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News » VERSTAPPEN/RED BULL IMPRENDIBILI, ALLA FERRARI SERVE UN MIRACOLO

Data di pubblicazione: 28-08-2022

utto come prevedibile. Non c’è nulla da fare con questo Verstappen e la sua Red Bull. Titolo mondiale già assegnato? Quasi certamente. L’olandese volante con il suo straordinario successo in Belgio ha portato a 93 i punti di vantaggio sul più vicino degli inseguitori. Nona vittoria stagionale, la terza consecutiva. Ma ciò che più spaventa (gli avversari) non è soltanto il talento di Max, ma la facilità con cui si ha dominato la corsa. Partito 14°, ha subito saltato Gasly che ha avuto un problema in partenza e al dodicesimo giro era già al comando. Vetta che non ha più perso infliggendo distacchi inguardabili agli avversari. Basta pensare ai circa 18 secondi di ritardo con i quali ha tagliato il traguardo il compagno di squadra Perez, i 27 di Sainz, terzo e sul podio, per finire ai 75 accumulati da Leclerc, sesto.
 

Se la RB18 austriaca era già la monoposto più veloce prima della sosta estiva, la Red Bull (ma solo quella di Verstappen...) vista a Spa ha delle prestazioni stratosferiche. E’ perfetta: equilibrata, grande trazione, uso ineguagliabile delle gomme. Sabato avevo sottolineato il cambio «segreto» del telaio della vettura di Verstappen. Ma che dire anche della nuova power unit? Il povero Perez è stato umiliato, ma non aveva a disposizione né lo chassis più leggero, né l’ultima evoluzione del motore, nel suo complesso. Merito di quel «mago» che è il progettista Adrian Newey, insieme con uno stuolo di tecnici di altissimo livello. La squadra è riuscita trasformare quello che poteva essere uno svantaggio, in un autentico ribaltamento dei valori in pista. Parlo della modifica di altezza da terra voluta dalla FIA per eliminare il saltellamento delle vetture. Le Red Bull ora ha veramente messo le ali.
 

Per la Ferrari, come diceva Gino Bartali, «gli é tutto da rifare». Nuova power Unit anche per la F1-75, ma non si è visto alcun progresso, almeno nei confronti del team austriaco. Il terzo posto di Sainz é stato un mezzo miracolo. Lo spagnolo è stato graziato e non ha perso una posizione, soltanto perché la Mercedes di Russel alla fine era messa male come la Ferrari. Leclerc merita un discorso a parte. E’ stato bravissimo al via nell’inseguire come un’ombra Verstappen, ma la sua guida brillante è durata pochissimo. Il monegasco è stato costretto a fermarsi subito ai box per il surriscaldamento del freno anteriore sinistro. Un problema di affidabilità? No mera sfortuna: dopo la gara si è saputo che il guaio é stato causato dalla visiera a strappo gettata proprio da Verstappen e finita nella presa d’aria dell’impianto frenante della «rossa». Dulcis in fundo, cioè a fine gara, Charles è stato richiamato ai box (lui però non voleva fermarsi in quanto considerava l’operazione rischiosa) per montare gomme morbide e tentare il giro veloce. Lui ci ha provato ma non è riuscito anche perché si ètrovato alle spalle di Alonso che difendeva il suo quinto posto. Leclerc ha compiuto comunque negli ultimi metri il sorpasso sullo spagnolo. Manovra inutile perché il problema al freno anteriore aveva mandato in crisi il sistema di riduzione della velocità ai box. Per un centesimo in più i commissari sportivi lo hanno penalizzato di 5 secondi, riportandolo quindi in sesta posizione. Domenica si correrà il GP d’Olanda a Zandvoort, pista di casa per Verstappen. Chissà se Leclerc, e magari anche qualcun altro della Ferrari, faranno in tempo a passare da Lourdes per chiedere un miracolo e annullare il malocchio?

 

Cristiano Chiavegato