’elevata presenza di zucchero nel sangue, che non riesce ad entrare nelle cellule e che porta una “carenza di energia” delle cellule.

 

 

RINNOVO DELLA PATENTE DI GUIDA AL SOGGETTO DIABETICO

 

Il diabete rappresenta un problema per il soggetto alla guida?
 

Una persona affetta da diabete, prima di essere valutato da un medico monocratico per l’idoneità di guida, deve recarsi da uno specialista diabetologo per effettuare una valutazione complessiva che attesti:
 

  • Il controllo metabolico, che avviene mediante il dosaggio dell’emoglobina glicosilata, ottenuto con la terapia antidiabetica in atto.
  • Eventuali episodi di ipoglicemie (basso livello di glucosio nel sangue, che può provocare comparsa di sintomi come tremori, convulsioni, fame intensa, convulsioni…) molto pericolosi per il soggetto diabetico e per gli altri se si verificassero alla guida di un’automobile.
  • Eventuali complicanze diabetiche.

 

L’esito della visita e l’età del soggetto diabetico sono fondamentali per la redazione di un certificato, che definirà il rischio complessivo relativo alla guida. Tre sono i casi che potranno scaturire dalla visita:

 

  1. Il rinnovo della patente dal medico monocratico avverrà per un numero di anni equiparabile ai soggetti non diabetici, se il diabetologo attribuirà un rischio per la sicurezza alla guida basso. Tale rischio è basso se il soggetto diabetico presenta:
  • una BUONA capacità a gestire le ipoglicemie;
  • un controllo glicemico ADEGUATO;
  • ASSENZA di complicanze micro e macro vascolari

 

  1. Il rinnovo della patente dal medico monocratico avverrà per un numero di anni indicati dal diabetologo come di seguito:

 

  • RINNOVO LIMITATO A 5 ANNI per soggetto diabetico di età inferiore a 50 anni;
  • RINNOVO LIMITATO A 3 ANNI per soggetto diabetico di età compresa tra 50 e 70 anni;
  • RINNOVO LIMITATO A 1 ANNO per soggetto diabetico maggiore di 70 anni.

 

Questa seconda situazione sarà possibile solo nel caso in cui il diabetologo attribuirà un rischio per la sicurezza alla guida medio. Tale rischio risulta medio se il soggetto diabetico presenta:
 

  • Una BUONA capacità a gestire le ipoglicemie;
  • Un controllo glicemico NON ADEGUATO e/o
  • Complicanze Micro e/o Macroangiopatiche presenti, ma GRADO LIEVE e BEN CONTROLLATE

.

 

  1. Il soggetto diabetico non avrà il rinnovo della patente di guida se il diabetologo attribuirà un rischio per la sicurezza alla guida elevato, a seguito del giudizio del diabetologo in merito a:
  • Incapacità del soggetto diabetico a gestire le ipoglicemie e/o
  • Complicanze micro e/o macro angiopatiche gravi.
     

 

Il soggetto diabetico, tuttavia, potrà essere inviato presso la commissione medica per ulteriori accertamenti.

Data di pubblicazione: 23-09-2019

Rinnovo patente: quando è necessario andare in motorizzazione?

Rinnovo patente: quando bisogna andare in Motorizzazione?

 

Tempo fa, quando si rinnovava la patente, dopo l'accertamento sanitario, bisognava portare la patente in Prefettura, che la teneva fermo diversi giorni prima di restituirla con un timbro che attestava il rinnovo.

Poi è venuto il tempo del "bollino adesivo": dopo l'accertamento sanitario, la Motorizzazione inviava un "bollino" da apporre sulla vecchia patente.

 

Adesso come funziona?

 

Adesso per rinnovare l apatente, è sufficuente recarsi presso lo studio di un medico certificatore (sono i medici abilitati ai sensi dell'Art.119 del C.d.S: medici dell'Esercito, della Polizia di Stato, dei Carbinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Ferrovie dello Stato.

Il medico, accertata l'idoneità, trasmette in via telematica alla Motorizzazione l'esito dell'accertamento sanitario ricevendo in pochissimi istanti l'autorizzazione a stampare il "documento provvisorio di guida".

Questo documento, permette al conducente di guidare anche se la patente fosse scaduta, in attesa che arrivi la nuova patente.

Si perchè ogni volta che viene fatto un rinnovo, adesso viene stampata, dalla Motorizzazione, una nuova patente di guida per evitare falsificazione di documenti e per rispondere alle direttive Comunitarie che vietano di apporre adesivi o scritte di qualsiasi genere (non stampate) sui documenti di guida.

La nuova patente viene spedita dalla Motorizzazione con una lettera assicurata a carico del destinatario all'indirizzo che desidera il conducente (anche se diverso dall'indirizzo di residenza).

Di solito, il tempo di attesa è di 4-5 giorni lavorativi ( a partire dalla data in cui si è fatta la visita medica)

E' bene ricordare che il documento provvisorio di guida, consente di guidare in attesa della patente anche se la patente è scaduta, ma solo in Italia: per guidare all'estero è necessario aver ricevuto la nuova patente. Per questo, in caso di necessità di questo tipo, è necessario sottoporsi all'accertamento sanitario con sufficiente anticipo.

Anche perchè è possibile rinnovare la patente fino a 4 mesi prima della scadenza. E, in ogni caso, la scadenza della nuova patente, coinciderà con la data del compleanno del conducente (e non con quella in cui si è fatta la visita medica come avveniva un tempo).

 

Quando è necessario recarsi in Motorizzazione?

 

Ci sono dei casi in cui la procedura descritta in precedenza, non può essere adottata.

 

Vediamo quando:
 

  • quando è necessario togliere l'obbligo lenti (a seguito di intervento chirurgico) e mancano più di 4 mesi alla scadenza della patente
  • quando bisogna fare variazioni anagrafiche sulla patente >(cambio nome ecc)
  • quando la patente è smarrita, rubata o comunque non è possibile esibirla al medico al momento dell'accertamento sanitario

 

 

In questi casi, il medico rilascerà un certificato medico cartaceo su cui deve essere appost auna marca da bollo di 16 Euro e la foto tessera del conducente.

Poi sarà necessario recarsi presso un ufficio provinciale della Motorizzaione, compilare l'apposito modulo, pagare i versamenti postali previsti e richiedre un duplicato della patente di guida.

L'operazione può essere delegata ad altra persona (munita di delega e copia del documento di identità del delegante)  oppure un autoscuola.

 

Ci sono casi invece in cui non è possibile rinnovare la patente come descritto in precedenza:

 

  • quando la patente è rilasciata da uno Stato estero
     
  • quando la patente è scaduta da oltre 3 anni (in questo caso la Motorizzazione potrebbe richiedere la revisione della patente: in pratica bisognerà rifare gli esami )
Data di pubblicazione: 20-07-2019

Rinnovo della patente: quando scade, dove rinnovare, quanto costa ed altre informazioni utili

Devi rinnovare la patente?
 

Con questo articolo cercheremo di chiarire i tanti dubbi di chi deve rinnovare la patente di guida.

Parleremo di quando scade la patente, della durata delle patenti in funzione delle categorie, cosa occorre per il rinnovo della patente, i costi e le sanzioni in cui si incorre guidando con patente scaduta.

Cercheremo di chiarire anche alcuni aspetti legati alle patologie (patologie visive, diabete, apnee notturne) che possono influire sul rinnovo della patente di guida.
 

Come si rinnova la patente?
 

Rinnovare la patente consiste nel sottoporsi ad accertamento sanitario (fondamentalmente vengono verificate le capacità visive, dell'udito, lo stato di salute generale (assenza di tremore, stati di ansia ecc)
 

Chi rinnova la patente?
 

L'accertamento sanitario viene fatto da medici abilitati ai sensi dell'articolo 119 del codice della strada. Questi medici sono inseriti in un apposito elenco consultabile sul Portale dell'automobilista e sono medici che appartengono:

  • alle forze Armate (medici Militari)
  • alle forze di Polizia (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigile del Fuoco)
  • alle Ferrovie dello Stato
  • alle A.S.L
     

Cosa succede dopo la visita?
 

Al termine dell'accertamento sanitario, il medico, comunica al Ministero dei trasporti, attraverso il Portale dell'automobilista, l'idoneità alla guida del conducente.
Stampa il documento sostitutivo di guida che consente di guidare in attesa che arrivi la nuova patente (con il documento sostitutivo si può guidare anche se la patente è scaduta, su tutto il territorio Nazionale, ma non all'estero.)
La nuova patente di guida viene inviata dalla Motorizzazione (e non dal medico o dall'autoscuola) direttamente all'indirizzo che il titolare di patente avrà indicato al medico come indirizzo di recapito del nuovo documento.
Questo indirizzo può essere diverso dall'indirizzo di residenza.

La nuova patente viene di norma inviata entro 4-5 giorni lavorativi successivi alla visita.
Tuttavia, in caso di ritardo (superati i 15 giorni di attesa)  senza aver ricvuto la nuova patente, si può contattare:

-il numero verde 800979416 di Poste Italiane, che fa riferimento ad un risponditore automatico attivo 24 ore su 24 che fornisce informazioni circa la spedizione;

-il numero verde 800232323 del Ministero dei Trasporti, fruibile dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 14.00 e dalle 14.30 alle 17.30.Risponde un operatore, a cui si può chiedere il numero dell’assicurata con la quale è stata spedita la patente ma anche altre informazioni utili, ad esempio relative al cambio di residenza e il duplicato della patente in caso di furto o smarrimento.

 

 

Cosa succede se non è stato possibile consegnare la patente (ad esempio per assenza di persone a casa)?
 

Nel caso in cui non sia stato possibile consegnare la patente, il documento viene restituito al Ministero dei trasporti che provvede ad annullarla. Sarà quindi necessario contattare il numero verde 800232323 e chiedere la stampa e l’invio di una nuova patente.
 

Vediamo di seguito le casistiche che Poste Italiane ha chiarito in caso di mancata consegna della patente.
 

  • Assenza del destinatario al primo tentativo di consegna della patente. Il postino lascia un avviso e si potrà concordare telefonicamente una nuova data di consegna, entro 10 giorni dalla telefonata.
  • Assenza del destinatario alla data dell’appuntamento concordato per la consegna della patente. Il postino lascia un avviso che comunica che verrà effettuato un ulteriore tentativo tra l’undicesimo e il trentesimo giorno dal primo tentativo.
  • Assenza del destinatario all’ultimo tentativo di recapito a domicilio della patente. Il postino lascia un avviso di giacenza che indica l’ufficio postale presso cui è possibile ritirare la patente, che sarà conservata in detto ufficio per 60 giorni a partire dalla data dell’avviso stesso.
  • Annullamento della patente. Trascorsi i 60 giorni di cui al punto precedente, la patente verrà riconsegnata al Ministero dei Trasporti che procederà ad annullamento e distruzione del documento.

 

Perchè per rinnovare la patente bisogna fare una foto?
 

Quando si fa il rinnovo della patente, viene stampata una nuova patente di guida. Con apposito decreto infatti, per conformarsi alle normative Comunitarie, sono stati aboliti i bollini adesivi e tutte le scritte " a penna" che erano presenti sulle vecchie patenti.

Per questa ragione, quando si rinnova la patente è necessario produrre una foto tessera oppure una foto tipo tessera ma in formato jpg
 

Quando scade la patente?
 

La scadenza della patente è riportata sul documento di guida al punto 4B ed è quella la data a cui bisogna attenersi.

La durata della patente di guida varia in relazione all’età del conducente e alla tipologia di patente che si possiede.

Per fare uno schema semplice possiamo dire che:

 

le Patenti  A e B:
 

· hanno una validità di  10 anni fino ai 50 anni di età del titolare

· hanno una validità di  5 anni per chi ha un'età compresa tra 50 e 70 anni del titolare

· hanno una validità di  3 anni per chi ha superato  i 70 anni

  • hanno una validità di  2 anni per chi ha superato gli 80 anni
     

Patente C

· hanno una validità di  5 anni fino ai 65 anni di età

· hanno una validità di  2 anni dopo i 65 anni
 

Patente D

· hanno una validità di  5 anni fino ai 60 anni di età

· hanno una validità di  1 anno dopo i 60 anni

 

La patente di categoria E ha la stessa validità della patente a cui è associata (BE, CE, etc.)


Quanto tempo prima e dopo della scadenza si può rinnovare la patente?

La patente può essere rinnovata da quando mancano meno di 4 mesi alla scadenza riportata su documento di guida e non oltre i tre anni successivi alla scadenza.

Cosa succede se la patente è scaduta?

 

E' vietato guidare con la patente scaduta (articolo126 del cds). La guida con patente scaduta implica infatti una sanzione amministrativa che va da 155 euro a 624 euro e la sanzione accessoria del ritiro immediato del documento di guida da parte degli organi di Polizia.

Inoltre bisogna prestare attenzione al fatto che in caso di incidente, l'assicurazione potrebbe applicare il diritto di rivalsa: pagare cioè il danno salvo poi rivalersi sul titolare di patente scaduta. Non è prevista decurtazione dei punti

Tuttavia se non ci si mette alla guida la patente può essere rinnovata fino a 3 anni dopo la scadenza

Se però la patente è scaduta da oltre 3 anni la Motorizzazione potrebbe chiedere di sottoporsi ad apposito esame di revisione "(la revisione viene richiesta quando sorgono dubbi sulla persistenza dei requisiti alla guida....)"
Tuttavia il Ministero dei Trasporti, con la circolare n. 705/2009 chiarisce che "passati i tre anni dalla scadenza sarà la Motorizzazione Civile a valutare caso per caso la necessità di procedere con la revisione della patente o meno. Molto dipende anche dagli eventuali chiarimenti portati dall’interessato al rinnovo tardivo della patente"

 

La regola del compleanno
 

L'articolo 7 del decreto legge 9 febbraio 2012.ha stabilito la cosiddetta "regola del compleanno": a partire dal 19 Gennaio 2013 quando si rinnovano lepatenti di Categoria A e B, queste avranno la scadenza che coinciderà con la data del compleanno del titolare della patente.
 

Rinnovo della patente per chi ha compiuto  gli 80 anni
 

Una semplificazione è stata apportata anche per i possessori di patente che abbiano superato gli 80 anni: per questi soggetti infatti la patente viene rinnovata per un massimo di 2 anni senza però sottoporsi alla visita presso la Commissione medica locale: è sufficiente recarsi presso un medico accertatore come per qualsiasi altro rinnovo della patente
 

Non ci sono più i tagliandi adesivi - Per ogni rinnovo patente di guida nuova
 

In passato quando ci sottoponeva al rinnovo della patente veniva inviato un tagliando adesivo da apporre sulla vecchia patente. Questi spesso però diventavano illeggibili e comunque non ritenuti più idonei dalle norme comunitarie. Pertanto è stato introdotto l'automatismo del duplicato: quando la patente viene rinnovata viene contestualmente stampata una nuova patente di guida che la Motorizzazione invierà direttamente presso il domicilio del titolare di patente (o presso un indirizzo da questi indicato). Il costo della spedizione , a carico del destinatario, è di Euro 6,86,  e vanno pagati all'incaricato della consegna.

In attesa della nuova patente, che comunque arriva nel giro di pochi giorni lavorativi, il medico accertatore rilascerà un permesso provvisorio di guida. Il permesso provvisorio è valido solo sul territorio nazionale , pertanto è vietata la guida all'estero senza essere in possesso della patente di guida aggiornata.

L'obbligo del duplicato impone una novità: quando si rinnova la patente bisogna portare con se una foto-tessera che sarà quella presente sulla nuova patente di guida

 

Quanto costa rinnovare la patente?
 

I costi per rinnovare la patente sono i seguenti:

  • costo della visita medica (varia in funzione del medico e dalla città ma di norma va dai 20 ai 50 euro
  • costo diritti della motorizzazione: si pagano su c/c 9001 . 10,70 euro
  • imposta di bollo: si paga su c/c postale 4028 e costa 16 euro
  • costo dell'agenzia: varia dai 30 ai 60 euro
  • costo della spedizione (la lettera assicurata che invia la Motorizzazione è acarico del destinatario). Al momento il costo è di Euro 6,86
     

Cosa serve per rinnovare la patente?
 

Quello che serve per rinnovare la patente è:

  • patente di guida (e documento di identità valido  se la patente fosse già scaduta)
  • codice fiscale
  • 1 foto tessera (fondo chiaro ed inquadratura frontale)
  • bollettino postale pagato su c/c 9001 di euro 10,20
  • bollettino postale pagato su c/c 4028 di euro 16,00
  • visita medica effettuata da un medico accertatore (articolo 119 del cds): medici militari, delle Ferrovie, ASL, Polizia di Stato, Vigili del fuoco
  • Al momento della visita bisognerà firmare in presenza del medico accertatore un'autocertificazione sull'assenza delle varie patologie



Rinnovare la patente Italiana all'Estero
 

La circolare n.30/99 del Ministero dei Trasporti che stabilisce come ci si deve comportare per rinnovare la patente quando si risiede all'estero:

Se il titolare di una patente italiana si stabilisce in uno Stato membro dell’Unione europea, la patente scaduta deve essere rinnovata dagli uffici Consolari Italiani stabiliti in quel Paese. Naturalmente la patente di guida Italiana non deve essere stata revocata a seguito di conversione in Patente estera.

Sul sito del Ministero degli Esteri Italiano è possibile consultare dove si trovano le nostre sedi Diplomatiche all'estero, gli indirizzi ed i recapiti delle ambasciate e  consolati di vostro interesse, ed i relativi siti internet, all'interno dei quali è consultabile la sezione dedicata alla patente di guida e alle modalità di rinnovo.


Rinnovo di patente speciale

 

La patente speciale è la patente rilasciata alle persone diversamente abili e che permette loro di guidare veicoli della categoria A, B,C,D.
Il rinnovo della patente di persone invalide e disabili prevede una visita presso la Commissione Medica Locale.
Ricordiamo che la patente speciale autorizza la guida di veicoli che siano modificati ed adattati alle problematiche anatomiche, funzionali o sensoriali della persona.

I comandi di questi veicoli sono opportunamente adattati in funzione della disabilità del titolare della patente speciale. Questi adattamenti vengono prescritti dalla Commissione medica locale, autorità medica che rilascia il certificato medico necessario al conseguimento o al rinnovo della patente speciale.

La commissione medica locale, al momento dell'accertamento sanitario, può stabilire una durata diversa della validità della patente in funzione delle patologie del titolare. La durata viene indicata sul certificato medico ed indicato quindi sulla nuova patente di guida.
 

Il rinnovo della patente speciale, salvo diversa scadenza stabilita dalla Commissione medica locale, va fatto ogni 5 anni o ad intervalli inferiori se il caso specifico dell’interessato lo richiede.



Cambio di residenza sulla patente

Il cambio di residenza sulla patente viene fatto direttamente dal Comune presso cui ci si reca per comunicare la variazione di residenza. Si compila un modulo che viene poi trasmesso direttamente dal Comune al Ministero dei trasporti il quale provvederà ad aggiornare i propri archivi.

Questo aggiornamento non richiede il rilascio di una nuova patente in quanto l'indirizzo di residenza non è più presente sui documenti di guida.
 

Variazione dei dati sulla patente (cognome, nome ecc)
 

Nel caso che i dati debbano essere "allineati" a quelli in possesso negli archivi della Motorizzazione, il rinnovo della patente non avviene in modo automatizzato: in pratica il medico non comunicherà direttamente alla motorizzazione l'idoneità alla guida ma stamperà un certificato medico con il quale il titolare della patente, dovrà recarsi presso un ufficio Provinciale della Motorizzazione per richiedere un Duplicato patente per "allineamento dati anagrafici"
 

Rinnovo patente per diabetici
 

Il rinnovo della patente di persone diabetiche, richiede, oltre alla documentazione già elencata in precedenza, un certificato di idoneità alla guida rilasciata a seguito di visita diabetologica.
 

Rinnovo patente epilessia
 

Chi soffre di epilessia in fase di rinnovo patente deve presentare un documento di idoneità compilato e sottoscritto da un neurologo di una struttura pubblica. Tutta la documentazione va presentata alla Commissione Medica competente e per ottenere il rinnovo occorre un periodo libero da crisi di almeno un anno.
 

Furto o smarrimento della patente: cosa bisogna fare?
 

“In caso di furto, smarrimento o distruzione della patente di guida o della carta di circolazione, va presentata denuncia entro le 48 ore presso un ufficio di polizia il quale rilascia un’attestazione provvisoria.
Per la patente di guida è necessario portare due fotografie e un documento di identità. Il costo per ottenere il duplicato del documento è di 15,86 euro. Sempre per la patente se entro 45 giorni dalla denuncia il duplicato del documento non è ancora pervenuto si possono chiedere informazioni al numero verde 800-232323 del ministero dei Trasporti.”

 

Dove si può rinnovare la patente?
 

È possibile rinnovare la patente su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla luogo di residenza. Inoltre è possibile farsi recapitare la nuova patente presso qualsiasi indirizzo ma non all'estero.
 

Aspetti medici
 

Conseguimento/Rinnovo Patente e vista

(TAG: visus, acuità visiva, sensibilità al contrasto, sensibilità all’abbagliamento, campo visivo, campo visivo computerizzato, monocolo, visione crepuscolare, daltonico, daltonismo, discromatopsia.)

 

Il codice della strada  riporta i requisiti visivi necessari per  il rilascio ed il rinnovo della patente di guida.

Per le patenti del gruppo I (AM,A, B, BE, BS) possono essere abilitati sia i soggetti  con visione binoculare che monoculare.

I soggetti con visione monoculare devono raggiungere una acuità di almeno 8/10 nell’occhio residuo,  con eventuale correzione ottica. La correzione può essere di qualsiasi valore diottrico.

I soggetti con visione binoculare devono possedere una visione complessiva di almeno 7/10 con non meno di 2/10 con l’occhio peggiore. Nel caso, si possono utilizzare lenti di qualsiasi valore diottrico e non ha importanza la differenza tra le due lenti.

Ma non solo l’acuità visiva è importante.

Altro importantissimo elemento da valutare è l’estensione del campo visivo (campimetria). Pur  con qualche differenza tra visione  monoculare e binoculare, essenzialmente il campo visivo deve essere ampio 120° sul piano orizzontale e non deve a vere difetti in sede centrale. In genere, nei casi necessari,  si effettua un esame specifico come il Campo visivo computerizzato binoculare secondo Esterman.

Ancora si deve valutare  la capacità di distinguere gli oggetti dopo un abbagliamento (velocità di recupero) e in differenti condizioni di contrasto, con dei test specifici.

Non è invece più necessario il controllo della visione dei colori (nessun problema per chi è daltonico o discromatopsico).

Per le patenti del gruppo II (C, D, K, CQC) sono necessari dei requisiti di acuità maggiori.

Occorre sempre  un visus binoculare (il monocolo è ammesso solo in casi eccezionali). Bisogna raggiungere i 12/10 complessivi , con almeno 4/10 al peggiore e non meno di 8/10 al migliore ( Per esempio 7/10 per ciascun occhio non è sufficiente!!).

Il campo visivo deve essere più esteso : 160° sul piano orizzontale.

L’obbligo di uso di lenti è annotato sulla patente con il codice 01

In caso di deficit dei parametri segnalati in precedenza ci si potrà recare presso una Commissione  Medica Locale della ASL che valuterà se con alcune limitazioni di orario o percorsi sia ancora possibile la guida.

 

Rinnovo Patente e udito

(TAG: udito, apparecchi acustici, protesi uditive, patente speciale, sordi, non udenti)

 

Sia per il conseguimento della patente del gruppo I che II è necessario verificare i requisiti uditivi.

Per le patenti del gruppo I è sufficiente un udito non inferiore a metri 2 per ciascun orecchio :normale voce conversata con distinzione delle parole (fonemi).

 Tale requisito può essere raggiunto anche con l’uso di protesi auricolari (apparecchi acustici), il cui uso sarà semplicemente annotato sulla patente con il codice 02.

Qualora non si possegga il requisito uditivo e le protesi non riescano e/o le protesi acustiche no siano efficaci sarà ancora possibile conseguire la patente recandosi presso una Commissione Medica Locale (CML) di alcune ASL per certificare l’idoneità ad una patente “speciale” (AS BS), dove sarà annotato unicamente l’obbligo di guida utilizzando sempre due specchi laterali (ormai tutte le auto e le moto ne sono dotate!)

Per il gruppo II sono necessari almeno 8 metri come somma sinistra + destra con non meno di 2 metri per l’orecchio peggiore.

 E’ possibile raggiungere il requisito con protesi uditive,  però in questo caso  solo recandosi in CML. La patente sarà sempre del tipo”speciale” (CS, DS) e soggetta ad alcune limitazioni.

 I Non Udenti non possono conseguire/rinnovare patenti di guida del gruppo II.

 

Apnee notturne

Le apnee notturne potrebbero ostacolare il rinnovo della patente, perchè si viene considerati “soggetto pericoloso per la sicurezza stradale”.
Il Ministero dei Trasporti infatti chiarisce che:

“La patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave ed incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione non adeguatamente controllate con le cure prescritte”

 

Rinnovo Patente e Diabete Mellito
 

diabete, diabete mellito, insulina, antidiabetici, emoglobina glicosilata, relazione diabetologica, complicanze del diabete

 

Essere affetto da diabete mellito in terapia con insulina o con antidiabetici orali comporta sempre la necessità di esibire al medico certificatore una relazione diabetologica.

 La relazione deve essere redatta da un diabetologo di ente pubblico, non deve essere anteriore a tre mesi dal momento della visita per la patente. La norma detta alcuni punti specifici che il diabetologo deve certificare: in genere vi è un modello, un fac-simile, adottato dai vari centri specialistici apposta per la certificazione “uso patente”.

Per i soggetti che devono conseguire/rinnovare la patente del gruppo I sarà sufficiente esibire la relazione diabetologica . Qualora vi sia un “compenso” buono  o perlomeno ancora  accettabile  (cioè la emoglobina glicosilata sia inferiore a 9%),  in assenza di complicanze, il medico procederà alla certificazione, generalmente con una riduzione del periodo di validità.

Qualora il compenso non sia accettabile o in presenza di complicanze ad esempio per la retina, il cuore, i reni , sarà necessario recarsi presso una CML.

Per i soggetti che devono conseguire/rinnovare la patente del gruppo II è invece sempre obbligatorio recarsi in CML  esibendo la relazione diabetologica specifica.

Data di pubblicazione: 06-12-2018

Patologie visive e idoneità alla guida


Guidare, considerando il traffico, le diverse condizioni meteoreologiche, le condizioni delle strade italiane presuppone delle capacità psicofisiche di ottimo livello al fine di evitare incidenti o complicazioni secondarie.

Per capacità psicofisiche si intendono: un alto livello di attenzione, riflessi pronti, ottima
funzionalità degli arti superiori e inferiori, un’ottima integrità dell’apparato uditivo e visivo,  
una perfetta integrazione delle capacità cognitive e delle funzioni sensoriali.
In particolare queste ultime sono fondamentali per poter ottenere l’idoneità alla guida
da parte dei medici preposti al rilascio o al rinnovo della patente di guida.
La capacità visiva in tutte le età è influenzata da diversi fattori, quali i difetti visivi, la miopia,
l’astigmatismo, l’ipermetropia, la capacità di discriminare i colori, la capacità di adattamento al
buio e all’abbagliamento, la sensibilità al contrasto (percepire la minima differenza tra chiaro e
scuro) e un buon campo visivo (inteso come l’ampiezza visiva massima che l’occhio è in grado di percepire guardando verso l’infinito).

Infatti un soggetto può vedere bene senza necessità di occhiali, ma avere un deficit del senso
luminoso o un difetto campimetrico; un soggetto può portare gli occhiali per correggere un difetto
visivo e avere una ridotta capacità accomodativa per vicino; un soggetto può essere affetto da una o più patologie della vista, o aver subito interventi a carico dell’occhio e avere un deficit visivo magari di cui non ha una esatta percezione.

Il problema principale che si viene costantemente a creare è che in generale la persona non ha un’esatta percezione della sua visione ed una discriminazione della qualità di come vede nella realtà: ad esempio il fatto di indossare un occhiale non rappresenta di per sé un “passaporto” per poter guidare perché magari l’occhiale che indossa non corregge bene il difetto visivo; o magari il paziente presenta una patologia visiva anche solo iniziale, che interferisce in qualche modo sulla qualità della visione globale: diventa pertanto importante approfondire la reale obiettività della vista del soggetto e l’assenza di eventuali patologie.

E’ consigliabile effettuare una visita oculistica ogni due anni fino all’età di 50 anni e una visita ogni anno sopra i 50 anni, al fine di valutare e certificare la quantità e la qualità della visione. La visita oculistica è d’obbligo nei pazienti monocoli funzionali (cioè che vedono con un solo occhio), nei pazienti operati (ad esempio alla retina), nei pazienti affetti da patologie sistemiche (il diabete, disturbi vascolari, pazienti che hanno problemi neurologici, o che assumono particolari medicinali per patologie autoimmuni ) e per i pazienti over 70.

L’aspettativa di vita in Italia è molto aumentata e diventa una necessità quasi primaria poter
guidare anche a 80 anni, viste le ottime performance che si possono ancora avere a questa età, dove la guida è un requisito fondamentale per sentirsi giovani, liberi e indipendenti.
La gestione di patologie oftalmologiche e lo sviluppo delle tecnologie chirurgiche consentono oggi di mantenere un’ottima visione addirittura senza occhiali anche in età avanzata. Pur tuttavia sono aumentate in modo statisticamente significativo le patologie legate all’età (70-90 anni), quali la maculopatia, il glaucoma e la cataratta.

La cataratta colpisce quasi tutti i soggetti over 60 anni, con un’incidenza di complicanze
chirurgiche minimali e con la possibilità di eliminare la correzione di un difetto visivo mediante
l’utilizzo di lentine intraoculari multifocali (il paziente vede bene da lontano, da vicino e a media distanza, che nella guida si traduce poter vedere bene il contachilometri, il cruscotto e i segnali stradali a distanza).

Il glaucoma è una malattia più complicata e insidiosa, di difficile diagnosi, a meno di sottoporsi ad approfondita visita oculistica anche con esami strumentali: tale patologia infatti influenza in modo significativo la percezione dei colori, la sensibilità al contrasto, la capacità di adattamento al buio e all’abbagliamento ed il campo visivo: il soggetto può avere una buona visione per lontano ma un campo visivo alterato.

La maculopatia è la patologia più grave che colpisce un’alta percentuale della popolazione per una manifestazione degenerativa e/o circolatoria della retina: il paziente ne ha percezione, vede distorto e deformato, vede meno, non si sente più sicuro e presenta uno stato di confusione visiva con una ridotta capacità del senso di profondità. Le terapie sono molto avanzata, pur tuttavia una diagnosi precoce con esami specialistici elettrofisiologici mirati, consente una stadiazione ed inquadramento della patologia, un’esatta indicazione al trattamento medico e/o chirurgico con delle aspettative visive specifiche molto buone.

Alcuni esempi pratici:

- Per il rilascio o rinnovo della patente B è necessario possedere 10/10 complessivi con non
meno di 2/10 per l’occhio che vede meno, con o senza correzione;
- Per il rinnovo della patente C,D,E è necessario possedere 14/10 complessivi con non meno
di 5/10 per l’occhio che vede meno, con o senza correzione;
- In caso di soggetti monocoli funzionali, cioè che vedono con un occhio solo, il soggetto
deve possedere almeno 8/10 nell’occhio superstite con la necessità, in caso di rinnovo
patente, di eseguire degli accertamenti elettrofisiologici quali il campo visivo, la sensibilità
al contrasto, la visione crepuscolare e la capacità di adattamento all’abbagliamento.
Naturalmente tutti questi parametri devono essere normali per poter avere l’idoneità alla
guida.
- In caso di pazienti affetti da diplopia (visione doppia) è necessario un ulteriore
approfondimento, la valutazione ortottica, per valutare con lo specialista oculista la
necessità di adoperare soluzioni per eliminare e contenere la diplopia durante la guida,
come un occlusore o lenti prismatiche.
- I pazienti affetti da patologie come la retinopatia diabetica, il glaucoma, traumi cranici
pregressi, disturbi vascolari cerebrali che provocano un restringimento del campo visivo
devono rispettare determinate condizioni al fine di poter guidare (ad esempio non possono
mettersi alla guida dopo il crepuscolo, non possono guidare in autostrada ecc) ed
effettuare la visita di idoneità presso la Commissione Medica Patenti dell’ASL.

Per concludere la vista è a mio avviso il nostro bene più prezioso, visto che la utilizziamo
tutto il giorno, per vedere al computer, per spostarci, leggere, guidare.
E’ necessario conservarla al meglio effettuando dei “tagliandi “ dallo specialista oculista per
correggere quando necessario con occhiali o terapie gli scompensi che si possono creare,
escludere possibili patologie complesse, che in alta percentuale, possono presentarsi e
diventare un problema molto più grande.

La tecnologia, la diagnostica, gli occhiali, le lenti a contatto, la chirurgia hanno raggiunto
oggi livelli incredibili, tanto da permettere delle ottime e costanti performance dei nostri
occhi con una qualità della visione tale, da permetterci di vivere bene fino a tarda età.

Data di pubblicazione: 29-11-2018

Revoca della patente: da quando decorrono i tre anni di attesa?


I provvedimenti adottati nei confronti dell'automobilista sono il ritiro dell patente, la sospensione e la revoca.
 

Quest'ultimo è quello più severo, in quanto è un provvedimento con il quale viene definitivamente tolto il documento di guida.
 

In quali casi?
 

  • quando il conducente non dispone più dei requisiti fisici o psichici necessari
  • quando si commettono gravi infrazioni al codice della strada
     

Mentre nel primo caso però (perdita dei requisiti fisici o psichici) l'atto è definitivo (non si può più conseguire una nuova patente di guida, di nessuna categoria, quando si commettono infrazioni gravi al codice della strada, il conducente può conseguire una nuova patente dopo un certo periodo (due o tre anni a seconda dell'infrazione).

Bisogna infatti aspettare tre anni nei casi di violazione degli articoli 186, 186 bis, 187 ( guida sotto l'effetto di alcol o sostanze stupefacenti), due anni invece per le altre infrazioni.
 

Il problema è: da quando decorrono i tre anni?

L'articolo 219 comma 3-ter stabilisce che : “Quando la revoca della patente di guida è disposta a seguito delle violazioni di cui agli articoli 186, 186-bis e 187, non è possibile conseguire una nuova patente di guida prima di tre anni a decorrere dalla data di accertamento del reato, fatto salvo quanto previsto dai commi 3-bis e 3-ter dell'articolo 222”.
 

La data di accertamento del reato

Il Tribunale di Bologna , con ordinanaza n. 5789 del 18/07/2018, ha stabilito che "la data di accertamento del reatoconincide con la data del provvedimento di sospensione cautelare della patente e non la data del passaggio in giudicato del provvedimento di revoca."

Data di pubblicazione: 07-11-2018

Commissione medica locale: quando è necessario rivolgersi?


CHE COSA È LA COMMISSIONE MEDICA LOCALE?
 

E' un organo sanitario collegiale istituito ai sensi dell’art. 330 del DPR 495/92 e dell’art. 119 c. 4 del C. d. S. per verificare ed accertare l’idoneità alla guida di soggetti che rientrano in particolari tipologie di utenza.

In alcuni casi infatti, la visita necessaria al rinnovo della patente, o la certificazione per il conseguimento, riclassificazione o revisione della patente non può essere fatta da un medico monocratico (un singolo medico certificatore, come avviene nella gran parte dei casi)

 

Chi si deve rivolgere alla  COMMISSIONE MEDICA LOCALE?
 

La Commissione Medica Locale Patenti di Guida deve accertare la presenza o la sussistenza dei requisiti psico-fisici per il rilascio, la riclassificazione o la revisione della patente di guida nei seguenti casi:
 

  • Persone a cui è stata disposta la revisione della patente (guida in stato di ebbrezza, detenzione e uso di sostanze stupefacenti, segnalazioni per invalidità, segnalazioni per verifica della persistenza dei requisiti di idoneità psicofisica per la guida)
  • Persone segnalate dai medici certificatori durante il rinnovo della patente
  • Persone con perdita, limitazioni, difficoltà nel movimento e nel coordinamento degli arti, della colonna vertebrale e del corpo (malattie neurologiche, ossee, muscolari, traumi);
  • Persone con importante riduzione della vista, del campo visivo, malattie progressive dell’occhio, ( glaucoma, maculopatie, lesioni del nervo ottico, danni alla retina, ecc);
  • Persone con riduzione dell’udito;
  • Persone con diabete (patenti C1,C1E,C,CE / D1,D1E,D,DE)
  • Persone con diabete con complicanze d’organo (tutte le patenti);
  • Persone con epilessia, anche pregressa;
  • Persone con malattie psichiche;
  • Persone con trapianto d'organo;
  • Persone in dialisi;
  • Persone con malattie endocrine;
  • Persone con malattie cardiovascolari;
  • Persone con sindrome di apnee notturne;
  • Persone che hanno compiuto 65 anni per le categorie di patente di gruppo C e 60 anni per quelle di gruppo D
     

Devono inoltre rivolgersi alla Commissione medica locale:
 

  • Persone a cui è stata disposta la revisione della patente (guida in stato di ebbrezza, detenzione e uso di sostanze stupefacenti, segnalazioni per invalidità, segnalazioni per verifica della persistenza dei requisiti di idoneità psicofisica per la guida);

 

Chi sono i medici della COMMISSIONE MEDICA LOCALE?
 

LA COMMISSIONE MDEICA LOCALE  è composta da tre medici certificatori, di cui uno Presidente.
 

Il Presidente viene nominato dalla Regione ed è il responsabile del Dipartimento di Medicina Legale della ASL presso cui ha sede la CML. Questi può a sua volta nominare uno o più Vicepresidenti o Presidenti delegati che lo possono sostituire in tutte le sue funzioni, e in aggiunta altri due Membri, appartenenti tutti ad Amministrazioni diverse, tutti in servizio e facenti parte delle figure previste dall’art.119 del Codice della Strada.
 

In alcuni casi la COMMISSIONE MEDICA LOCALE, può essere integrata da uno o più medici specialisti e, nel caso di minorazioni degli arti dovute a varie cause, è completata dalla presenza di un Ingegnere della Motorizzazione Civile competente per territorio, che provvede a stabilire gli opportuni adattamenti da apportare al veicolo.

Data di pubblicazione: 22-03-2018

Le modifiche in tema di requisiti psico-fisici per il conseguimento e la conferma della patente di g

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI DECRETO 26 gennaio 2018

Recepimento della direttiva (UE) 2016/1106 con cui sono state apportate modifiche in materia di requisiti di idoneita' psicofisica per il conseguimento e la conferma di validita' della patente di guida. (18A01825) (GU n.63 del 16-3-2018)

 IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Vista la direttiva 2006/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 dicembre 2016, concernente la patente di guida, recepita con il decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59, e, in particolare, l'Allegato III recante le norme minime concernenti l'idoneita' fisica e mentale per la guida di un veicolo a motore; Vista la direttiva 2016/1106 della commissione del 7 luglio 2016, che modifica il su indicato Allegato III;
Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, recante il nuovo codice della strada, e, in particolare, l'art. 119, concernente i requisiti fisici e psichici per il conseguimento e la conferma di validita' della patente di guida; Visto l'art. 24 del richiamato decreto legislativo n. 59 del 2011, il quale dispone che, salvo che sia diversamente disposto da leggi comunitarie, le direttive che modificano gli allegati al decreto medesimo, necessarie per adeguare il contenuto degli stessi al progresso scientifico e tecnico, sono recepite con decreti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti i Ministri eventualmente interessati;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, recante il regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada, e, in particolare, gli articoli da 319 a 330 in materia di requisiti per il conseguimento e la conferma di validita' delle patenti di guida; Visto il parere favorevole del Ministero della salute del 20 ottobre 2017; Considerata la necessita' di recepire la direttiva (UE) 2016/1106 entro i termini previsti dalla direttiva stessa; Decreta: Art. 1 *** ATTO COMPLETO *** 19/03/18, 13)47 http://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario Pagina 2 di 4 Modifiche all'allegato III del decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59 1. L'Allegato III del decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59, e' modificato conformemente agli Allegati I e II al presente decreto. Il presente decreto e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed entra in vigore il 1° gennaio 2018. Roma, 26 gennaio 2018 Il Ministro: Delrio Registrato alla Corte dei conti il 9 febbraio 2018, reg. n. 1-85 Allegato I Il punto B dell'Allegato III al decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59 e' sostituito dal seguente: «B. Patologie cardiovascolari B.1.

Le patologie cardiovascolari possono provocare una improvvisa menomazione delle funzioni cerebrali costituendo un pericolo per la sicurezza stradale. Tali malattie costituiscono un motivo per istituire restrizioni temporanee o permanenti alla guida. B.2. Per le seguenti patologie cardiovascolari, l'idoneita' al rilascio o alla conferma di validita' della patente di guida e' attestata da uno dei sanitari di cui all'art. 119, comma 2, o dalla commissione medica locale di cui all'art. 119, comma 4, del codice della strada, sulla base di certificazione di un medico specializzato in cardiologia, appartenente ad una struttura pubblica. Se del caso, la commissione medica locale prevede termini di validita' della patente di guida inferiori a quelli ordinari previsti dall'art. 126 del codice della strada: a) bradiaritmie (malattia del nodo del seno e disturbi della conduzione) e tachiaritmie (aritmie sopraventricolari e ventricolari) con anamnesi positiva per sincope o episodi sincopali da patologie aritmiche (si applica ai gruppi 1 e 2); b)

bradiaritmie: malattia del nodo del seno e disturbi della conduzione con blocco atrioventricolare (AV) tipo Mobitz II, blocco AV di terzo grado o blocco di branca alternante (si applica solo al gruppo 2); c) tachiaritmie (aritmie sopraventricolari e ventricolari) con - malattie cardiache strutturali e tachicardia ventricolare sostenuta (TV) (si applica ai gruppi 1 e 2), o - TV polimorfa non sostenuta, tachicardia ventricolare sostenuta o con indicazione all'impiego di defibrillatore (si applica solo al gruppo 2); d) sintomatologia da angina (si applica ai gruppi 1 e 2); e) impianto o sostituzione di pacemaker permanenti (si applica solo al gruppo 2); f) impianto o sostituzione di defibrillatore o shock appropriato o inappropriato da defibrillatore (si applica solo al gruppo 1); g) sincope (perdita transitoria di coscienza e di tono posturale, caratterizzata da insorgenza rapida, breve durata e risoluzione spontanea, dovuta a ipo-perfusione cerebrale globale, di presunta origine riflessa e avente cause sconosciute, senza evidenza di cardiopatie correlate) (si applica ai gruppi 1 e 2); h) sindrome coronarica acuta (si applica ai gruppi 1 e 2); i) angina stabile, in assenza di sintomatologia da attivita' fisica moderata (si applica ai gruppi 1 e 2); j) angioplastica coronarica (PCI) (si applica ai gruppi 1 e 2); k) bypass aorto-coronarico (CABG) (si applica ai gruppi 1 e 2); l) ictus/ attacco ischemico transitorio (TIA) (si applica ai *** ATTO COMPLETO *** 19/03/18, 13)47 http://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario Pagina 3 di 4 gruppi 1 e 2); m) stenosi carotidea severa (si applica solo al gruppo 2); n) diametro aortico massimo superiore a 5,5 cm (si applica solo al gruppo 2); o) insufficienza cardiaca: - classe I, II e III New York Heart Association (NYHA) (si applica solo al gruppo 1), - classe I e II NYHA a condizione che la frazione di eiezione ventricolare sinistra sia almeno del 35% (si applica solo al gruppo 2); p) trapianto di cuore (si applica ai gruppi 1 e 2); q) dispositivo di assistenza cardiaca (si applica solo al gruppo 1); r) chirurgia delle valvole cardiache (si applica ai gruppi 1 e 2); s) ipertensione maligna (aumento della pressione arteriosa sistolica ≥ 180 mmHg o della pressione arteriosa diastolica ≥110 mmHg associato a danni d'organo imminenti o progressivi) (si applica ai gruppi 1 e 2); t) ipertensione di III grado (pressione arteriosa diastolica ≥110 mmHg e/o pressione arteriosa sistolica ≥180 mmHg) (si applica solo al gruppo 2); u) cardiopatia congenita (si applica ai gruppi 1 e 2); v) cardiomiopatia ipertrofica in assenza di sincope (si applica solo al gruppo 1); w) sindrome del QT lungo con sincope, torsione di punta o QTc > 500 ms (si applica solo al gruppo 1). B.3. Per le seguenti patologie cardiovascolari, la patente di guida non deve essere ne' rilasciata ne' rinnovata al candidato o al conducente nei gruppi indicati: a) impianto di un defibrillatore (si applica solo al gruppo 2); b) malattie vascolari periferiche - aneurisma dell'aorta toracica e addominale con diametro aortico massimo tale da esporre la persona a un rischio significativo di rottura improvvisa e quindi a un evento invalidante improvviso (si applica ai gruppi 1 e 2); c) insufficienza cardiaca: - classe IV NYHA (si applica solo al gruppo 1), - classe III e IV NYHA (si applica solo al gruppo 2); d) dispositivi di assistenza cardiaca (si applica solo al gruppo 2); e) valvulopatia con insufficienza aortica, stenosi aortica, insufficienza mitralica o stenosi mitralica se la stima della capacita' funzionale corrisponde alla IV classe NYHA o se si sono verificati episodi sincopali (si applica solo al gruppo 1); f) valvulopatia in III o IV classe NYHA oppure con frazione d'eiezione (FE) al di sotto del 35 %, stenosi mitralica e ipertensione polmonare severa o con stenosi aortica severa o stenosi aortica tale da provocare una sincope; ad eccezione della stenosi aortica severa asintomatica con test di tolleranza dell'attivita' fisica negativo (si applica solo al gruppo 2); g) cardiomiopatie strutturali ed elettriche - cardiomiopatie ipertrofiche con anamnesi positiva per sincope, o in presenza di due o piu' delle seguenti patologie: ventricolo sinistro (LV) con spessore di parete > 3 cm, tachicardia ventricolare non sostenuta, anamnesi familiare positiva per morte improvvisa (in familiari di primo grado), nessun aumento della pressione arteriosa con attivita' fisica (si applica solo al gruppo 2); h) sindrome del QT lungo con sincope, torsione di punta e QTc > 500 ms (si applica solo al gruppo 2); i) sindrome di Brugada con sincope o morte cardiaca improvvisa abortita (si applica ai gruppi 1 e 2). La patente di guida puo' essere rilasciata o rinnovata in casi eccezionali, a condizione che il rilascio/rinnovo sia debitamente giustificato dal parere di un medico specialista e sottoposto a *** ATTO COMPLETO *** 19/03/18, 13)47 http://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario Pagina 4 di 4 valutazione medica periodica che garantisca che la persona e' in grado di guidare il veicolo in modo sicuro tenendo conto degli effetti della patologia. B.4. Altre cardiomiopatie e' necessario valutare il rischio di eventi invalidanti improvvisi per il candidato o il conducente con cardiomiopatie note (ad esempio, cardiomiopatia ventricolare destra aritmogena, cardiomiopatia non compattata, tachicardia ventricolare polimorfa catecolaminergica e sindrome del QT breve) o con cardiomiopatie non ancora note che possono essere scoperte. E' necessaria un'attenta valutazione specialistica. E' necessario tenere conto delle caratteristiche di prognosi della specifica cardiomiopatia. Allegato II Il punto C.1.3 dell'Allegato III al decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59, e' sostituito dal seguente: «C. Diabete mellito C.1 Il candidato o conducente affetto da diabete in trattamento con farmaci che possono provocare ipoglicemia deve dimostrare di comprendere il rischio connesso all'ipoglicemia e di controllare in modo adeguato la sua patologia. C.1.1. La patente di guida non deve essere ne' rilasciata ne' rinnovata al candidato o conducente che non abbia un'adeguata consapevolezza dei rischi connessi all'ipoglicemia. C.1.2. La patente di guida non deve essere ne' rilasciata ne' rinnovata al candidato o al conducente che soffra di ipoglicemia grave e ricorrente, a meno che la richiesta non sia supportata da un parere medico specialistico e valutazioni mediche periodiche. Nel caso di ipoglicemie gravi e ricorrenti durante le ore di veglia la patente di guida non deve essere rilasciata ne' rinnovata prima dei tre mesi successivi all'ultimo episodio. La patente di guida puo' essere rilasciata o rinnovata in casi eccezionali a condizione che il rilascio/rinnovo sia debitamente giustificato dal parere di un medico diabetologo, appartenente ad una struttura pubblica, e sottoposto a valutazione medica periodica che garantisca che la persona e' in grado di guidare il veicolo in modo sicuro tenendo conto degli effetti della patologia.».

Data di pubblicazione: 06-12-2017

Cqc per il trasporto di cose e persone: termini e metodo dei rinnovi

Cqc, ovvero Carta di Qualificazione del Conducente.

La conosce bene chi per lavoro deve trasportare merci o persone: dal 2009 è infatti obbligatoria per i trasportatori professionisti.

Ma chi utilizza mezzi pesanti per lavoro sa bene che conseguirla e soprattutto rinnovarla è un percorso difficile, come è giusto che sia per chi ha un tipo di responsabilità del genere verso gli altri.

Per conseguirla, è necessario seguire un corso di formazione iniziale e poi superare un esame presso le autoscuole autorizzate; per mantenerla invece è obbligatorio un corso di formazione periodica da seguire ogni 5 anni.

Un'attenta pianificazione del rinnovo è fondamentale per chi detiene la Cqc; sono infatti previste regole rigide e particolarmente stringenti, sempre subordinate al corso di formazione e aggiornamento cui si faceva riferimento poc'anzi. I tempi previsti per il rinnovo sono molto ampi: è possibile frequentare il corso di aggiornamento a partire dai tre anni e 6 mesi prima della scadenza della Cqc fino a 2 anni dopo la sua scadenza.

I termini e le regole al riguardo sono definite dalla circolare 7787 del 3/4/2014 del Ministero dei Trasporti. Chi ha a che fare con questo tipo di documento per lavoro non ha vita facile: considerato l'obbligo della formazione continua, chi ha la licenza scaduta non può esercitare la propria professione, trovandosi di fatto nell'impossibilità di lavorare. Per loro è necessario sostenere anche un esame prima di tornare in possesso della licenza. 

 

Una nuova circolare datata ottobre 2017 prevede anche la possibilità di sostenere entrambe le prove per la Cqc per il trasporto di cose e quella per il trasporto di persone allo stesso tempo, in modo da avere una licenza cumulativa e ambivalente per entrambe le categorie di trasporto. Per gli autisti dunque sono due i possibili scenari che si vengono a creare: 

 

1) Rinnovare la Cqc in tempo utile entro due anni dalla scadenza

Nel caso in cui si disponga della Cqc per trasporto di cose o persone sarà necessario frequentare il corso relativo alla categoria corrispondente al termine del quale si otterrà una nuova licenza valida per altri 5 anni. In caso invece si sia in possesso di una licenza cumulativa cose/persone sarà sufficiente frequentare solo uno dei due corsi di aggiornamento cose o persone, ed automaticamente si otterrà un prolungamento valido sia per il trasporto di cose che di persone.

 

2) Rinnovo di una Cqc oltre il limite dei due anni dalla scadenza

In questo caso, se l'autista è in possesso di solo una delle qualifiche cose/persone, dopo il corso corrispondente sarà necessario anche sostenere l'esame relativo per poter ricevere il rinnovo di 5 anni. Per chi invece è stato in possesso della Cqc cumulativa cose/persone si dovrà frequentare uno dei due corsi relativi ma sostenere l'esame su entrambe le categorie, affrontando dunque sia la parte comune dell'esame che quella specialistica, superati i quali verrà rilasciato il rinnovo di 5 anni. 
 

Data di pubblicazione: 23-11-2017

Come rinnovare la patente a Torino?

Per rinnovare la patente a Torino è sufficiente recarsi in uno degli studi presenti sul sito rinnovopatenti.it. Vediamo come.
 

La patente si rinnova attraverso un accertamento medico-sanitario da parte di un medico accertatore, inserito in un apposito elenco stilato dal Ministero dei trasporti e visibile sul Portaledellautomobilista.

I medici ccertificatori sono medici:

  • della Polizia di Stato
  • Carabinieri
  • Militari
  • Ferrovie dello Stato
  • Vigili del fuoco
  • Guardia di Finanza.


Il medico certificatore, accerta l'idoneità alla guida poi:

  1. inserisce i dati del titotalre di patente nel portale dell'automobilista previo verifica del  pagamento di 2 bollettini postali (diritti della Motorizzazione c/c 9001 e marca da bollo c/c 4028), i dati del titolare di patente, nel portale dell'automobilista.
  2. Inserisce una foto tessera e la scansione della firma del cliente,  entrambi  in formato digitale jpg  (saranno riportati sulla nuova patente di guida) 
  3. stampa il foglio provvisorio di guida che consente all'utente di guidare in attesa della nuova patente di guida.


Questa autorizzazione non consente di guidare all'estero.

La nuova patente di guida verrà inviata dalla Motorizzazione al domicilio scelto dall'utente in fase di prenotazione,con apposita lettera assicurata a carico del destinatario.Il costo dell'assicurata al momento è di euro 6,86.
 

Come fare
Seleziona dal menù la Regione quindi la città Torino per verificare dove sono i nostri studi, gli orari di ricevimento dei nostri medici ed il costo del rinnovo ( i costi possono variare in funzione dello studio scelto)

Il prezzo che verrà visualizzato comprende tutti i costi previsiti per il rinnovo della patente:

  • parcella del medico
  • imposta di bollo su c/c 4028 (vengono anticipati dal medico)
  • diritti della motorizzazione su c/c 9001 (vengono anticipati dal medico)
  • diritti di prenotazione di rinnovopatenti.it.

    Sono escluse solo le spese della lettera assicurata che vanno pagati all'incaricato delle Poste al momento della consegna del nuovo documento di guida.

E' un sistema rapido ed economico.

Rinnovopatenti è il primo sito nato in Italia per offrire il servizio di rinnovo patente on line. Ed è raggiungibile anche attraverso il quotidiano La Stampa.

Offre il servizio di rinnovo patente, a Torino, Milano, Bologna, Genova, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Verona.

 

Data di pubblicazione: 17-11-2017

Comprare un’auto ecologica nel 2018: quali incentivi?

E’ un momento di grande fermento nel mondo della “green economy” e della sostenibilità su strada: Lamborghini ha appena annunciato il concept “Terzo Millennio”, il progetto di una supercar con motore elettrico, mentre Piaggio ha presentato al pubblico due nuovi modelli di vespa, anche questi elettrici; la Volkswagen del post-diesel gate, dal canto suo, ha dichiarato di voler investire circa 200 miliardi di Euro sulla produzione di veicoli elettrici.

La decisione della Volkswagen si pone sulla scia dell’obbligo per i produttori di auto stabilito dall’UE: alle casi produttrici si chiede di avere sul mercato, entro il 2030, una flotta di veicoli che emani il 30% di emissioni di CO2 in meno rispetto ai livelli del 2021.

 

Il tema della mobilità sostenibile sembra interessare sempre di più non solo ai parlamentari di Bruxelles e alle grandi case produttrici, attratte dalle occasioni offerte da un mercato in evoluzione, ma anche al cittadino medio, che si trova a dover affrontare quotidianamente il disagio di vivere in grandi città messe in ginocchio dallo smog (basti pensare all’emergenza ambientale avvertita negli ultimi tempi a Torino e Milano).

Non a caso, un recente sondaggio Doxa ci presenta una situazione favorevole ad una svolta “green” nel comportamento d’acquisto degli automobilisti italiani: indicando la motorizzazione della prossima auto che acquisterebbero, molti degli intervistati hanno di molto ridimensionato i propulsori tradizionali (diesel al 24%, benzina 8% e metano 8%) a favore di soluzioni più in linea con le tendenze ecologiche (ibrido 27% ed elettrico 9%). Un altro sondaggio proposto da UNRAE - Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri - parla di flessione negli acquisti, nei primi dieci mesi del 2017 rispetto al 2016, per il diesel e per la benzina in favore di auto a GPL e ibride.

Queste ricerche ci consegnano dunque un quadro incoraggiante, da cui emerge la figura di un automobilista italiano attento alle dinamiche ambientali e propositivo; tuttavia, lo scenario appena presentato si fa meno roseo nel momento in cui si considerano le condizioni attuali d’acquisto di una vettura “green”: in particolare è da segnalare che, al momento, non esistono incentivi statali all’acquisto di vetture ibride o GPL; un’assenza, questa, pesante, che pone un serio freno ad una svolta concreta nelle abitudini d’acquisto e di guida degli italiani, se consideriamo anche la penuria di colonnine di ricarica per le vetture elettriche nei centri urbani e l’assenza di agevolazioni economiche sull'assicurazione auto, sui pedaggi autostradali e sui parcheggi a pagamento.

 

Detto questo, quali possibilità avremmo se decidessimo di acquistare prossimamente un veicolo ecologico, sfruttando eventuali incentivi? Principalmente, ci si presenterebbero tre possibilità: sfruttare il superammortamento auto o l’esenzione dal bollo per le auto elettriche, o, ancora, rivolgerci direttamente alle case produttrici per godere di eventuali agevolazioni da loro offerte.
 

Il Superammortamento auto

Professionisti, aziende e, più in generale, possessori di partita IVA possono acquistare veicoli elettrici, ibridi, GPL o a metano beneficiando delle agevolazioni fiscali previste dal superammortamento. Il superammortamento è’ una misura, introdotta dalla precedente Legge di Stabilità e riconfermata nel 2017 - ma non prorogata per il 2018 - che prevede la possibilità di dedurre una quota di ammortamento superiore rispetto al valore del bene acquistato. Nel dettaglio, il super ammortamento auto consente di fruire di una maggiorazione del 40% sui costi di acquisizione e di deducibilità fino al 31 dicembre 2017 - o entro il 30 settembre 2018 se è avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione. Ad oggi, con il super ammortamento auto, i limiti massimi di rilevanza del costo di acquisizione sono pari a:
 

21.691,188 euro per le auto e autocaravan;

30.987,408 euro per le auto utilizzate da agenti o rappresentanti di commercio;

4.957,99 euro per i motocicli;

2.479,99 euro per i ciclomotori.

 

In ogni caso, a partire dal 2018, per effetto della nuova Legge di Bilancio 2018, non sarà più possibile fruire del super ammortamento auto. 

 

Esenzione bollo per auto elettriche

Un caso ulteriore è quello dell’esenzione dal pagamento del bollo auto di cui può godere chi acquista un veicolo elettrico. Gli acquirenti di autoveicoli, i motocicli e i ciclomotori a due, tre o quattro ruote che presentino un motore elettrico sono esenti dal pagamento del bollo per un periodo di 5 anni a partire dalla data di prima immatricolazione del veicolo. Al termine del periodo di esenzione, va però pagata una tassa automobilistica, la cui entità può variare: essa è pari a 1/4 dell'importo previsto per le auto a benzina, mentre corrisponde alla totalità del bollo nel caso in cui ad essere acquistati siano stati motocicli o ciclomotori.

 

Quale futuro per le auto ecologiche in Italia?

Nonostante l’apparente immobilismo, da parte delle istituzioni, sul fronte delle agevolazioni fiscali per l’acquisto di veicoli ecologici , il 2018 potrebbe essere foriero di alcune novità in merito: a margine della presentazione di GreenItaly 2017, qualche giorno fa, il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha affermato: “stiamo ragionando sulla possibilità di incentivare il passaggio all'auto elettrica e a metano soprattutto per famiglie che hanno redditi bassi e macchine vecchie". Non tocca dunque che attendere l’arrivo del nuovo anno per scoprire se queste dichiarazioni troveranno un riscontro concreto; ciò che è certo, è che eventuali incentivi all’acquisto di auto elettriche e a metano verrebbero accolti positivamente da una platea di automobilisti sempre più “green” - almeno in apparenza.

Data di pubblicazione: 15-11-2017

Patente a punti: quasi 20.000 automobilisti circolano a zero punti!

Sono passati poco più di 14 anni da quando fu introdotta la patente a punti, nel lontano 2003. Periodo di tempo in cui gli automobilisti hanno bruciato qualcosa come 122 milioni e mezzo di punti. I dati giungono dal Ministero dei Trasporti, e fotografano una situazione in chiaroscuro per quanto riguarda il comportamento degli italiani alla guida.

Quasi 20.000 infatti gli automobilisti che circolano senza più punti, mentre quasi 99.000 rischiano di terminarli, con un saldo punti compreso tra 9 e 0. All'esaurimento dei punti è obbligatorio ripetere l'esame di teoria e pratica, dato che l'azzeramento causa l'immediata revoca della patente. Al contrario, per i guidatori più virtuosi che non commettono infrazioni è previsto un bonus automatico di due punti ogni due anni che consente di reintegrare automaticamente i punti persi per strada, fino ad un massimo di 30. Ricordiamo inoltre che per i neopatentati le sanzioni in termini di punti vengono raddoppiate.
 
Ecco una breve lista delle infrazioni:
-1 punto
Mancato uso o utilizzo improprio delle luci
Sistemazione dei passeggeri e/o animali e/o oggetti non idonea
-2 punti
Inosservanza della segnaletica stradale o delle segnalazioni degli agenti
Trasporto in sovraccarico o in sovrannumero su autovetture
Sosta in corrispondenza della fermata di autobus e filobus
-3 punti
Inosservanza delle condizioni generali per effettuare un sorpasso
Distanza di sicurezza inadeguata (in caso di collisione con danni lievi)
Non fermarsi all'invito di un agente;
Rifiutarsi di esibire i documenti richiesti o di far ispezionare il veicolo;
Eccesso di velocità superiore a 10 km/h e inferiore a 40 km/h.
-4 punti
Circolare contromano;
Uso errato delle corsie;
Fuggire in caso di incidente con soli danni a cose non così gravi da aver determinato la revisione della patente.
-5 punti
Circolare senza casco o con casco allacciato in maniera inadeguata
Mancato uso delle cinture di sicurezza
Uso di cuffie sonore o abuso di cellulari durante la guida
Mancata precedenza a veicoli di soccorso (autoambulanze, polizia, vigili del fuoco)
Omesso uso di lenti quando prescritte
-6 punti
Mancato rispetto del segnale "STOP", precedenza omessa o del semaforo rosso
Violazioni ai comportamenti previsti ai passaggi a livello
Eccesso di velocità superiore a 40 km/h e inferiore a 60 km/h
-8 punti
Mancato rispetto della distanza di sicurezza che ha causato incidente con gravi danni alle cose
Non dare la precedenza ai pedoni sulle strisce
Invertire la marcia in prossimità o in corrispondenza di incroci, curve e dossi
-10 punti
Gareggiare in velocità con veicoli a motore, con sfide organizzate e non autorizzate
Eccesso di velocità superiore a 60 km/h
Circolare contromano su curve, dossi ed in ogni caso di scarsa visibilità
Effettuare sorpassi pericolosi
Effettuare retromarce su autostrade
Guidare in stato di ebbrezza da alcool, droghe o rifiutare gli accertamenti atti a verificare il proprio tasso alcolemico o il proprio stato psicofisico
Fuggire in caso di incidente con gravi danni ai veicoli e/o alle persone
Forzare posti di blocco
 
Ma quali sono dunque gli automobilisti più virtuosi?
Dai dati del Ministero emerge che siano gli abitanti di Valle D'Aosta e Basilicata, i più indisciplinati invece quelli di Friuli Venezia Giulia e Lombardia. Ragionando in valori assoluti, invece, la maglia nera degli automobilisti che circolano senza punti spetta alla Lombardia (3.991), seguita da Campania (2.195) e Piemonte (1.793). Per quanto riguarda le province, il record di automobilisti a 0 punti si registra in quella di Napoli (1.560), davanti a Milano (1.355) e Roma (1.347).
Data di pubblicazione: 02-11-2017

Non ricordi chi guida? La multa non si paga!

Capita più spesso di quanto si creda. Non appena una multa viene recapitata e subito si inizia a pensare come sia successo: chissà dove, chissà come, chissà quando. Lo sappiamo bene, le contravvenzioni sono vengono sempre recapitate con eccessiva tempestività, dunque la domanda su chi abbia effettivamente commesso l'infrazione è legittima, soprattutto quando un veicolo viene utilizzato da più persone.
 

E' il tema centrale di una storia che parte dalla fine, con una sentenza del Giudice di Pace di Campobasso, che ha applicato l’art. 126 bis, comma 2 del CdS ad un ricorso di un imprenditore contro una contravvenzione recapitata per un'infrazione commessa con una vettura a lui intestata. Il veicolo in questione è parte della flotta aziendale dell'attività riconducibile al ricorrente; veicoli che effettivamente sono nella disponibilità di tutti i dipendenti ed è quindi difficile determinare
effettivamente chi fosse alla guida del veicolo al momento dell'infrazione. In questo caso il ricorso, ben strutturato ed argomentato è stato accolto. In particolare, tutta la difesa dell'imprenditore è stata strutturata intorno a due punti principali:

 

- si tratta di una multa a una macchina facente parte di un parco veicolare aziendale;

- la notifica della multa è giunta dopo un lasso di tempo importante (ma entro i 90 giorni).
 

In questo caso il giudice ha deliberato a favore del multato, sostenendo che: "nulla può rimproverarsi a colui che in buona fede, a distanza di tempo dall’accertamento, non sia in grado di ricordare a chi aveva consentito l’uso della propria autovettura, circostanza di per sé idonea a costituire valida esimente, attesa l’assenza di colpa come requisito dell’illecito amministrativo”.
 

Attenzione però: in seguito alla decisione del giudice è stata annullata solamente la sanzione supplementare prevista nel caso in cui si ometta di indicare chi si trovasse alla guida del veicolo nel momento della violazione del Codice della Strada (una sanzione da 286 a 1142 €) e non la contravvenzione stessa, che va comunque pagata.

Naturalmente il caso in questione fa riferimento ad un veicolo aziendale, a disposizione quindi di molte persone più volte al giorno; niente a che vedere con una normale autovettura per uso domestico e familiare. In questo caso nessuna speranza di ricorrere al precedente in questione, per non aprire le porte ad un far west normativo. La sentenza in esame rimarrà un caso che farà giurisprudenza ma limitata appunto ad una fetta limitata di veicoli e circostanze.
 

Per non vedersi recapitare multe prese quando si è prestata la macchina a qualcun'altro, la soluzione esiste. E' un po' drastica, ma è sufficiente non prestare mai il proprio veicolo ad altri. In particolare le compagnie di assicurazione offrono la possibilità di sottoscrivere la clausola della "guida esclusiva", con la quale si può ottenere una buona riduzione del premio sulla polizza, specie se si è sicuri di essere gli unici a guidare il veicolo. In questo caso però non si potrà prestare l'auto a nessuno, né familiari né amici, pena la mancanza di copertura assicurativa in caso di incidente.

Data di pubblicazione: 26-10-2017

Patente digitale: per ora solo in Inghilterra

Da settembre in Inghilterra è cominciata la sperimentazione della patente digitale.
 

In pratica in fase di controllo degli organi di Polizia, i conducenti Inglesi potranno mostrare il documento di guida sullo smartphone invece del classico documento di plastica.
 

L'ente responsabile dell'emissione del documento, DVLA, ha chiarito al quotidiano britannico The SUN che in questa prima fase si stanno svolgendo dei test di funzionalità e che la patente digitale non rimpiazzerà quella di plastica e potrà essere utilizzata solo da chi avrà registrato il proprio documento di guida sul sito gov.uk
 

Gli utenti inoltre, grazie ad un'apposita app. dovrebbero poter mostrare il documento agli agenti di Polizia anche in assenza di rete internet.

 

Una vera rivoluzione insomma che potrebbe in futuro arrivare anche sulle strade Europee.

 

Data di pubblicazione: 13-10-2017

Cambia la gestione di richiesta patenti di guida

Dal 19 gennaio 2013 è entrata in vigore in tutti gli Stati membri dell’Unione la patente unica europea, in formato card standard per tutti i cittadini con la foto digitale del conducente.

La finalità di tale patente è quella di rendere maggiormente uniformi le informazioni presenti nella licenza di guida, in modo da facilitare la leggibilità della stessa in tutti i Paesi membri, e quella di rendere omogenee anche le condizioni necessarie per il rilascio della patente di guida.

 

Al fine di consentire la complessa gestione del passaggio tra vecchio e nuovo sistema, è stato predisposto dalla Commissione Europea l’applicazione del progetto RESPER (archivio UE patenti).

Resper è un registro elettronico finalizzato allo scambio di informazioni tra le autorità nazionali responsabili del rilascio della licenza di guida, agevolando così la libera circolazione dei cittadini europei, aumentando i controlli della validità dei documenti della patente di guida e agevolando lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni stradali dei singoli conducenti.

 

L’evoluzione nella gestione delle patenti, tuttavia, non si è fermata al 2013 e continua ancora oggi, tanto che l’ing. Alessandro Calchetti, Direttore del centro elaborazione dati della motorizzazione, ha emesso un avviso (Prot. n. 19883 - File avviso n. 22/2017) in cui si comunica che dal 27/09/2017 sono state implementate le applicazioni, e dunque delle modifiche, circa la "gestione richiesta patenti" e “sistema unico prenotazione esame”.
 

Per quanto riguarda il sistema unico prenotazione esame, la circolare ha apportato le seguenti modifiche:
 

  1. Le funzioni del SUPE per l'inserimento degli esiti degli esami di guida o di teoria orale richiederanno agli utenti, che hanno un token assegnato, l'inserimento dell'OTP (one time password) invece del PIN della smart card.
  2. Sarà possibile gestire le sedute di teoria orale per la revisione CQC con le funzioni di generazione seduta, prenotazione dell'esame e acquisizione degli esiti.

 

Riguardo alle implementazioni delle applicazioni inerenti alla gestione richiesta patenti, il testo afferma che:


“1) In caso di richiesta patente per conversione estera e conversione militare sarà possibile utilizzare due nuovi codici annotazione 110 e 111 per l'abilitazione B:


- Selezionando il codice annotazione 110 in corrispondenza della abilitazione B, sarà obbligatorio attivare l'abilitazione AM, mentre non sarà possibile selezionare l'abilitazione A1.


- Selezionando il codice annotazione 111 in corrispondenza della abilitazione B, non sarà possibile selezionare le abilitazioni A1 e AM.


- Al conseguimento per esame delle abilitazioni escluse con i codici 110 e 111, dovranno essere eliminate tali annotazioni in corrispondenza dell'abilitazione B.

 

- Sulla patente i codici 110 e 111 verranno stampati nel retro della patente nella colonna 12 in corrispondenza dell'abilitazione B.
 

2) Per indicare l'abilitazione A valida solo in Italia dovrà essere usata la nuova annotazione 112, che sostituirà il codice validità territoriale "I". Sulla patente saranno stampati nel campo 9 una "A" maiuscola e nel retro della patente alla colonna 12 in corrispondenza dell'abilitazione A il codice 112.

Si precisa che nelle ricerche sulle patenti italiane effettuate dai Paesi europei che utilizzano RESPER, l’abilitazione A con annotazione 112 non verrà visualizzata, poiché tale abilitazione A è valida solo sul territorio italiano.

 

3) Le stampe delle patenti con abilitazione B o superiore riporteranno l'abilitazione AM anche se non espressamente conseguita.

Per le patenti con abilitazione B o superiore già presenti in banca dati senza abilitazione AM, al momento della richiesta di una nuova patente verrà attivata automaticamente anche l'abilitazione AM con le seguenti regole:


- La data di abilitazione della AM sarà uguale alla minore tra le date di abilitazione presenti sulla patente, se tali date sono tutte maggiori o uguali al 19/01/2013.


- La data di abilitazione della AM sarà uguale a 19/01/2013, se tra le date di abilitazione esiste almeno una data antecedente al 19/01/2013.


- Nella richiesta di verifica patente italiana effettuata dai Paesi europei tramite RESPER, se la patente non ha l'abilitazione AM ma almeno l'abilitazione B, la verifica restituirà anche l'abilitazione AM con la data abilitazione calcolata secondo le regole sopra indicate.


4) Gestione del codice 70 sulle patenti emesse per conversione di patente estera:


- nelle patenti emesse per conversione militare non sarà più presente sul rigo 12 il codice 70.


- Sui duplicati, sui rinnovi e sulle riclassificazioni emesse successivamente a una patente ottenuta per conversione estera sarà sempre stampato sul rigo 12 il codice 70 con la sigla dello Stato che ha

rilasciato la patente estera. Il codice 70 e lo Stato estero non saranno più stampati, quando il titolare conseguirà una nuova patente per esame.


5) Verranno attivati i nuovi codici, rappresentati dalle lettere nell'intervallo a - g (da digitare in minuscolo) da utilizzare in combinazione con i codici da 01 a 44:


- a: a sinistra
- b: a destra
- c: mano
- d: piede
- e: nel mezzo
- f: braccio
- g: pollice

Tali codici non saranno riportati nella stampa della patente.


6) Per i codici adattamento 20.07, 40.01, 44.09 e 44.10 sarà possibile inserire il valore numerico relativo alla forza massima in newton del freno o dello sterzo. Il formato del campo sarà di 3 caratteri numerici e due decimali.


7) Per i codici limitazione 62 e 64 (inseribili nei campi delle prescrizioni tecniche) sarà obbligatorio inserire nel campo "limite di stanza" il valore numerico relativo al raggio in km, in cui il conducente può circolare a partire dalla propria abitazione, e/o inserire nel campo "limite velocità" il valore della limitazione della velocità in km/h.


8) Nell'inserimento della richiesta di revisione patente sarà possibile, nei casi in cui è previsto, mettendo una spunta nel campo "esente da riclassificazione", richiedere l'esame di revisione per un'abilitazione diversa dall'abilitazione massima posseduta senza dover riclassificare la patente a seguito di revisione con esito idoneo.


9) Nell'inserimento delle richieste per revisione patente e revisione CQC, deve essere acquisito il codice autoscuola e la data domanda.


10) Nell'inserimento di una richiesta di patente per conseguimento dell'abilitazione B con cambio manuale per un candidato già in possesso di abilitazione AM con il cambio automatico, l'operatore dovrà modificare il tipo di cambio dell'abilitazione AM da automatico a manuale per poter stampare una patente, con il cambio manuale sia per l'abilitazione AM che per l'abilitazione B.”

Data di pubblicazione: 29-09-2017

L’auto elettrica si avvicina ma la rivoluzione è lontana

A cura di Piero Bianco.


E’ una moda, forse anche una necessità: l’auto elettrica si propone sempre più, come prodotto al consumo (ma sono ancora poche quelle in listino) e come concept-car, le seducenti vetrine tecnologiche che annunciano il futuro, magari in abbinamento con la guida autonoma. A che punto siamo?

E’ una tecnologia matura quella delle zero emissioni?
 

Sì, rispondono i costruttori. Lo hanno fatto anche al Salone di Francoforte, annunciando onerosi programmi di elettrificazione (dunque si parla anche di alimentazione ibrida). Matthias Mueller, Ceo del gruppo Volkswagen, ha svelato la “Roadmap e” che prevede 80 nuovi modelli elettrici entro il 2025 e 300 entro il 2030, con un investimento di 20 miliardi più altri 50 per sviluppare batterie adeguate. Dieter Zetsche, capo di Daimler-Mercedes, ha rilanciato spiegando che “l’intera gamma avrà almeno un’alternativa elettrificata entro il 2022 e già due anni prima tutte le Smart saranno solo elettriche”.

La sfida di Bmw è nell’annuncio del Ceo Harald Krueger:
 

“Entro il 2025 le elettriche e le plug-in saranno il 25% delle vetture vendute dal nostro gruppo”.

Non sono soltanto i colossi tedeschi a guidare la crociata. Il pioniere Carlos Ghosn (Renault/Nissan) va predicando da dieci anni la sua filosofia ecologica, anche se è diventato più cauto sui tempi del boom, dandosi “altri 5 anni per una presenza massiccia sul mercato”.
 

E i clienti? Ci credono davvero? Qui bisogna ragionare sui numeri, più che sulle ipotesi. E non sono numeri

trionfali, sebbene si noti una piccola inversione di tendenza. A livello globale, i modelli elettrici venduti lo scorso anno non hanno raggiunto la quota dell’1% (0,86% per l’esattezza), dunque meno di 700 mila su un mercato totale di 84,3 milioni. Gli analisti prevedono che salirà al 2,3% nel 2018 e al 3,4% nel 2020.

Saranno ancora numeri piccoli, non tali di suggerire investimenti faraonici. E l’offerta attuale è molto limitata, diciamo una decina di modelli “reali” comprendendo Tesla e Nissan Leaf che è la più venduta in assoluto.

Inarrivo non c’è molto: nove modelli nei prossimi due anni, compresa la nuova generazione Leaf, l’Ampera-e, l’Audi e-tron Quattro, il Suv Jaguar I-Pace. La grande rivoluzione dell’elettrico, insomma, è ancora lontana.
 

“Soltanto nel 2050 il 70% delle nuove immatricolazioni mondiali saranno a emissioni zero”, stimano i tecnici di Morgan Stanley, quelli che leggono il futuro per interpretarne il business.
 

I problemi sono ancora, essenzialmente, tre. Primo: il costo delle vetture elettriche rispetto a quelle convenzionali. Pochi consumatori sono disposti a tassarsi per salvare il pianeta. Ma una diffusione più ampia potrebbe limitarne il gap. Secondo: il rebus delle batterie, nonostante l’incremento di autonomia (che oggi va da 300 a 600 km, in realtà molti di meno se si presuppone un utilizzo “normale” della vettura).

Servirà una generazione di accumulatori ben più affidabile e non è detto che le riserve di litio siano sufficienti.
 

Terzo: l’inadeguatezza delle stazioni di ricarica, scarse se non inesistenti nel nostro Paese e in molti altri, ad eccezione delle aree virtuose come la California o, in Europa, la Norvegia.

Inoltre parlare di emissioni zero è scorretto, perché l’energia per alimentare le auto “pulite” in qualche modo va prodotta all’origine, e non sempre (quasi mai) lo si può fare con fonti totalmente rinnovabili. Poi bisognerà smaltire quantitativi enormi di batterie, e farlo in modo totalmente ecologico non si annuncia semplice.

Come non sarà facile riconvertire in tutto il mondo le fabbriche e le tecnologie esistenti, per adeguarsi a quelle emergenti e sganciarsi dalla schiavitù del petrolio. Per non parlare degli interessi economici, accise comprese, che la rivoluzione comporterà, diciamo comporterebbe.

Tra gli elementi a favore, che possono spostare l’ago della bilancia, c’è la dichiarata volontà della Cina, quindi del più grande mercato mondiale e della più forte economia, di spingere sull’acceleratore verso questa soluzione. Influiranno anche i preannunciati divieti di accesso in parecchie zone metropolitane per le macchine con motori Diesel (soprattutto) e a benzina: l’elettrico, in città, è un’alternativa già valida.

Il futuro della motorizzazione è lì, a un passo, ma conquistarlo sarà ancora molto faticoso. Ed è una sfida dall’esito incerto.

Data di pubblicazione: 20-09-2017

Salone di Francoforte: la guida autonoma, un affare da 800 miliardi

Dal salone di Francoforte, aperto pochi giorni fa, emerge con chiarezza il trend del futuro della mobilità che punta ormai con decisione sulla componente elettrica in una prima fase, di fatto già avviata, e sulla guida autonoma in un futuro leggermente più lontano.
 

Questi sono ormai i trend di riferimento del settore automotive che porteranno le case automobilistiche a continuare, ed anzi decisamente ad incrementare, gli investimenti già messi in campo per abbracciare queste tecnologie.
 

L'obiettivo è giungere ad una 'passenger economy' in cui tutti saremo passeggeri, con auto che si guidano da sole e un intervento sempre minore da parte dell'uomo nella guida.
 

Mentre c'è ancora da chiarire il quadro normativo che andrà a regolare questa nuova realtà della guida autonoma, si discute infatti sulla responsabilità in caso di incidente: sarà a carico della casa produttrice o dell'utente? E inoltre, come si comporterà la macchina autonoma in caso di incidente?
 

Al netto di questi dibattiti legali, è stato calcolato che entro il 2035 (dunque in poco meno di 20 anni) il giro d'affari legato ai dispositivi a guida autonoma raggiungerà gli 800 miliardi di dollari; una somma sontuosa, destinata ad aumentare esponenzialmente fino al 2050 e valutata addirittura in 7 trilioni di dollari. Se pensiamo infatti a tutto quello che l'automobile rappresenta e a cosa una rivoluzione del genere possa significare per il genere umano è evidente l'impatto che questa tecnologia avrà su di noi e ancor di più sui nostri figli.
 

Le ricadute saranno notevoli sotto molti punti di vista: Google ad esempio ha avviato una nuova mappatura delle strade con le sue auto del servizio Street View equipaggiate delle più moderne telecamere in alta definizione per procedere ad un aggiornamento delle sue mappe e fornirne una versione ancora più moderna e precisa. Le stesse mappe che su cui si baseranno le prossime vetture autonome per la mobilità cittadina e non solo. Ma di tutto questo indotto che andrà a svilupparsi, si verranno a creare anche situazioni curiose; gli analisti di Morgan Stanley ad esempio, hanno calcolato che dalla guida autonoma beneficeranno anche l'industria degli alcoolici e della ristorazione, con un giro d'affari calcolato in quasi 100 miliardi di dollari l'anno...